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martedì 9 febbraio 2010

Pausa Japan-style: Shincha Temomi e Ichigo Dayfugu!




Ancora la mia adorata Petra....

Spesso, ultimamente, al mattino, me la "coccolo" a dovere, con i guanti di velluto....Perchè è un'autentica bellezza zen....perchè è levigata come un sasso di fiume, e mi piace anche soltanto sfiorarla!...perchè è stato un regalo di natale inaspettato e graditissimo....

Ma per una teiera così...quale tè scegliere? Non il respiro maltato di un Assam, non il sontuoso velluto di un Keemun....Solo la freschezza di un Sencha, può sfiorare quelle pareti nivee, sottili...o un Bancha sussurrarvi la sua mite, paludosa canzone!

Ho scelto uno Shincha Temomi...un tè giovane, a cui non un macchinario, ma le mani dell'uomo, con gesti antichi, sapienti, abbiano dato forma, movimento e vita....Nessuna frattura, nessuna polvere...soltanto aghi sottili, perfetti, croccanti...setosi come fili d'erba in un prato tagliato dal vento!

Ad accompagnare questo tè così speciale, ho scelto dei dolcetti particolari, gli Ichigo Dayfuku, la cui ricetta ho scovato in questo bellissimo blog, la cui simpatica padrona di casa collabora spesso e volentieri con Acilia di Insieme a Tè....

Per la ricetta mi pare dunque doveroso e giusto rimandarvi a questa pagina! Per la ricetta dell'Anko, la marmellata di fagioli rossi Azuki che adoro ( assomiglia a quella di marroni....buonissima! ) vi rimando volentieri, invece, a quello che scrissi tempo fa : a dispetto di quello che potrebbe sembrare, è assai facile, e si conserva a lungo.


いただきます
Itadakimasu! ( buon appetito! )


Shincha Temomi.....


Ichigo Dayfuku in corso d'opera!



mercoledì 20 gennaio 2010

Biscotti morbidi ai datteri



A volte capita...
Capita che si abbia voglia di qualcosa di etereo, di croccante e delicato....
E poi capita che ci assalga , subito dopo, il desiderio di qualcosa di soffice e di dolcissimo, di un dolce intensamente profumato, dalla consistenza fondente e burrosa.....
Un biscotto, questo ai datteri, che niente ha a che vedere con questi , pur deliziosi...l'ho sfornato praticamente il giorno successivo, in preda ad una viscerale voglia di dolcezza!

Eburnei quelli, deliziosamente bruniti questi....friabilissimi quelli, voluttuosamente teneri questi, tanto che i denti affondano subito, senza incontrare alcuna resistenza...

Ne ho scovata la ricetta, al solito, nel Libro d'Oro.....volevo qualche cosa che accompagnasse degnamente ( senza smania di protagonismo, ma senza farsi mettere i piedi in testa...! ) un tè alla marocchina....un fragrante, zuccheratissimo Gunpowder impreziosito da un bel ciuffo di menta nana essiccata, ricordo dell'estate del mio giardino .

Si conservano molto al lungo in scatole di latta.

BISCOTTI MORBIDI AI DATTERI ( DA IL LIBRO D'ORO DEI BISCOTTI )

125 g di burro ( ho utilizzato quello a basso tenore di colesterolo )
50 g di zucchero
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
60 g di datteri già snocciolati, e tritati finemente
125 g di farina bianca

Riscaldate il forno a 190°.
Con una frusta elettrica ad alta velocità lavorate il burro con lo zucchero e la vaniglia, sino ad ottenere una crema...Unite poi i datteri e la farina.
Aiutandovi con un cucchiaino inumidito ( io ho inumidito anche le dita ) distribuite i biscotti sulla piastra resa antiaderente da burro o carta forno, distanziandoli bene, ed appiattendoli leggermente.
Fateli cuocere per circa 15-20 minuti ( nota per chi ha il forno ventilato: diminuite leggermente sia la temperatura sia i tempi di cottura! )
Fate raffreddare i biscotti prima sulla placca, poi su una griglia.




martedì 12 gennaio 2010

Non tutto il male vien per nuocere! Budino-mousse al tè verde ....




