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sabato 24 gennaio 2009

Croccante di pop corn e lecca lecca alla camomilla....


Questa è una ricetta truffaldina....
E' la ricetta che mi ha insegnato l'arte dell'accomodamento, della diplomazia, dell'aggirare gli ostacoli...
E' la ricetta che mi ha insegnato quanto potente sia l'uso della parola....

Fiera.....banchetti ovunque....

I venditori propongono a gran voce le loro meraviglie: chi frigge pasciuti bomboloni e frati, per farli rotolare in una neve di zucchero....Chi fa assaggiare minuscoli tocchetti di formaggi e di salumi su nodosi taglieri di ulivo....la macchina dei brigidini sbuffa i suoi sottili capolavori, profumati di anice....l'olio buono spande il suo giallo aroma su pane inagliato....l'omino dello zucchero filato imprigiona nuvole sui bastoncini....e poi....

Poi c'è il banchetto del croccante...

Ho già parlato qui della magia di questa dolce , incandescente lava, che si concretizza in croccanti creazioni brunite: come l'ambra preistorica, lo zucchero imprigiona mandorle, nocciole, noci, pronte ad esalare il loro tostato respiro nel caramello....
Lo voglio...è tanto che aspetto questo momento....ma non c'è verso: mamma non me lo vuole comprare!
Ci sono le noccioline, dentro....le noci, le mandorle....e io non è che stia proprio in forma....
Ma dai un pezzettino solo!
No, ci sono le noccioline, le nocciole...è troppo "caloroso" ( tradotto: ha un sacco di calorie...)
"Ma signora, guardi" gigioneggia il venditore " ho fatto ora ora quello coi pop corn....quello le noci, le mandorle, le nocciole, dentro non ce le ha!... "
Mamma ormai è spiazzata: aveva parlato di noci e noccioline, non dello zucchero! Adesso non può più opporsi:

" Beh, allora un pezzettino piccinino magari te lo prendo.. ."

Salvifico pop-corn!

Beh, dire che questo tipo di croccante sia light, sarebbe un'eresia: però ha sicuramente meno calorie di quello classico, ed è comunque una variante appetitosa, anche per il contrasto tra il saporito del pop-corn salato e il caramello, e tra la durezza di quest'ultimo e il più leggero, lieve ed inconsistente mais scoppiato ( per dirla in Italiano! ).
Ho cercato di ricreare, affidandomi alla memoria, le proporzioni esatte dei due ingredienti: mi sembra di esserci riuscita!


CROCCANTE DI POP CORN

10 g di pop corn già scoppiato e salato ( ottimo quello da fare in microonde: viene asciutto e croccante, e soprattutto , già salato, dato che le buste che lo contengono hanno all'interno il sale a velo...)
Dieci grammi corrispondono all'incirca ad un piatto fondo colmo, poco più....

230 g di zucchero


Procuratevi, se siete tra i fotunati ad averlo, un piano in marmo o in graniglia....altrimenti, prendete un tagliere ben spesso e pesante, e foderatelo con carta forno che ungerete leggermente, meglio se di olio di semi....la carta dovrà star ben ferma sul tagliere, e il tagliere dovrà esserlo sul piano di lavoro, dato che bisognerà lavorarci sopra il caramello con movimenti energici...
Prendete poi due coltelli a lama lunga, tipo quelli da pane, e ungete anch'essi con un velo di olio ...

Ponete sul fuoco lo zucchero a caramellare dolcemente in un tegame ampio ( dovrà poi contenere anche il pop-corn ), mescolando spesso con un cucchiaio di legno a non formare grumi....

Quando il caramello si sarà formato e comincerà a brunirsi, unire con dolcezza il pop corn e continuare a mescolare, a fuoco bassissimo ( eventualmente alternate il fuoco spento a quello acceso perchè il composto rimanga sempre ben fluido senza bruciare... ): il mais dovrà amalgamarsi perfettamente al caramello, e ricoprirsi quanto più possibile interamente, anche in tutte le fessure...
Quando il composto sarà pronto, ben amalgamato e fluido, rovesciatelo, stando molto attenti alle altissime temperature, sul tagliere oliato.... Non toccate il croccante per nessun motivo! Battetelo con le lame dei coltelli sopra e ai lati, per compattarlo il più possibile...
Una volta che sarà leggermente freddato, con le mani leggermente oliate compattatelo ulteriormente e giratelo, in modo che il caramello non si depositi tutto in basso, ma in maniera uniforme....
Fate raffreddare completamente. Una volta pronto conservatelo, a tocchetti o intero, in scatole di latta.


