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venerdì 26 febbraio 2010

Colazione beige: crepe alla ricotta, latte condensato, banana e caramello salato...latte di miglio!




Mamma che titolo....degno di Lina Wertmuller!

Ma che volete....quando ce vò ce vò!
Altrimenti avreste creduto che fosse una semplice crepe alla banana...ma non lo è, signori miei, no....è molto di più!!

E non è nemmeno così esageratamente calorica come potrebbe sembrare dal nome altisonante.....Infatti il latte condensato va a sostituire completamente lo zucchero, la ricotta è magra, la quantità di caramello al burro salato è davvero minima, e resa più abbondante da una leggera "riscaldata" che renda il caramello più liquido, ad insaporire la banana....

La ricetta della crepe? Va bene una qualsiasi, quella che siete abituati ad utilizzare...io per esempio vado molto ad occhio, non ci metto dentro nè burro fuso, nè zucchero, e per questo vi rimando a qualsiasi altro blog o sito di cucina che sia più serio del mio! ;-P

Il ripieno invece...quello è un'altra storia!
Vi do la ricettina precisa, perchè è venuto così buono che un ingrediente in misura maggiore o minore potrebbe spezzare l'incantesimo!

Per ogni crepe conteggiate:

2 cucchiai colmi di ricotta magra
1 bel cucchiaio di latte condensato
un cucchiaio scarso... scarsissimo! di caramello al burro salato
mezza banana matura, ma non troppo

Il caramello al burro salato è una vera manna dal cielo: la ricetta la troverete qui, perchè la "fondue" non è altro che, appunto, il caramello al burro salato prodotto in una quantità tale da farne quell'uso.... quello, cioè, di inzupparvi voluttuosamente biscottini, pezzi di frutta, di pan brioche!
Tenete presente che, se le varie operazioni vengono compiute nel modo giusto, non è affatto difficile farlo e che, se se ne preparano discrete quantità, si mantiene molto bene in frigo, a lungo, e può diventare all'occorrenza crema spalmabile, fondue, topping per gelati o complemento di gelati stessi, decorazione etc....
Cosa vuol dire "nel modo giusto? "
Vuol dire non girare MAI il caramello ( al massimo si può muovere leggermente il pentolino... ) affinchè lo zucchero non cristallizzi....vuol dire scegliere un pentolino ben spesso...vuol dire non alzare troppo la fiamma...vuol dire lavorare velocemente al momento in cui viene messo il mascarpone , affinchè non si abbia un effetto " bomba" per lo shock termico!

Una dritta che mi pare utile....mi sono accorta che il mascarpone può essere assai degnamente sostituito da un formaggio spalmabile che comincia col Ph...., anche nella versione leggera, o "Yo"! Anche qui il risparmio di calorie e di grassi animali si fa abbastanza importante!

Ma torniamo alla nostra crepe....
Mescolerete la ricotta col latte condensato, e farcirete la crepe ( mi raccomando, che sia sottile più che potete! )

Poi in un padellino farete fondere a fuoco bassissimo il caramello al burro salato, aggiungerete la banana a rondelle sottili, salterete il tutto per un minuto e...voilà! Sulla crepe!
Se la ricotta ed il latte condensato saranno freschi, la crepe sarà deliziosamente piena di contrasti: fresco-caldo....dolce-salato...Una colazione coi fiocchi, credetemi!

Ad accompagnare la crepe, un latte caldo in cui ho fatto sciogliere un cucchiaino di caramello al burro salato: perfetto a questo scopo si è rivelato, dopo varie prove, il latte di miglio, il cui sapore si sposa perfettamente con questo versatile ingrediente!





mercoledì 6 maggio 2009

Crepes bretoni prosciutto e mele...


Mia adorata Provenza...forse fra poco tornerò da te!
Ogni anno è la stessa emozione, incontenibile: una sottile felicità si impadronisce lentamente di ogni mia più piccola cellula, alla vista della prima casa con le imposte colorate d'azzurro....



Davanti alle distese viola di lavanda...



alle acque verdi di Fontaine de Vaucluse....



al rosso delle rocce del Colorado del Roustrel....



...l'anima gioisce e si rinnova, i pensieri si fanno più leggeri, fioriscono le idee...guizzano come pesci argentati nell'acquario del mio cuore mille progetti per la casa, per il giardino: si acquistano le spezie per il lungo inverno, quelle che scalderanno le soupes de poissons, e che porteranno l'estate provenzale sulla mia tavola, quando fuori è grigio e pioggia....