Vi avevo accennato agli ottimi tè di cui Giulia ( grazie ancora! ) mi aveva fatto dono tempo fa : un dono tanto gradito quanto inaspettato, e giunto da una persona veramente squisita...

Uno di questi tè mi ha dato ispirazione per questa ricetta: l'ho presa dal libriccino a cui vi ho già accennato, e ve ne metterò per prima la versione "ortodossa", quella giusta, esatta, insomma, quella che, in pratica.... dovrete seguire !

Ma che volete? Per fare i dolci, anche quelli più semplici, anche un semplice biscotto, o anche solo una torta da inzuppare, ci vuole attenzione, concentrazione...ci vogliono rispetto dei tempi, delle dosi, delle temperature...
Un dolce, insomma.... -O- viene -O- non viene!

Quante volte vi sarete trovati , però, di fronte ad una torta "svenuta", o esplosa ( implosa?!?) ....o a un doloroso crepaccio che si apre proprio lì, nel centro (...pof!... ), là dove sognavate di scrivere col fondente " Ti amo?" ....
Quante volte vi è sorta la lacrimuccia ( e dài, ammettetelo! ) davanti ad una crema impazzita all'ultimo istante proprio quando, raggianti di fronte a tanto velluto, vi eravate sentiti Christophe ( Felder ), e stavate per gridare al mondo : " Guarda come m'è venuta be....!"
Quante volte i biscotti, lasciati serza sorveglianza per un minuto solo, si ribellano, s'incupiscono, s'induriscono, tanto che persino Mago Pic-Nick getta la spugna?
Quante volte il Pierre Hermé che abita in voi è stato umiliato, abbattuto, colpito al cuore da una mandata di Lingue di Gatto rinseccolite, da un fondente appallottolato e puzzolente di bruciato, da un caramello un po' troppo...abbronzato?

Insomma....saranno state le chiacchiere con la suocera al telefono....sarà stata Dacia che saltava per tutta la cucina, fremente, col tartufino in perenne vibrazione per captare ogni effluvio, ogni profumo....sarà stato che avevo mezzi ingredienti , che ho voluto fare di fretta....sarà che mi è saltata la pagina ,e che stavo per operare una "crasi ricettaria", e per creare una specie di Frankenstein culinario, unendo i pezzi di due diverse ricette!! ....

Fatto sta che ho sbagliato.... e in più punti.... e chiedo venia!...

Però all'assaggio...miracolo...il risultato non era così male, anzi!...A dirla tutta, decisamente gradevole e diverso dal solito!

Quindi, dato che "Errare Humanum Est"... ma sì, ribelliamoci per una volta alle regole, alle dosi, ai tempi di cottura...e mangiamoci felicemente i nostri papocchi, che, magari, proprio tanto male non sono venuti!


RICETTA ORTODOSSA DELLA CREMA DI TE' BANCHA (tratta da Tè: pensieri,parole e aromi....ed. FOOD )

300 ml di latte
20 g di tè bancha
2 uova
60 g di zuccero
3 cucchiaini di gelatina
150 ml di panna fresca.

Il Bancha è un tè dal contenuto di caffeina assai ridotto: è costituito infatti di foglie ormai adulte, coriacee, raccolte a fine stagione e non nella parte apicale della pianta: ha un gusto fresco ed erbaceo, e ben si presta anche ad aromatizzazioni lievi, che ne rispettino l'indole fresca e delicata, come quelle de La Via del Tè: il bancha alla fragolina, quello fiorito, quello alla vaniglia....composizioni assai equilibrate.
Io però ho votuto far onore agli ultimi cucchiaini della miscela regalatami da Giulia: si tratta di un verde dal nome evocativo....Perla Rosa!
Il tè cinese di base viene appena sfiorato dalla scia delicata dei petali di rosa, da quella agrumata dell'arancia, da quella esotica dell'ananas, e dalla Cerimoya....

