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domenica 27 dicembre 2009

Tè Gopaldhara in compagnia di Shakespeare.... marmellata di pere e spezie.




...Non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, nè che il bosco sia spopolato e solitario, perchè per me tu sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi?....

“Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare



Svegliarsi all'alba, quando ancora tutto è pace....

Rituale di gesti banali, ma preziosi....per riconoscersi ogni mattina, per dire al mondo...." Io sono, io vivo! "

Mi sorride sonnacchiosa la mia casa.

Mille piccoli oggetti, visetti conosciuti mi guardano con amore....



Stamani ho allietato la vista con l'oro e l'ambra di un Darjeeling Gopaldhara, regalo che mi sono fatta appena sveglia...



Ho tuffato l'olfatto assonnato nel suo bouquet sottile...Ho sognato un mazzolino dai toni delicati.... ma voltando lo sguardo dell'immaginazione ho visto sul tavolo anche un cesto di frutta succosa e matura.... piccole mele croccanti , pere dalla fondente polpa eburnea .... succosa uva moscatella...

Il Gopaldhara è stata una vera rivelazione: già aprendo la scatola di latta, le foglie, dalla colorazione non uniforme , simile a quella del manto di un bosco in autunno, rendono questo tè un vero spettacolo per gli occhi. E il profumo... arioso come i giardini da cui proviene, i più alti della regione del Darjeeling....

Ho abbinato una semplicissima fetta biscottata integrale, che però ho impreziosito con una composta dai profumi delicatamente speziati, quella alle pere... produzione Chez Moi!


Confettura di Pere e Spezie

500 g di pere decana o ruggine

250 g di zucchero ( se possibile misto tra semolato e Panela: quest'ultimo dona un accento sottile di bosco e di miele, oltre che un colore leggermente ambrato... )

mezza busta di Fruttapec 2:1 ( il contenuto di una busta è infatti dosato per un chilogrammo di frutta )

1 cucchiaio scarso di polvere di spezie: chiodi di garofano, cannella e cardamomo....potrete farla da voi, sbucciando il cardamomo, spezzettando la cannella e i chiodi, per polverizzare poi il tutto in un macinacaffè...Io uso spesso quella di LiberoMondo, profumatissima e....solidale!

Il trucco sta nel preparare la polpa....dovrete tritarla finissima, con l'aiuto di un coltello prima e di una mezzaluna poi ( meglio non frullarla affinchè la pectina possa agire nel migliore dei modi.... ) Il tutto dovrà essere fatto nella maniera più veloce possibile: la pera tende infatti a scurirsi velocemente: se ciò dovesse accadere, ovvierete facilmente con qualche goccia di limone o con una punta di acido ascorbico ( si compra in farmacia...) : si tratta della comune vitamina C, dal potere antiossidante ....

A dispetto dei metodi più tradizionali, mi capita spesso di utilizzare il Fruttapec 2:1 :quando voglio lasciare intatto il gusto ed il colore della frutta, e quando desidero una consistenza più fresca e un sapore meno stucchevole...Dico Fruttapec, giacchè si tratta di una marca conosciuta e facilmente reperibile a costi contenuti: ma in generale intendo pectina, quell'addensante naturale che a dispetto del nome industriale, il temibile E440, deriva semplicemente dalla frutta , in particolare da mele e agrumi , tanto che può essere fatto anche in casa ( e a questo proposito date un'occhiata a ricette come questa ) . Ce ne sono di diverse marche: nei negozi di alimentazione biologica trovo spesso quella della Vita Vegan, anch'essa ottima.

La pectina aiuta a velocizzare, ottimizzandolo, il processo di addensamento, di gelatinizzazione di dolci e marmellate: per alcune confetture, come per quella di prugne, che adoro, preferisco il metodo tradizionale, quello lento, con l'ampia pentola che borbotta sommessamente sul fornello....Ma per molte altre, in particolare ciliege e fragole ( frutta particolarmente delicata e ricca di acqua...) ma anche per questa, la confettura di pere, che non amo particolarmente dolce, la pectina 2:1 è un valido aiuto....