Il giallo di Van Gogh mi sorriderà dal mio piatto di minestra, profumato di rouille e di zafferano....Il Misto di Spezie per Patate dell'omino del mercato di Aix, che tutti gli anni ormai mi riconosce e mi saluta con un sorriso largo e strampalato, mi farà ricordare queste belle giornate....

Cosa c'entra la Bretagna con la Provenza e con la Costa Azzurra? E' stato in una piccola créperie vicino ad Antibes che, in una serata d'estate, ma alquanto freddina, io e il mio amore abbiamo trovato rifugio ed abbiamo fatto l'incontro magico con le crepes di grano saraceno!

Accompagnate da sidro fresco e dorato, servito in larghe tazzotte di terracotta, come la tradizione vuole, ci hanno subito conquistato con la loro consistenza e col loro sapore....

Possono essere riempite come lo si desidera: ma la loro caratteristica è lo spessore, più consistente di quello delle crepes "alla parigina"( ma sono tenerissime e assai digeribili! ), ed il sapore robusto ed avvolgente.

Le varianti che più amo sono le classicissima con prosciutto cotto/emmenthal rapè/uovo precedentemente cotto all'occhio...( delizioso! ) e pancetta affumicata sottilissima/raclette....


Ma anche e soprattutto quella con purea di mele e prosciutto crudo dolce, fritto precedentemente in un padellino a renderlo croccante e gustoso ( io lo passo in un tegamino spesso ed antiaderente , senza olio o burro....)



Potrete preparare la purea di mela frullando una mela di qualità non troppo dolce con poco succo di limone, altrimenti....



La pastella deve essere preparata con largo anticipo, e d eventualmente conservata in frigorifero. Importante è avere a disposizione una buona padella antiaderente da crepes e una paletta ben flessibile: queste crepes tendono infatti a spezzarsi con grande facilità!Ho notato comunque che se imburrerete pochissimo la padella ( ne non per niente...) le crepes vengono molto migliori, ben dorate e compatte! Abbondate pure quando stenderete l'impasto : non è importante che vengano sottilissime, anzi....



Impasto per Crepes bretoni di grano saraceno:

250 g di farina di grano saraceno
250 ml di acqua
250 ml di latte
2 uova
un cucchiaino di sale
poco sidro, ma solo se vedete che la pastella è risultata troppo solida....Bon apétit!





venerdì 26 dicembre 2008

Crèpe con fichi secchi, cioccolato e liquore Strega...


Innanzitutto...ancora tanti auguri ! Voglio svelarvi una ricettina in cui ho intenzione di cimentarmi anche in questi giorni....

Mi piace consultare libri di cucina italiana scritti da stranieri. Penso che il loro approccio al nostro cibo, al nostro modo di vivere e alla nostra cultura in generale sia per certi versi ingenuo e sognante, con una punta di romanticismo da Grand Tour: ma credo anche che riescano a cogliere la bellezza di certi particolari, di certi accostamenti, di nomi , forme e colori che al nostro occhio ,ormai viziato da tanta bellezza ,ormai sfuggono: anche perchè forse il nostro sguardo è velato, specie negli ultimi tempi, da un pessimismo e da un atteggiamento indolente nei confronti dell'Italia e dell'italianità in genere che, francamente, ritengo un po' eccessivi.
Io ,che pure sono toscana, mi soffermo sempre con meraviglia e commozione ad ammirare le immagini e ad assaporare mentalmente le ricette del bel volume Cucina Toscana, scritto a quattro mani da Stephanie Alexander e Maggie Beer, e corredato dalle suggestive, affascinanti foto di Simon Griffiths.
Vista coi loro occhi la Toscana brilla di luce intensissima...Giunte nel nostro paese nel settembre del '97 per organizzare alcuni corsi di cucina, nei due mesi di permanenza Stephanie e Maggie hanno avuto il tempo di assaporare, annusare, toccare l'Italia, scoprendo tutta la complessità meravigliosa della cucina di questa regione, fresca ed estemporanea, eppure così ricca di storia e di rimandi, e così legata al ritmo delle stagioni...