La Sugar Week volge al termine....vi lascio con questa ricettina di mia invenzione, ancora sul tema zucchero e caramello:

LECCA LECCA ALLA CAMOMILLA...

L'idea mi è venuta dal desiderio di fissare nel caramello l'aroma della camomilla, che io amo tantissimo e che , dall'operazione, risulta davvero nobilitato....Poi ho visto che anche in erboristeria ed in farmacia cominciano a circolare prodotti del genere, dolcetti golosi ma con quel tocco salutare in più che fa sì che i bambini possano assumere anche delle preziose sostanze quali, appunto, estratto di camomilla, o propoli, o vitamine etc....
Sono piaciuti a tutti, a casa mia, anche ai più grandi: provate a indovinare quale di questi lecca lecca era destinato a mio marito, appassionato di chitarre acustiche?
Procuratevi:

stecchini da spiedino in legno, che taglierete a metà
60 g di zucchero
4 bustine di estratto di camomilla ( camomilla solubile ) già zuccherato : le dosi sono per circa quattro lecca lecca....

Nel solito tegame a fondo spesso, sciogliete lo zucchero delicatamente; quando incomincerà a caramellarsi, unite l'estratto di camomilla e spegnete ( o lasciate il fuoco al minimo che potete...).
Nel frattempo avrete preparato un piano di lavoro col tagliere e la carta forno, come quello della ricetta precedente....Oliatelo leggermente, ed oliate anche delle formine da biscotti che si adattino a diventare dei lecca-lecca per forma e per grandezza....dovranno essere di alluminio, per resistere all'altissima temperatura!
Poggiate una formina sul piano, versatevi dentro due cucchiaiate di composto bollente e fluido....lasciate riposare una ventina di secondi circa, poi, aiutandovi con un panno per non scottarvi, tirate su la formina, cercando di far uscire lo zucchero, magari con l'aiuto di un cucchiaino....Mentre il lecca lecca è ancora morbido, anche se già formato, fissateci, premendolo, il bastoncino....se quest'ultimo non dovesse attaccarsi bene, completate l'operazione mettendo ,con la punta di un cucchiaino, altro caramello , a sigillare e a fissare il legnetto al lecca lecca....Conservate in scatole di latta foderate di carta oleata.....


venerdì 23 gennaio 2009

Zuppa di succo di mele e caramello salato...


La settimana dedicata allo zucchero,e al caramello ( da me ribattezzata Sugar Week....che fantasia! ), sta per finire....
Vi presento, comunque, sempre dalle ricette di Trish Deseine nel libro " Il caramello delle Meraviglie ", questa zuppetta a dir poco...eccezionale!



Immaginatevi...

Siete in Normandia...avete appena fatto una passeggiata: fuori, l'aria è fredda ...il fumo dei camini traccia sottili merletti nell'aria: c'è profumo di legna da ardere, e gli occhi delle case sono già tutti illuminati...
Già pregustate la vostra merenda....volete qualcosa che vi riscaldi, una dolce coccola invernale che però non sia troppo pesante....Qualcosa che vi riempia le narici di profumo, e che vi accarezzi di dolcezza il palato....qualcosa che abbia i colori ed i sapori della terra che vi ospita....magari...qualcosa da mangiare, ma anche da bere, davanti al vostro caminetto...

Oppure, vista anche la ciotolina che ha fatto da modella....