Portate quasi a bollore il latte, spegnete il fuoco, unite il tè e lasciate in infusione per cinque minuti: filtrate quindi il tutto. Sbattete i tuorli con lo zucchero, molto bene...unite quindi, a filo, il latte. Sciogliete la gelatina in pochissima acqua fredda, ed unite piano al composto. Lasciate raffreddare il tutto. Unite poi la panna montata a neve, delicatamente....poi gli albumi, anch'essi montati, ed anche essi con movimenti leggeri...Distribuite negli stampini e mettete in frigo per qualche ora....

VERSIONE SBAGLIATA ( ma decisamente gustosa e gustabile! ) by Romy

Non avevo la gelatina in polvere. Ho usato quindi la colla di pesce...avete presente questa qui? Nella bustina troverete più fogli: utilizzatene quattro soli, se non tre...Ammollate i fogli per dieci minuti in acqua fredda, poi poneteli a sciogliere sul fuoco bassissimo ed unite il composto pian piano, sbattendo con la frusta a velocità massima...si formerà un composto assai spumoso! Poi montate gli albumi, ed incorporateli delicatamente , e per primi, ( altro errore! ) al composto non ancora perfettamente freddo, ancora tepido...Unite poi la panna montata, e ponete tutto in frigo, negli stampini...si formeranno due consistenze: una più simile ad un budino, meno aerea, più gustosa e colorata, al di sotto...l'altra più spumosa, mussata, al di sopra...lo vedete bene dalle foto! E un'altra cosa...aggiungendo un altro pochino di zucchero arrivando cioè dai 60 g consigliati ad 80 g, il risultato a mio avviso è ancor più gradevole!




giovedì 7 gennaio 2010

Crema al tè speziato....



Ho festeggiato l'ultimo dell'anno regalandomi una breve incursione nella città che tanto amo, Lucca....La giornata era dolcissima, sulle Mura un tappeto di foglie multicolori, nell'aria il profumo dell'inverno, quello dei camini e delle stufe....
L., la proprietaria del negozio " La Signora Del tè ", mi ha accolto col calore di sempre: vi ho già parlato di quanto adori questo posto, e di quante chicche io vi abbia scovato, per accrescere ancor di più la mia immensa passione per il tè, e quella per il variegato mondo che gravita attorno a questa magica bevanda....
Ma L. mi ha ancor più gradevolmente sorpreso quando, tra una chiacchiera e l'altra, alla notizia che fra poco è il mio compleanno, mi ha regalato questo tè, un Tè di Natale...inutile dirvi quanto io abbia apprezzato questo gesto, non soltanto per la gentilezza e la spontaneità con cui questo inaspettato regalino mi è giunto, ma anche per la bontà intrinseca del tè, che è davvero squisito....
Si tratta di un tè nero, credo un Keemun ( vero, L.? ), tè cinese dolcissimo, dai toni vellutati, utilizzato spesso e volentieri ,per la delicatezza e la versatilità, proprio nelle miscele, e negli scented...

....Ma che festa di colori, che tripudio di profumi a rallegrare lo scuro tè di base...un tappeto olfattivo dalle mille sfumature: grani di pepe rosa, bacche di cardamomo, granelli di anice, scorzette di agrumi, chiodi di garofano...il tutto a celebrare l'inverno, che a dispetto dei luoghi comuni ( la brutta stagione...) ,con una tazza di caldissimo,profumato tè tra le mani, e magari ( è chieder troppo? ) un caminetto acceso e della buona musica, può regalare anch'esso momenti tenerissimi....




Con questo tè ho preparato una crema: esso ha ceduto, docilmente, tutti i suoi profumi al latte, donandogli anche una delicata tonalità color dell'ambra.
La ricetta viene da un delizioso libriccino, che per un prezzo davvero contenuto regala preziosi spunti, oltre che piccole perle di saggezza.... Nella ricetta originale però si parlava semplicemente di tè nero, e dell'aggiunta, a mitigare l'uovo, e come in ogni crema che si rispetti, di una mezza busta di vanillina... Se utilizzerete, come ho fatto io, un nero aromatizzato, quello che più amate, non ci sarà bisogno dell'aggiunta di altri aromi: a meno che non vogliate ottenere effetti particolarmente intensi ( ad esempio, se utilizzerete del tè alla vaniglia, allora la vanillina non farà che riscaldare ancor di più il profumo della miscela...)