Affascinata fin da piccola dalla solare presenza del Liquore Strega che troneggiava al momento del caffè sulla tavola dei miei nonni, me ne sono comprata una bottiglia per assaggiarlo, alla mia veneranda età! Si tratta dello straordinario distillato di 70 erbe, dorato di zafferano, prodotto a Benevento dalla famiglia Alberti: ho voluto sperimentare una ricetta che lo esaltasse, anzichè relegarlo a semplice bagna, o a profumo "copri-uovo" nei dolci.
La proposta di queste due simpatiche ed intuitive cuoche, mi ha letteralmente...stregata! Questa Crèpe di cioccolato con mascarpone, fichi secchi e liquore Strega è risultata sorprendentemente aromatica, complessa nel gusto e nelle consistenze mi è davvero piaciuta molto!


Ho un po' paura di questa bottiglia gialla e nuova, ma sono troppo curiosa....

Per alleggerire la prepazione io , però ho sostituito metà del mascarpone con ricotta vaccina...Non avevo, inoltre, l'agresto, anzi...non sapevo neanche di cosa si trattasse! Incuriosita, ho fatto una piccola ricerca : ho scoperto che si tratta di un condimento a base di mosto d'uva, di sapore acidulo, molto utilizzato sin dall'epoca romana....Quindi, per inserire una nota lievemente acida, ho utilizzato, nell'ammollare i fichi secchi, tre dita di acqua mescolata a due cucchiai di aceto balsamico Tradizionale...quello vero, per intenderci!
Certo, chi ha la fortuna di possedere l'agresto, potrà godere della gioia di sperimentare la ricetta nella sua completezza originaria...

Per la crèpe
10 g di burro
75 ml di latte
4 uova
2 cucchiaini di Liquore Strega
140 g di farina
60 g di cacao amaro
25 g di zucchero
1 cucchiaino di sale ( io ho messo quello integrale di Guérande )

Per il ripieno
100 g di fichi secchi
agresto
2 cucchiaini di Liquore Strega
200 g di mascarpone ( o 100 g di mascarpone mescolati con la frusta ad altrettanta ricotta )

Mescolate in una terrina il burro, fatto fondere e poi lasciato leggermente raffreddare, con il latte, le uova e lo Strega. Unite poi, dopo averli ben setacciati, gli ingredienti secchi. Se la pastella risultasse troppo densa, aggiungete qualche cucchiaino di latte in più.
Rinvenite nell'agresto o nell'acqua acidulata i fichi secchi per una mez'ora, quindi scolateli ben bene e fateli a pezzetti ( io hoo utilizzato la vecchia, cara mezzaluna ).
Fate la crèpe in una padella adatta, ben imburrata e ben calda: dovrà risultare abbastanza sottile.
Quindi mescolate i fichi al mascarpone, con delicatezza estrema per non far "impazzire" il composto: riempite le crèpe che avrete, nel frattempo, posto in un vassoio. Lasciatele per un po' di tempo in frigorifero e spolverate, al momento di servire, con zucchero a velo....squisite! specialmente se servite con il caffè a fine pranzo...

sabato 15 novembre 2008

Crepes castagne, cotogne e zenzero.