Siete a Londra....avete appena fatto un giro a Piccadilly Circus: avete le braccia piene di regalini: tè, teiere, tazzine ( ah no, scusate... questa sono io....esco subito dal vostro sogno...)...regalini, ho detto...beh: immaginatevi di aver le braccia piene di borsine colorate, ricolme di tutto ciò che più vi piace....
Arrivate di corsa, con i piedi doloranti e le braccia distrutte da shopping, alla metropolitana....siete stanchi, ma felici: il freddo è pungente, ma tra poco aprirete la porta del piccolo, delizioso appartamento che avete preso in periferia....e un languorino vi prende lo stomaco, al pensiero di come utilizzare i biscottini al burro che avete comperato da Fortnum & Mason...

Beh....fatto sta che, ovunque voi siate, una volta arrivati e liberi di ogni orpello, vorrete godervi un po' di relax con una merendina di quelle buone buone, ma che non sia troppo lunga a prepararsi....

Aprite il frigo e....cosa vi trovate? Ma il Caramello al Burro Salato del post di Romy!
E, già che ci siete.....non è che avete anche del succo di mela, di quello buono, senza zucchero?
Se siete in Normandia, la risposta è sicuramente sì: se siete a Londra....beh, fra tutte le buone cose che avete comprato ci sarà pure il succo di mela....o no?
E poi....cos'altro avete in casa? Frutta fresca? Biscotti? Pan brioché ? Penso proprio di sì: avete fatto proprio l'altra sera la fondue al carmello che aveva postato Romy....eh, ormai non potete più farne a meno: è diventato il vostro rituale dolce preferito!.... ;-P

Beh...a parte gli scherzi....questa zuppetta è davvero squisita.....

Prendete del succo di mela di ottima qualità, limpido, non zuccherato.
Mettetelo a scaldare in un bricco, meglio se di acciaio inossidabile.
Una volta prossimo a bollire, scioglietevi dentro il caramello al burro salato, nelle quantità che più vi aggradano: diciamo che, approssimativamente, le dosi sono : un cucchiaio per ogni 200 ml di succo.
Questa dose è leggermente maggiorata rispetto a quella suggerita da Trish Deseine ( 3 cucchiai, massimo 4 per litro di succo ) : ho riscontrato infatti ,apportando questa variante, specialmente in presenza di un succo non zuccherato e, come è giusto che sia, leggermente acido, un risultato migliore...
Fate raffreddare un pochino: il liquido dovrà essere caldo, ma non troppo....

Mettete in una ciotola e inzuppateci biscotti secchi non troppo dolci, pan briochè tostato, fettine sottilissime di mela, meglio se rossa ( più acquosa, croccante e profumata ) , a cui toglierete la buccia solo se troppo spessa ( altrimenti la lascerete: sono fibre preziose, ed anche una bella nota di colore! )


Potrete, all'occorrenza, arricchire la vostra zuppa ( che diventerà quasi un pranzetto o una cena leggera e sostanziosa ) con un ciuffo di panna non zuccherato e spruzzato leggermente di Calvados , o anche di uno sbuffo di cannella...


mercoledì 21 gennaio 2009

Barrette..... Special R!


Continuo i miei post, navigando sull'onda dello sugar week!
Partendo dal solito libriccino ( ma facendo poi ampiamente di testa mia.... ) ho voluto riprodurre uno degli snack più conosciuti, per assecondare ,così, i gusti miei e quelli dei miei familiari. Mi sono sempre chiesta, infatti: ma come fanno i cereali a mantenersi così uniti, eppure ben sgranati e distinti?....Come si ottiene questa consistenza croccante, ma anche piacevolmente gommosa, che si scioglie in bocca al primo morso?
La risposta credo di averla trovata....tutto sta mettere a punto, poi, la ricetta a seconda dei gusti personali: potremo scegliere il mix di cereali che più ci piace ( frutti rossi, gialli, cioccolato...): aggiungere noci, nocciole, mandorle, semi oleosi, quello che la fantasia godereccia e quella salutistica ci suggeriscono: potremo mettere o meno il cioccolato, e comunque utilizzarlo nella quantità e nei gusti che più ci aggradano ( al latte, fondente, bianco, aromatizzato...): potremo unire della frutta secca, per un mix più ricco di fibre.....
Il passo successivo ( se mai riuscirò a raggiungere questo obiettivo ) sarà cercare di creare una barretta ricca anche in proteine....vedremo!