Crema al tè nero:

1/2 litro di latte
4 cucchiaini colmi di tè nero
2 tuorli d'uovo
5 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di farina 00
essenza di vaiglia o vanillina, all'occorrenza

Mescolate con la frusta elettrica i tuorli con lo zucchero, sino a che non otterrete una crema...
Nel frattempo mettete a riscaldare il latte....quando sarà molto caldo (ma senza che lasciate che bolla! ) spegnete il fuoco ed aggiungete il tè prescelto...Io ho coperto il tutto con un piattino, per far sì che i delicati aromi del tè rimanessero il più possibile nel latte. Lasciate il tè in infusione nel latte per quattro, cinque minuti...dopodichè filtrate il tutto con un colino a maglie sottili.

Torniamo alle uova: una volta che il composto sarà spumoso, aggiungete a pioggia anche la farina: continuate a mescolare con la frusta sino a che non otterrete una crema. A questo punto, sempre mescolando, aggiungete il latte caldo a filo. Quindi ponete sul fuoco molto, molto moderato il composto e, mescolando bene ( se dovesseso formarsi grumi, utilizzare un frullatore ad immersione..la crema risulterà ancora più soffice ed areata! ) fate sobbollire per tre minuti circa.

Lasciate intiepidire, mescolando di tanto in tanto per non far formare pellicole superficiali, e trasferite in tazze o coppette, lasciando la preparazione in frigo ( come dice il libriccino ) o a temperatura ambiente ( come dico io! ...così i profumi , anche i più sottili, rimangono intatti al palato! )

A breve posterò anche un'altra ricetta, che ha per protagonista un'altro squisito, profumatissimo tè che mi è stato regalato da una cara amica, diversi mesi or sono....Carissima Giulia, sei una persona adorabile, e un'amica preziosa :non sai quanto il tuo gesto mi abbia fatto piacere, e quante volte io ti abbia rammentato sorseggiando i tuoi squisiti tè! Presa da tutto quello che mi è successo in questo periodo, con l'abbandono del blog, ho mancato di ringraziarti a dovere...Lo faccio adesso, e ti abbraccio teneramente! :-)




Con questa ricetta vorrei partecipare alla raccolta di Susina di Pasticci e Deliri di una Strega in Cucina, di cui vedete il bannerino a lato.



E, già che ci sono....

La Signora del tè
piazza della Cittadella 6 ( in pieno centro storico, proprio di fronte alla casa Natale del grande Puccini...)
Lucca


domenica 3 gennaio 2010

Torta di Yogurth all'avena e noci,




.... Ve la ricordate, la mia mania di mettere il nome alle teiere?
Beh...è rimasta, intatta...( che dite...devo preoccuparmi?!? )
Avete già fatto la conoscenza della rotonda Tisbe, color avorio, delicatamente drappeggiata, creatura degna di Ovidio e delle sue Metamorfosi: avreste dovuto vedere com'era ridotta, quando l'ho scovata!
Questa invece è Petra: nivea, levigata, dal fascino tutto zen...ve ne parlerò in seguito, più nel dettaglio: ve la presento ora brevemente, porgendovi una tazza di Genmaicha, un tè che amo in particolar modo, arricchito di riso tostato e pop corn che gli infondono un profumo inconfondibile....



Vi offro anche una fetta di torta ...ecco a voi!... è una torta semplicissima, di quelle rustiche, consistenti....di quelle che riempiono la bocca di sapori dapprima impercettibili, che però, masticando con lentezza e con gusto, si sprigionano voluttuosamente: una torta all'avena e noci!!

Tutto è nato dalla volontà di "fare di necessità virtù"....