Torniamo al procedimento, semplicissimo: una volta preparata la frutta, ponetela in una pentola di acciaio inox dai bordi alti: mescolate lo zucchero alla pectina, ed aggiungete la polvere alla frutta, mescolando dolcemente a fuoco spento e lasciando passare qualche minuto. Poi portate ad ebollizione, schiumando se necessario: ad appena tre minuti dall'inizio dell'ebollizione ( eventulamente aggiungerete uno o due minuti in più, se " la prova goccia sul piattino" non vi convince ) la confettura è pronta....I barattoli in cui verrà invasata dovranno essere perfettamente sterilizzati: io uso i Bormioli, e li sterilizzo bagnandoli e passandoli per uno, due minuti nel microonde alla massima potenza ( attenti alle scottature! ): l'importante è munirsi di tappi sempre nuovi, che disinfetto con alcool buongusto a 95°, incolore e insapore, quello, insomma, che si usa per fare i liquori. Se, una volta chiusi i vasi, li capovolgerete, si formerà in breve il sottovuoto , ed il tappo verrà ulteriormente sterilizzato!

P.S. Un tocco specialissimo per la vostra confettura: potrete aggiungere, a fuoco spento, una spolverata leggera di noce moscata o di macis, ma anche una macinata ( o qualche grano ) di pepe nero freschissimo....niente di più prezioso!



sabato 18 ottobre 2008

Chutney di mele, rose e fiori di rosmarino.





Non so se ho fatto bene ad attribuire l'etichetta di Chutney a questa preparazione: fatto sta che non sapevo bene che appellativo usare, ma la presenza dell'aceto di mele, della frutta, dello zucchero mi hanno suggerito questa definizione. Il tutto è nato da una passeggiata in giardino di prima mattina: l'autunno mi regala le ultime rose, e il fatto che è tantissimo tempo che non le tratto ( un anno e più: le ho trascurate per problemi miei di salute, le mie bellissime bambine! ) mi ha spinto a provare una preparazione che le prevedesse. Avevo in casa l'acqua di rose, e migliaia di fiori color zaffiro facevano capolino dalla siepe del rosmarino. Ho pensato a qualcosa di molto fresco e profumato, da accostare ad un pecorino poco stagionato o ad un pollo alla griglia: ho affidato infine il compito di legare il tutto alle piccole, croccanti mele del giardino della mia vicina ( regalate, non rubate...non pensate subito male! :P )
Avevo varie rose a disposizione: ho scelto i profumati e consistenti petali di una meraviglia creata dai vivai francesi Meilland, la rosa Elle: il fogliame scuro e lucido, le rose grandi e sfumate, i rami robusti ed inermi, ovvero senza spine, la rendono per i giardinieri una diva magnifica, ma senza troppe pretese. Ma ci sono molte altre rose profumate di cui potersi "cibare": mi vengono in mente Kazanlik, la rosa bulgara, protagonista alcune estati fa di alcuni esperimenti "marmellatieri", o la dolcissima e romantica Gertrude Gekyll, nata a memoria della grande paesaggista.Comunque, non essendo maggio, la scelta è limitata, perchè non tutte le nostre beniamine ci regalano una seconda fioritura...! Senza addentrarci troppo nell'argomento, basterà che abbiate a disposizione delle rose profumate e, mi raccomando, non trattate: magari qualche siepe abbandonata potrà regalarvene qualcuna, addolcita dal tepore di questo bell'autunno...


50 g di petali di rosa, lavati delicatamente in acqua corrente
80 g di acqua di rose ad uso alimentare (la trovate nei negozi etnici )
250 g di mele, meglio se ben polpose tipo le renette
1 cucchiaio di aceto di mele
10 g di pectina ( un cucchiaio colmo )
150 g di zucchero
1 cucchiaio e mezzo di fiori di rosmarino freschi

Spruzzate con l'acqua di rose i petali, e lasciateli ad ammorbidirsi dolcemente per una mezz'ora.
Trasferite il tutto in una pentola ampia ( se volete, potrete spezzettare grossolanamente con le mani i petali, ma solo da ultimo e senza usare strumenti per non perdere nemmeno una goccia del prezioso olio essenziale, e per non farli annerire )
Unire l'aceto di mele, le mele ridotte a dadolini piccolissimi, lo zucchero precedentemente mescolato alla pectina.
Portate ad ebollizione e cuocete a fuoco vivace per tre/quattro minuti.
Nell'ultima manciata di secondi, unite a pioggia i fiorellini del rosmarino.
Invasate e consumate nel giro di una decina di giorni.
Il profumo è molto intenso, quindi utilizzatene piccole quantità. Come ho già accennato, è molto buona con formaggi freschi, tipo lo stracchino, e con carni bianche alla griglia. Ed è anche molto, molto scenografica, specialmente se al momento di servirla avrete cura di cospargere qua e là qualche fiorellino fresco.