Creare queste barrette è stato davvero piacevole, un tuffo nel passato: mi è sembrato di tornare a quando ero bambina, e vedevo fare in casa il croccante....con mano sapiente, lo zucchero fuso veniva amalgamato alle arachidi, alle nocciole, alle noci.....poi la dolce lava veniva stesa su un piano oliato, di solito graniglia...quindi con due grossi coltelli veniva battuta sulla superficie ed ai lati, per compattarla, per togliere le bolle d'aria....
Una volta freddo, il croccante veniva tagliato a pezzetti, per la gioia di grandi e piccini...E non è raro vedere, nelle fiere e nei mercati, qualche artigiano che compie ancora questi antichi, semplici gesti, davanti agli occhi incantati di un pubblico con l'acquolina in bocca...

Tutta presa dal mio ruolo di aspirante pasticcera, anche senza maestria, anche senza piano in marmo o in granito, mi sono proprio divertita a fare queste barrette....e il risultato, devo dire, non è stato niente male...mio marito le ha portate anche ai suoi colleghi in ufficio: non ne è rimasta mezza!

120 g di zucchero
120 g di burro
120 g di marshmallows
200 g di cereali soffiati a scelta ( eventualmente contenenti futta secca, semi oleosi etc...io ho scelto quelli ai frutti rossi )

cioccolato fondente ( è quello che più si armonizza con l'insieme, ma...fate vobis! )

Procuratevi un tegame dal fondo spesso: mettete a caramellare a fuoco medio lo zucchero, dopo averlo distribuito in maniera uniforme , e portate, via via che si forma, il caramello dalle pareti della pentola verso il centro....
Nel frattempo mescolate in una ciotola ampia e resistente al calore la miscela di cereali che preferite.
Quando lo zucchero si sarà sciolto, unite il burro a pezzettini, e i marshmallows: il composto tenderà a dividersi, a sfilacciarsi....non fatevi prendere dal panico...fate finta di niente, e continuate a mescolare a fuoco medio, fino a che non si sarà formata una crema liscia e densa.
Senza un attimo di indugio ( poichè tende ad indurirsi velocissimamente ), versate il composto in maniera uniforme sui cereali, e mescolate con vigore.
Poi stendete il tutto su di un piano resistente al calore e antiaderente ( un tagliere con sopra della carta forno ben fissata....un piano di granito o di marmo....) e, aiutandovi con due larghi coltelli o con due spatole, battete il composto ai lati e in superficie, per compattarlo ed eliminare gli spazi....
Fate freddare bene, anche in frigorifero, poi tagliate a rettangolini.
A questo punto fondete a bagnomaria o nel microonde del cioccolato fondente al 70% : questo è l'ideale, per la consistenza lucida e croccante che assumerà, aiutando così i cereali a "stare fermi", e per il gusto non eccessivamente dolce, che rende assai più gradevole la barretta, specialmente se contiene della frutta secca.
Intingete ripetutamente il fondo della barretta e, una volta fatta sgocciolare, mettetela ad asciugare capovolta....se noterete fessure o imperfezioni, colmatele con la punta di un cucchiaino o con un pennellino, nuovamente intinto nel fondente....
Conservate, ben asciutte e fredde, in una scatola di latta foderata di carta forno.


martedì 20 gennaio 2009

Fondue al caramello salato....


Continua la settimana della dolcezza...so che siamo in molti ad amare il mou, il dulce de leche: il gusto toffee, insomma....
Si aggiunga pure a questa giostra di dolcezze il caramello salato: zucchero, burro e sale della miglior qualità si incontrano in un capolavoro assoluto.
Come ho già raccontato qui, la scoperta del gelato al caramello salato è stata fulminante: dopo questa esperienza, la gelatiera, ormai entrata di diritto a far parte della famiglia, si è guadagnata un posto di riguardo nel baulone dei piccoli elettrodomestici, passando dal freddo del garage ad una sistemazione più consona ad una tale beneffattrice....