Mattina presto. Vado a trovare la mia mamma. Piove a dirotto...
Lei mi fa assaggiare questo tipo di Yogurth: io impazzisco letteralmente...lo adoro! e mamma mi regala i tre restanti ( la confezione è da quattro ).
Ritorno a casa: raffiche di vento mi arrivano da ogni dove, l'ombrello si inceppa, ho due enormi sacchi della spesa da scaricare, la cassetta della posta da ispezionare....Insomma: mentre cerco in tutti i modi di chiudere la machina e di entrare dal cancello, coi capelli negli occhi, le scarpe inzuppate e la borsa che mi scende di continuo dalle spalle, i tre yogurth finiscono sui seggiolini posteriori,dove rimangono sino a sera inoltrata, quando, maneggiando questa confezione...all'improvviso me ne ricordo!

E ora? Potrò rimetterli in frigo? Beh....sono ancora buonissimi, ma non mi fido a lasciar passare delle ore in più...Che farne allora? Complice la suddetta confezione di fiocchi di avena, l'olio novello dell'oliveto di famiglia formato mignon ( ragazzi.... ben dieci litri di olio, quest'anno! ) ed una busta di farina bio, mi invento una torta da gustare a colazione, con la speranza, nel cuore, di svegliarmi col sole....

E così è stato! Una stupenda colazione, accompagnata da un'ottima lettura...volete condividerla con me?

Torta di yogurth con avena e noci

Ingredienti:

3 yogurth preferibilmente di questo tipo


userete , a questo punto, i barattoli come misurino!


2 misurini di zucchero di canna ( io ho usato la Panela )
1 misurino di olio EVO ( o, per un gusto meno marcato, di olio misto fra extravergine ed ottimo olio di girasole, magari spremuto a freddo...)
1 misurino di fiocchi di avena
i gherigli di quattro, cinque noci spezzettati grossolanamente
200 g di farina
3 uova intere
1 bustina di lievito per dolci vanigliato

Non farete altro che mescolare il tutto, partendo dagli ingredienti umidi ed unendo via via quelli secchi. Mischiate per comodità la farina col lievito, setacciandoli. Infornerete quindi nel forno bel caldo a 180 gradi ( ventilato, altrimenti qualcosa in più ) per una quarantina di minuti, o comunque sino a quando la prova stecchino non ne dia, per risultato, uno ben asciutto ( i tempi sono indicativi perchè dipendono molto dal tipo di forno, ma anche dalla forma dello stampo che utilizzerete! )

Per darle un tocco in più, potrete irrorarla o spennellarla con un cucchiaio di miele, meglio se di castagno, dolcemente riscaldato a bagnomaria!




Tiramisù al Matcha e...tanti auguri!


...Un post veloce, velocissimo, soltanto per augurarvi uno splendido anno nuovo e per lasciarvi una ricettina che ho sperimentato per la cena di San Silvestro.

Prendendo spunto da un vecchio post di Kja, ho messo in tavola la rivisitazione Matcha del classico tiramisù ( apportando, come mio solito, qualche cambiamento... )

Devo dire che ci è piaciuto molto: il sapore erbaceo , le note " di testa " del tè verde sono risultati smussati ed arricchiti in quanto a " cuore " dal croccante velluto del fondente; i colori sono bellissimi e la cremosità di tutto ripetto, con un notevole risparmio, però, di calorie ( ho utilizzato il dolcificante ) e di grassi animali ( ho sostituito il mascarpone con prodotti più leggeri ed equilibrati )...

Che il verde della Polvere di Giada, del Matcha appunto, sia simbolo di speranza per tutti voi: che tutti i vostri sogni possano avverarsi!


P.S. Per quanto riguarda le quantità degli ingredienti, sarò molto vaga: l'importante in questa ricetta è lo spunto....poi ognuno giudicherà quantità e proporzioni in base ai propri gusti ed al proprio personalissimo modo di concepire il Tiramisù!


Ingredienti ( molto molto indicativi! ) per due grandi coppe:

100 g di Philadelphia ( io ho utilizzato la versione "Yo" )
100 g di Yoguth colato ( greco )
zucchero ( o dolcificante ) q.b.
Pavesini
un tuorlo d'uovo freschissimo
un poco di essenza di vaniglia
foglie di tè verde
alcuni quadretti di fondente al 70%

Preparate un tè verde molto molto concentrato: potrete usare quasiasi qualità, ma i migliori per questa ricetta sono il Sencha ( per l'intenza colorazione verde e per il profumo di fieno tagliato molto accentuati ) e il Bancha ( profumatissimo e con un ridotto apporto in caffeina ).