Lemon Curd: questa sconosciuta...






Come vedete, sono sempre in tema " tè delle cinque"...Scusate se gli ho fatto un vero e proprio servizio fotografico....ma il risultato mi ha talmente convinto che l'ho voluto immortalare. Lo so, lo so che è una vergogna, che è inconcepibile, che è inammissibile, ma io...non avevo mai assaggiato il Lemon Curd ( o -la- Lemon Curd..come si dice? ). L'avevo però adocchiato sugli scaffali di vari negozi, sempre affascinante in confezioni che fanno sognare l'Inghilterra; mi ero quindi ripromessa di farlo con le mie mani, un giorno: e così è stato. Però, se devo essere sincera, non ero da sola....la perfetta riuscita dell'esperimento è dovuta al mio valido alleato, di cui allego la fotografia


...ci tengo a precisare che è quello a sinistra, quello in bilico sul mobile. E' un pentolino in alluminio smaltato ,ingiustamente sottovalutato ( e ne approfitto per chiedergli scusa pubblicamente ), che ho acquistato per 1 euro nel mercatino dell'usato della mia città. Sono una fanatica di questi posti, e appena un oggettino mi riempie l'occhio ( e poi, a questo prezzo...! ) lo compro subito , certa che prima o poi potrà tornarmi utile: e infatti ci avevo visto lungo...
Questo attrezzino serve a cuocere a bagnomaria salse, creme e quant'altro: ha una semplice intercapedine dove inserire dell'acqua, non troppa per evitare fuoriuscite dalla valvolina ,che è anche il punto da cui l'acqua viene inserita. Ora che l'ho riscoperto, mi sto lanciando nell'universo delle creme-che-non-impazziscono, e questo mi rende mooolto felice, dato che io le creme...le adoro!
Questo luminoso e profumato Lemon Curd, insieme agli scones ed agli Shortbread, entra a far parte della schiera dei sollazzi per il tè delle cinque: perfetto sulle fette biscottate, l'ho provato sulla ricotta, con cui secondo me si sposa benissimo, ed è anche un'idea carina per chi vuole fare un regalino con le proprie mani all'amica o alla collega un po' golosa .
Chi vuole assaggiare questa bontà dovrà procurarsi:

il mio pentolino ( eh, no! quello non lo cedo! ) : perciò

un pentolino adatto alla cottura a bagnomaria
100 g di ottimo burro
il succo e la scorza grattugiata di tre grossi limoni ( mi raccomando che siano biologici, e nel grattugiare non toccate la parte bianca della buccia, ma solo il giallo, per non correre il rischio di avere un risultato un po' troppo amaro! )
1 cucchiaino colmo di maizena
3 uova intere+ 2 tuorli di uova freschissime
2 bustine di vanillina
220 g di zucchero semolato

Sciogliete con cura a bagnomaria il burro a tocchetti con lo zucchero.
Intanto in una terrina sbattere le uova, unire la scorza del limone ed il succo dove avrete disciolto bene la maizena e la vanillina.
Unire questo composto al burro con lo zucchero.
Il fuoco dovrà essere dolcissimo, e la crema non dovrà mai bollire: dovrete mescolare lentamente sino a quando il composto non scivolerà più dal mestolo.
A quel punto spegnerete il fuoco e invaserete in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati ( io li inumidisco e li passo per un minuto nel microonde alla massima potenza, ma senza il tappo! )
Io non ho setacciato la crema, perchè mi piace sentire sulla lingua la ruvida sensazione delle scorzette: ma se volete un risultato soft e cremosissimo, setacciatela con un colino a maglie fitte.
Con questa ricetta vien fuori un barattolo da mezzo chilo circa , quindi fare i vostri calcoli: meglio fare dosi piccole e conservare in frigo per una settimana poco più.
Comunque, anche se avrete fatto una dose più abbondante , non fatevene un cruccio : tanto durerà pochissimo!