La farina di castagne che ho comprato in questi giorni si è rivelata un ingrediente versatile: l'avevo già utilizzata pochi giorni fa per per questo piatto, le tagliatelle con la camomilla. L'idea di questa crepe mi è venuta dall'esigenza di riutilizzare un avanzo di impasto di questo tipo di crepe. Anzi, praticamente ne è una variante: rimane la pastella, rimane l'uso della ricotta, ma ci sono degli elementi che, pur piccoli, danno profumi nuovi e diversissimi dall'altra: insomma, quello che voglio dirvi è che, se vi procurerete gli ingredienti di questa e dell'altra crepe, considerando che molti sono in comune...potrete fare tutti e due i tipi in contemporanea, per la colazione, il dessert o la merenda dei vostri golosoni preferiti.
Dunque...avete presente l'altra ricetta? Ecco, aggiungete alla farina di castagne della pastella, anche qui prima di mettere gli ingredienti liquidi, due belle cucchiaiate colme di cacao amaro ( mi raccomando, non di miscela per il cioccolato in tazza, quella tanto reclamizzata, per intenderci...cacao amaro, scuro, profumato, puro! )
Lavorate la ricotta con zucchero, o dolcificante, ed aggiungete un pezzetto grande due centimetri circa di zenzero, che si ridurrà di certo,quando avrete tolto la buccia ,e lo avrete ben grattugiato eliminando i filamenti più grandi ( credo che per grattugiare lo zenzero vadano benissimo quelle piccole grattugie per l'aglio, di solito in porcellana...)
Comporrete quindi la crepe mettendo su un quarto la ricotta con lo zenzero, piegando quindi a metà, spalmando sul piano superiore un bello strato di marmellata di cotogne: se fosse troppo solida, ammorbiditela leggermente al calore dei termosifoni o con qualche secondo di microonde in modalità "disgelo" :f a poco Fatina dei Dolci, ma sono sicura che ormai anche i Piccoli Aiutanti di Babbo Natale lo usino....Piegate ancora e cospargete la superficie di zucchero a velo.
Se volete, decorate il piatto con fettine di zenzero, o con zenzero in polvere, o con due o tre pezzettini di zenzero candito.
Questa crepe credo si adatti bene anche per la nostra amatissima ed irrinunciabile ora del tè: ma...quale tè abbinarvi? Magari un tè verde, o una miscela India/ Cina aromatizzati con la profumatissima radice: però personalmente credo che in questo caso il tè dovrebbe pulire le papille gustative proponendo una nota diversa, ma complementare: quindi opterei per la scia di citronella di un buon Nilgiri, acre, fresco, fruttato... Buona merenda!

martedì 7 ottobre 2008

Crepe di farina di castagne




L'autunno è forse la stagione che preferisco. I colori, i suoni, la luce lo rendono ai miei occhi un appuntamento che attendo ogni volta con gioia. Quando ho visto in un negozio di Pistoia la scritta " farina nuova di castagne", ho realizzato l'arrivo di questo periodo dell'anno, e non ho saputo resistere a comprarla , pregustando la colazione che mi sarei preparata il giorno dopo. Il tutto è ispirato ad un dolce toscano antico e povero, ma che nella variante "crepe" diventa un fondersi sontuoso di temperature e consistenze diverse: e poi... il profumo.... l'arancia amara solletica il naso sul fondo di tabacco vellutato della castagna. A fare da paciere, il bianco della ricotta, che deve essere della migliore qualità, lavorata velocemente per renderla vellutata. Munitevi di un ottimo padellino antiaderente, perchè è una crepe morbida, che tende ad attaccarsi. E voi celiaci, preparatevi a leccarvi i baffi, dato che questo dolce è adatto anche a voi.

1 uovo
3 cucchiai colmi di farina di castagne
un pizzichino di sale ( io uso quello di guerande, che non è troppo "aggressivo"...)
qualche cucchiaio di latte, tanto da raggiungere la consistenza di una crema non troppo liquida
burro per il padellino
200 g di ricotta di mucca
due cucchiai rasi di zucchero
marmellata di arance AMARE ( precisazione d'obbligo...)
a piacere un fiuto di cannella

Lavorare l'uovo con la farina di castagne, incorporando poi a poco a poco il latte fino ad avere la consistenza desiderata ( non posso essere precisa con le dosi, dato che ogni farina prende il liquido a seconda di quanto è fresca, del tipo etc...) e il pizzichino di sale, che esalta la sapidità della castagna.
Intanto lavorate la ricotta prima da sola, poi aggiungendovi lo zucchero.
Imburrate bene il padellino e fate la crepe, badando bene di cuocerla bene da un lato prima di girarla, in quanto tende a spezzarsi, data la farina utilizzata:nel caso anche venisse un poco doppia, non importa...il risultato sarà ugualmente eccellente.
Spegnere il fuoco e versare la ricotta, spalmandola e richiudendo subito la pasta, per mantenere i contrasto caldo/freddo della crepe con il suo ripeno.
Intiepidire un cucchiaio o due di marmellata di arance e spalmarla sulla crepe. guarnendo poi con qualche zeste d'arancia e a piacere con poca cannella.
Credo che sia ottima e scenografica anche fiammeggiata con Cointreau, ma mi piace di più pensarla come un qualcosa di semplice, scegliendo ingredienti di prima qualità.
Io la accompagno con caffè d'orzo bollente: il connubio orzo/arancia , infatti, mi piace veramente tanto, anche nella variante più spicciola della scorzetta nella tazzina, messa prima di versarvi il caffè .
Chi ama il tè , può accostarvi un Lung Ching, il cui sapore ...ricorda proprio le castagne!