IMPORTANTE: con tè concentrato intendo un tè in cui sia stata utilizzata una maggiore quantità di foglie , NON uno in cui le foglie siano state lasciate per tempi di infusione troppo lunghi!!!
Nel primo caso avremo infatti un normale infuso in cui i profumi e la sapidità risulteranno molto pronunciati, ma ancora armonici nei loro componenti e nelle rispettive proporzioni. Nel secondo caso avremo, invece, un tè rovinato dai tannini, torbido e tutt'altro che gradevole, quindi....stessi tempi di infusione ( 3/4 minuti) stessa temperatura ( nel caso del verde circa 80° ), ma per una quantità ben maggiore di foglie!

Dolcificate e fate intiepidire il tè fino a che non sarà a temperatura ambiente.
Nel frattempo mettete il cioccolato tra due fogli di carta forno, e battetelo con un batticarne batticarne per ricavarne tanti irregolari, croccanti pezzettini.
Mescolate bene lo yogurth con il Philadelphia con un cucchiaio di legno, unendo il tuorlo a dare sapore, colore e consistenza, l'essenza di vaniglia, pochissima, e il dolcificante ( o lo zucchero ) nelle quantità che gradirete : non esagerate, comunque, perchè il buono di questa preparazione sta proprio nell'equilibrio fra il dolce e l'amaro, tra la cremosità e la croccantezza.
Inzuppate velocemente i pavesini, metteteli come per un normale tiramisù nelle coppette, coprite con la crema di Yogurth e Philadelphia, aggiungete un pizzico di Matcha e la granella di cioccolata...procedete così strato per strato, terminando col fondente e col matcha. Se lo gradite, mettetelo un poco in frigo, ben coperto: ma questo dolce non dovrà essere troppo freddo, per non sciuparne i profumi delicati: e sarà bene non prepararlo troppo in anticipo, per far sì che il Matcha non si disciolga eccessivamente!...



martedì 29 dicembre 2009

Tè Nuwara e ...COCCO-le!




Sì sì, proprio nel senso di ....cocco! Questi dolcetti teneri e piccolissimi , che spariscono nel palmo di una mano , ma che hanno il potere di trascinare in un sol morso verso paradisi tropicali, mi sono stati insegnati dalla simpatica Silvia dell'agriturismo Pianizzoli, in cui ho trascorso il Natale...

Le ho ribattezzate Coccole, ed ho trascritto nel mio librone verde la semplicissima ricetta di appena tre righe a caratteri cubitali, tanto l'ho trovata facile, immediata... geniale!

Comunque, se mi conoscete anche solo un pochino, saprete già che non potevo resistere a progettare qualche tocco personale, seppur minimo....

E che non avrei indugiato nell' accostare a queste bontà mignon un tè speciale: un tè aromatizzato al cocco... dal cuore morbido, caldo ed assolato come una spiaggia esotica .... ma che ci sfiorasse anche con la carezza esperidata dell'inverno e del Natale, con un effetto assai particolare....

Preparazione del TE' AL COCCO E AGLI AGRUMI ( ricetta tratta da " Il Grande Libro del Tè", ed De Agostini )

1 litro di acqua ( meglio se filtrata o oligominerale )
6 cucchiaini di tè OP ( Orange Pekoe - vedi nota*)
3 cucchiaini di cocco secco a fettine, o qualche fettina sottile di cocco fresco, a piacere
1 arancia bio tagliata a fettine
1 limone bio tagliato a fettine
zucchero