Ma perchè declinare il caramello salato soltanto nella variante fredda, anzi...gelata? Sempre aiutata dal meraviglioso libriccino di Trish Deseine, ho sperimentato la crema di caramello salato: spalmabile e scioglievole, arrendevolissima sotto il coltello, nobilita fette biscottate e biscotti;.
Se messa nel latte caldo, si fonde a creare una bevanda profumata di zucchero filato e color dell'avorio, dolce quel tanto che basta.
Se lasciata cadere lascivamente nel caffè, lo dolcificherà donandogli quel gusto newyorkese che fa tanto Starbucks ( o non sarà, piuttosto, un sapore parigino...quello di Pierre Hermè? ).

Altro utilizzo da non sottovalutare è come farcia per torte e bignè: splendida se mescolata a panna, crema o semplice ricotta morbida, impreziosirà ogni vostra preparazione.

Ma....
se riscaldata dolcemente, sino a farle riprendere le gentili sembianze di una crema burrosa e vellutata....
quale fonduta più stuzzicante?
Potrete intingervi biscotti secchi, o pezzettini di frutta ( perfette pere e banane ), o dadolini di pan brioché tostato...

Velocissima a farsi, di una semplicità disarmante, potrete prepararla in buone quantità e conservarla in frigo per tre o quattro giorni: così come potrete metterla in barattolini sterilizzati, facendo fare il sottovuoto, e regalarla alla vicina che vi ha fatto una cortesia, alla zia che andrete a trovare, alla vostra mamma per farle una "carezza"...

E' davvero semplice: procuratevi il solito tegamino a fondo spesso, un fuoco moderato, e un mestolo in legno ( vale anche qui la regola di NON ASSAGGIARE il caramello: mi raccomando...). Poi prendete:

200 g di zucchero
4 cucchiai di acqua
100 g di burro salato ( o di burro+ un cucchiaino di sale di qualità, come quello di Guérande, o di Cervia.....io lo preferisco! )
2 cucchiai colmi di mascarpone

Fondete a fuoco dolce lo zucchero con l'acqua: se si formeranno cristalli, continuate a mescolare finchè non si saranno fusi, con pazienza.
Una volta che si sarà formato il caramello (potrete anche farlo senz'acqua, se ve la sentite...), toglietelo dal fuoco : aggiungete quindi il burro salato a dadolini, ed il mascarpone. Mescolate con vigore: se vi sembrerà che la preparazione si scomponga, non preoccupatevi: continuando a mescolare, ponete di nuovo tutto sul fuoco.... la crema, in breve, ritornerà liscia e omogenea!
Fate raffreddare e conservate in frigo, avendo l'accortezza di lasciarla per un po' a temperatura ambiente , o di passarla nel microonde al minimo per pochissimi secondi (OPS!...si può dire? ) prima di utilizzarla: così riprenderà la consistenza cremosa che le è propria...
Altrimenti, potrete come ho accennato riscaldarla nelle apposite ciotoline da fonduta, affiancandola a biscottini, frutta secca e fresca, dolcetti, creando così, per voi o per i vostri ospiti, un dessert fantasioso e inaspettato!


lunedì 19 gennaio 2009

Gelato al Caramello al burro salato...ancora un po' di dolcezza!


Lo so, lo so...è inverno...fa freddo....il gelato è cosa da estate....Ma chi ha letto questo post sa che per me, ormai, è ormai iniziata la bella stagione! Per festeggiare, ho deciso di mettere ancora mano alla mia gelatiera, e di farla lavorare un altro po'. E poi....devo farvi una confessione....

E' stata tutta colpa sua....Io non volevo...cercavo di resistere....mi tappavo le orecchie con la cera, legata all'albero maestro della mia cucina, per non sentire quel canto di sirene....ma poi...come rimanere insensibili di fronte a tutto ciò ?
Un colpo basso alla mia forza di volontà è venuto, infine, dal libriccino ,all'apparenza innocuo, a cui ho già fatto cenno qui: esso si è rivelato, fin da subito, dotato di una potenza indiscussa: sfiancata dall' impari lotta,ebbene.... ho ceduto....ho miseramente capitolato!
Il libretto in questione si chiama "Dolci al Caramello", di Trish Deseine, corredato delle meravigliose ( ed eloquenti....) foto di Marie-Pierre Morel: il caramello è sviscerato, liquefatto, indurito, sbriciolato, sorbito e declinato in tutte le sue possibili varianti: tutte scenografiche, lussuosissime e ....sfacciatamente dolci!

