E' da tempo che amoreggiamo, la "marmellata" di Ube ed io....
Ne riempio bignoline, o toast dolci, che poi cospargo di abbondante zucchero a velo ( è una delle mie colazioni preferite! )....ne faccio crostate, la frullo col latte freddo, per strepitosi "Smoothies"!
Mi affascina la sua cremosità vellutata, ma consistente...il colore di un viola assoluto, luminoso, cristallino , che non conosce tentennamenti o ripensamenti, e che mi rammenta certi inchiostri profumati, con cui mi divertivo a scrivere da bambina...
Mi attira il sapore avvolgente, polposo e lievemente farinoso, simile a quello dei marroni e delle castagne...
L'Ube ( Dioscorea Alata ) non è che l'Igname Viola, utilizzato in India, ad esempio, come verdura, o nelle Filippine ,dove in gran parte è prodotta, per dessert delicati ( come l'Halaya stessa, composta essenzialmente di latte, condensato ed evaporato, e di Ube ) ....
Prima era una vera impresa trovare il "Purple Yam", L'Halaya, appunto, per lo meno dalle mie parti...oggi è molto più facile, ed il prezzo è davvero assai contenuto.
Il rotolo? L'ho fatto poche volte, a dir la verità...ma da quando vedo che persino la mia mamma, allergica a qualsiasi operazione culinaria, si cimenta con successo in tutte le varianti di questo dolce, quando vengono le amiche per giocare a Pinnacolo, mi sono riavvicinata a questa preparazione...
Perchè dài, su...un classico è un classico...e che foodblogger si pretende d'essere, se non si sa fare il rotolo, con la benda davanti agli occhi ed una mano legata? ;-P
E poi il rotolo si presta davvero a mille variazioni su tema: è semplice, economico, dura a lungo e fa bella figura, col suo bel ricciolino colorato in mezzo che pare un punto interrogativo, a domandare " a chi la prima fetta? "
Con la ricetta di Maina, del resto, non si sbaglia..impossibile!
Maina è la vecchia vicina di casa di mamma: mi spiego meglio,...non è che sia vecchia lei, anzi ...è una signora molto carina e giovanile ( se mi leggi...ciao, Maina! ), ma è vecchio il rapporto di vicinato, dato che la mia mamma già da un po' ha cambiato casa...Ciononostante continuano a vedersi, anche perchè c'è qualcosa che le lega...indissolubilmente! Maina è infatti , da cinque anni, la nuova mamma di Dafne: e chi è Dafne? E' uno dei tre spettacolari cuccioli che Wendy, la cagnolina di mamma, ha visto bene di "sfornare" alla veneranda età di otto anni, frutto di un amore sbandato, passionale e avventuroso! L'ho fatta nascere io con le mie mani, e devo ammettere che ho proprio un debole per lei...
Ad abbellire il piatto , le violette che questi giorni di marzo mi hanno regalato, sospiro profumato dell'inverno che se ne va, sorriso della primavera che è alle porte.
Le ho preparate così....Le ho recise con gli steli, poi le ho ben risciacquate in vino bianco freddo ( avevo dello spumante brut in frigo ) per pulirle e per renderle più turgide e carnose...Poi ho sbattuto una chiara d'uovo a neve non troppo ferma. Tenendo le violette per il gambo le ho ben inzuppate nella chiara, togliendo l'eccesso con le dita, e poi le ho passate premendo delicatamente nello zucchero a velo. Le ho messe, quindi, ad asciugare davanti alla stufa: una volta pronte, bisogna recidere lo stelo nel punto più alto che si può, e le si possono conservare per diverso tempo all'asciutto.
Il frappé? Ho soltanto frullato una decina di violette con un bicchiere di latte freddissimo, un grosso cucchiaio di ricotta cremosa, un cucchiaio di confettura di more e dello zucchero, o del dolcificante ( le quantità sono a seconda dei propri gusti , tenendo conto poi della presenza della confettura....).
Ricetta del rotolo
3 uova
100 g di farina
50 g di fecola di patate
mezza bustina di lievito per dolci
1 guscio d'uovo di acqua
scorza di limone bio grattugiata, o aroma di limone
qualche cucchiaiata di liquore Strega
Lavorerete a lungo i tuorli con lo zucchero. Unirete poi l'acqua, la scorza grattugiata, la farina e la fecola.
Monterete quindi i tuorli a neve ben ferma, incorporando negli ultimi secondi il lievito setacciato. Unirete quindi le chiare al resto del composto con movimenti ampi dall'alto verso il basso, ad incorporare aria il più possibile.
Verserete quindi il composto su una placca da forno ricoperta con cura di carta forno, livellando dolcemente con l'aiuto di un coltello, o di una spatola...
La cottura avverrà nel forno a 180° circa, per una decina di minuti ( la pasta dovrà cuocere appena, e rimanere pallida...)
Rovescerete quindi la pasta su un asciughino bagnato e ben strizzato, e la arrotolerete ancora ben calda su se stessa.... stoffa e tutto!
La lascerete riposare e raffreddare prima di metterla, eventualmente in frigo, pronta da farcire..Oppure, una volta intiepidita, la srotolerete e la farcirete subito, bagnandola, se vorrete con latte, sciroppo o liquori, ma senza esagerare ( io ho spennellato dello Strega ). E per la farcitura vi preciso che mi è occorso un barattolo intero, più qualche cucchiaiata, di Halaya Ube .
Una volta spalmata la farcia, il rotolo andrà di nuovo arrotolato ( se no che rotolo è? ) , e messo in alluminio, ben compatto, a mantenere la forma : lo conserverete al fresco , se non addirittura in frigo.