Riscaldate bene una grande teiera, e intanto mettete a bollire l'acqua. Quando l'acqua bollirà, spegnetela ed aspettate qualche secondo: non è bene utilizzare l'acqua troppo "vecchia", dice il Maestro del tè Lu Yu nel suo Canone, così come, del resto, acqua troppo fredda, l'acqua "bambina"...la temperatura perfetta per i neri è leggermente inferiore ai 100 gradi! ...
Utilizzate questo brevissimo lasso di tempo per mettere sul fondo della teiera le fettine di agrumi e di cocco.
Nel caso utilizziate, come ho fatto io, il cocco secco in polvere ( nella foto non si vede, è rimasto sotto gli agrumi... ), abbiate cura di filtrare il tutto!
Servite dopo quattro, cinque minuti, accompagnando con zucchero, che ognuno metterà a piacere.
Io metto in tavola sempre diversi tipi di dolcificante: Panela, Mascobado, miele, zollette di zucchero raffinato, Rapadura...per questo tè credo che sia perfetto, oltre al semplice semolato, lo zucchero candito: renderà "liscio" il vostro tè, domàndone i tannini e donandogli una dolcezza vellutata e discreta, oltre che una limpidezza cristallina....


rotondità.....


...." Nel limone divisero
i coltelli
una piccola
cattedrale,
l'abside nascosta
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura..." ( P.Neruda )


MINI-COCCOLE

Niente di più semplice... Il segreto sta soltanto nei tempi di cottura, che devono essere brevissimi, e nella temperatura del forno, abbastanza bassa da cuocere ed asciugare i dolcetti senza brunirli....dovranno rimanere teneri, quasi "fondenti"!

per ogni uovo intero
100 g di farina di cocco
100 g di zucchero semolato ( ma anche un po' di meno.... )

Per le dosi vi regolerete in base agli invitati o alla...gola! Comunque ricordate che questi dolcetti si conservano benissimo anche in frigo, chiusi in un contenitore ermetico, per quindici giorni almeno...basta toglierli da freddo prima di consumarli...Hop-là!

Montate bene con una frusta zucchero ed uova....quindi, dopo che il composto sarà spumoso, unite poco a poco la farina di cocco: è probabile che il composto si assodi molto...se le fruste cominciassero a lavorare male, passate al cucchiaio di legno.
Riscaldate il forno a 160 gradi ( ma anche a 150°, se si tratta di un forno ventilato o di un forno particolarmente ...veemente! )
Mettere con l'aiuto di un cucchiaino l'impasto nei pirottini di carta forno, ed infornare sulla placca per 10/15 minuti ( anche qui, basta dare un'occhiata...non devono scurirsi! )




...Ma...dov'è il tocco personale? direte voi...
Ve lo dico ora, shhhh! avvicinate l' orecchio....

Ho messo nell'impasto anche una puntina di semi di vaniglia, per accentuare le note calde ed i profumi dell'impasto, per abbellire coi semini neri l'impasto chiarissimo, e per eliminare qualsiasi traccia di "uovo" potesse rovinare questa delicata preparazione...

Poi, per dare un tocco magico, potrei suggerire di aggiungere una piccolissima "zeste" candita su ogni dolcetto, anche per riprendere gli aromi del tè...oppure...fatemi pensare... anche una goccia di cioccolato, magari di cioccolato bianco! una soltanto, dolce corona di quelle testoline bionde!

* Importante! Con Orange Pekoe non si intende un tè aromatizzato all'arancia, bensì un semplice tè nero in foglia intera, anzi, in particolare, un tè che sia il risultato della raccolta delle ultime due foglie e del germoglio-tip centrale....in pratica, quindi, si tratta un tè nero in foglia di buona qualità! La denominazione deriva probabilmente dal nome dei reali olandesi, destinatari di questo pregiato raccolto.
Io ho utilizzato un Nuwara Elyia ( pronuncia Nurèlia ), un tè che adoro: si tratta di un tè di altura, prodotto in Sri Lanka ( Ceylon ), che cresce a più di 9000 metri di altezza sul livello del mare,"al di là delle nuvole ".... : ed è proprio questo il significato del suo nome! Il liquore splendidamente aranciato, tipico dei ceylon, il profumo intenso, i tannini sapidi e delicati, mai insistenti, la foglia elegantemente allungata...tutto queste caratteristiche hanno fatto del Nuwara Eliya, fin da subito, uno dei tè che preferisco.



Il pregiato, freschissimo Nuwara Eliya O.P., dal sapore schietto e vivace....


P.S. Con questa ricettina vorrei partecipare alla simpatica raccolta del blog "L'Agenda di Nico" !