Il Caramello al Burro Salato ( e lo scrivo maiuscolo, come il titolo di un film o di un libro, dato che ha rivoluzionato la mia percezione dell'idea di "dolce" ), mi ha totalmente conquistata alla sua causa....Dolcissimo, ma senza essere stucchevole, burroso, ma non untuoso, è un'armonia consolante di accodi perfettamente equilibrati.

E' per questo che l'ho amato da subito, nonostante la mia preferenza sia sempre andata a sapori più semplici, più smorzati...
L'avevo già assaggiato nei macarons: ma in questa veste era risultato alle mie papille eccessivamente dolce; era stata colpa, però, dell'insieme: i macarons sanno essere di una dolcezza spietata....molto dipende anche da chi li ha confezionati, e dal tipo scelto: consiglio infatti, a chi non ama questo tipo di sapori, di iniziare con la nota amarognola ed erbacea del macaron al tè Matcha, o, almeno , di provarne di diverse marche, se non di farseli in casa....

Il gelato al Caramello al Burro Salato , però, proprio perchè freddo, attenua l'eccessiva dolcezza: la nota salata fa il resto. L'insieme è davvero eccezionale, e riesce , con la sua cremosità, col suo colore discreto, col suo profumo di zucchero filato, a toccare le corde più intime dei ricordi infantili...Se volete anche voi provare questa piacevolissima regressione, potrete:

1) Seguire l'ottima ricetta di Kja ( che non ne sbaglia una....mi sembra carino , però, rimandarvi al suo post di Soffi di Sale per la ricetta, che è un adattamento riuscitissimo di una del foodblogger- scrittore David Lebovitz )

2) Seguire quella , altrettanto buona, che ho scovato sul magico libriccino, e che ora vi svelerò:
( le dosi sono molto abbondanti...)

Gelato al Caramello e Burro Salato

500 ml di panna fresca da montare
30 g di zucchero per la crema
5 tuorli
100 g di zucchero per il caramello
50 g di burro salato ( o 50 g di burro+un cucchiaino scarso di ottimo sale, come il Fleur de Sel de Guérande, o il sale di cervia, o quello rosa dellHimalaya, o quello di cipro.... )

Sbattete i tuorli con i 30 g di zucchero, con l'aiuto di una frusta: dovranno formare una spuma gonfia e bianca.
Scaldate 300 ml di panna sino quasi a farla bollire: versatela poi a filo sul composto di tuorli, mescolando continuamente. Rimettete tutto sul fuoco e cuocete, sempre mescolando, sino a che la crema non si addenserà: non fatela, però, bollire!
Togliete la casseruola dal fuoco e mettete a raffreddare, magari immergendola in una bacinella con acqua e ghiaccio: ogni tanto mescolate per far sì che non si formino grumi, e per accelerare il raffreddamento....
Intanto, in un'altra casseruola dal fondo spesso, fate il caramello: se ve la sentite, fatelo senza acqua, stando molto attenti a tenere il fuoco alla giusta temperatura, a mescolare bene e a mantenere il livello dello zucchero uguale in ogni punto della pentola, a non farlo bruciare....altrimenti, per facilitare l'operazione, potrete unire pochissima acqua.
Quando il caramello sarà bruno e ben sciolto, togliete dal fuoco ed unite subito, e mescolando bene , il burro ( e, eventualmente , il sale) e i 200 ml di panna rimasti; attenzione agli schizzi e....a non assaggiare: il caramello raggiunge temperature altissime! Se si formassero grumi, o il composto si solidificasse troppo, potrete rimettere sul fuoco dolce ad ammorbidire di nuovo.
Mescolate, quindi, con l'altro composto, ormai raffreddato, e fare riposare il tutto in frigo per diverse ore, prima di metterlo nella gelatiera: seguite, a quel punto, le istruzioni della gelatiera stessa.

Assaggiatelo e...la vostra anima bambina avrà un sussulto!

domenica 18 gennaio 2009

Basta un poco di zucchero....esperimenti al saccarosio!


Sono venuta in possesso di un libriccino, che mi ha aperto gli occhi sui mille usi del caramello: questo qui.
Ho cominciato quindi a fantasticare sullo zucchero, in tutte le sue forme: e a voler inventare qualcosa che rendesse ancora più graziosa l'apparecchiatura di colazioni o spuntini, che rallegrasse il mio tè pomeridiano, che desse una nota personale ad un invito....
Quindi, accanto a sperimentazioni basate sul succitato libro, mi sono lanciata nel mio personale Sugar Day; ero decisa inoltre ad utilizzare diverse bustine di zucchero a velo giacenti da Natale in dispensa, e i coloranti alimentari che avevo comperato tempo fa con l'intenzione di fare un capolavoro di MarshMallow Fondent, capolavoro che non ha mai visto la luce.
Quindi mi sono divertita a creare questi cucchiaini dalla punta di caramello.


Intinti nel caffè o nel cappuccino, danno quell'effetto "Starbucks" che tanto va di moda: l'aroma del caffè, smorzato dal velluto del caramello, domato dalla dolcezza dello zucchero, dà il meglio di sè, infatti, in alcuni prodotti della famosa Catena...

Avrete bisogno di tanta attenzione e pazienza, di un tegame a fondo molto spesso e di un fuoco medio-basso, se vorrete realizzarli...sono, infatti, creati caramellando solo zucchero, in totale assenza di acqua....Dovrete distribuire un dito di zucchero, con spessore regolare, nel tegamino, e, via via che si scioglie, portarlo verso il centro della pentola con delicatezza ( mi raccomando...NON ASSAGGIATE -MAI-PER NESSUN MOTIVO...le temperature sono davvero altissime! ): lo zucchero si scioglierà pian piano, colorandosi....Spegnete quindi il fuoco non appena si sarà sciolto: il calore del fondo del tegame continuerà a mantenerlo fluido, senza correre il rischio che si bruci! Se comincerà a solidificare di nuovo, basterà accendere il fuoco, moderato, per una manciata di secondi....
Preparate un foglio di carta da forno, meglio se anche leggermente imburrata, su di un piatto, o comunque su una superficie resistente al calore: immergete i cucchiaini nel caramello diverse volte, lasciando passare tra un "tuffo" e l'altro un mezzo minuto, per permettere al caramello sotto di aggrapparsi, e di fare spessore. Conservate avvolti in alluminio imburrato in una scatola di latta, al riparo dall'umidità. Comunque, sono talmente veloci...che potrete farli mezz'ora prima di presentarli a tavola!

Con lo stesso zucchero, si potranno fare:
Decori a spirale:



Tracciate sulla carta forno una riga di caramello e , quando sarà morbido, ma maneggiabile, avvolgetelo velocemente ( altrienti c'è il rischio che si spezzi ) intorno al manico di un mestolo leggermente imburrato, e fatelo scivolare via non appena avrà preso la forma.

Fili dorati:


Bellissimi per decorare gelati, o frutta, sono delicatissimi e, preda dell'umidità, durano davvero poco: quindi vanno fatti al momento di servirli.
Mettete un cucchiaio di caramello sulla carta forno: con una forchetta, dopo averne immerso i rebbi nella "macchia" di caramello, tirate verso l'alto, piano piano: continuando con questo movimento, si formeranno questi meravigliosi e dolcissimi fili d'oro! ( è semplice: basta prendere il ritmo, e farci la mano....comunque, per ogni errore....basterà rimettere il tutto nel tegame, e riscaldare sino ad ammorbidire di nuovo il tutto: dopodichè...si ricomincia! )

Queste invece sono una mia creazione: le zollette personalizzate!


Basta procurarsi qualche cucchiaio di zucchero a velo, unire pochissimo colorante alimentare ( nell'ordine di una goccia.. ) e acqua tanto da avere una glassa molto, ma molto densa. Utilizzando una siriga senza ago, si potranno tracciare lettere ( io ho messo la R...la mia, anzi, la nostra iniziale, mia e del mio amore! ), cuoricini, ciliegine, motivetti geometrici...tutto ciò che la fantasia ci suggerisce.....Poi si metteranno subito ad asciugare nel forno ventilato rigorosamente FREDDO: non conservatele a lungo, perchè i colori, nei giorni, tendono a sbaffare e ad allargarsi alla zolletta sottostante...quindi fatele qualche ora prima di presentarle!


Mi raccomando...che le decorazioni siano piccole e sobrie, per non rischiare di colorare anche il latte, o il tè in cui la zolletta verrà disciolta...Io, comunque, ma quasi per gioco, ho utilizzato anche della granella colorata....

Veniamo poi allo zucchero alle rose...


Il tè alla rosa è una mia debolezza: mi piace tantissimo quello di Harrods, che ho conosciuto la prima volta perchè me lo ha portato mio marito da uno dei suoi viaggi di lavoro....Io , che pure amo il tè non zuccherato, non posso resistere dal rendere dolcissimo l'adorato tè alla rosa...e ho pensato di crearmi uno zucchero ad hoc, che esaltasse non soltanto dal punto di vista dell'olfatto e del gusto, ma anche da quello della vista l'esperienza di sorseggiare il mio tè alla rosa.
In erboristeria, e nei negozi specializzati, vendono piccoli boccioli di rosa disseccati, senza che alcun olio essenziale, aroma, profumo venga loro aggiunto: rimane, sovrano,soltanto il fresco e dolce profumo naturale del mio fiore prediletto. Questi boccioli , delicati e bellissimi, sono perfetti per tisane ed infusi: una volta nell'acqua, cedono, arrendevoli, il soave profumo che il loro cuore delicato ha tenuto in serbo con tanta minuta caparbietà.
Inoltre l'acqua, penetrando nei tessuti, fà sì che si aprano, riproducendo, per un attimo fuggevole, l'incanto dei fiori freschi: e maggio farà capolino nelle nostre tazze!

Dovrete Mescolare del colorante rosso al vostro zucchero: non posso dare dosi precise, perchè la concentrazione dei vari colori in commercio è assai variabile: comunque siamo nell'ordine di circa tre gocce per mezzo chilo di zucchero! Mescolerete con pazienza certosina, facendo sì che non ci siano grumi, e che il colore delle rose si espanda delicato in tutto il vostro zucchero.
Se vorrete dare un tocco ancor più veritiero, mescolare alo zucchero poche gocce di acqua di rose: se il tutto risulterà troppo "umido, non farete che passare lo zucchero, ben disteso su una teglia, nel forno ventilato FREDDO per una mezz'oretta: sarà come una brezza primaverile, uno zefiro che asciugherà il vostro zucchero rosato, spandendo profumo per tutta la cucina!
Una volta ben asciutto, mettetelo in un barattolino, alternando uno strato di zucchero ad uno di roselline: cederanno anch'esse un po' del loro profumo allo zucchero!
Quando arriverete a gustare il vostro tè, mettere uno o due cucchiaini di primavera nelle vostre tazze: zucchero e roselline renderanno la vostra tazza un'esperienza unica! Usate un tè alla rosa, se avrete fatto uno zucchero dal profumo più leggero: se invece sarà ricco di profumo e di boccioli, utilizzate pure un tè nero, magari un Keemun.

Il Keemun è un eccellente tè nero cinese, molto utilizzato per i tè aromatizzati, perchè capace di carpire i profumi di fiori e frutta, accompagnandoli dolcemente e senza coprirli, come nessun altro.
La storia racconta che nacque dalla forza di volontà di un giovane che, avendo raggiunto le più alte cariche dello stato, ed avendo poi perso onori e gloria, avrebbe riversato sulla terra, unico bene che non tradisce, tutti i suoi sforzi: col vecchio padre, che sempre l'aveva redarguito e ben consigliato, cominciò la coltivazione di questo tè, pregiato ed ottimo; non troppo ricco di caffeina, ha un aroma fruttato e delicatamente fiorito, e costituisce il magico ingrediente di tante miscele famose, quali l'English Breakfast.