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martedì 23 marzo 2010

Gnocchi alla ...Romina!




Un post alla buona...

Così, tanto per dare un segnale della mia presenza : in questi giorni la mia cagnolina Totti sta poco bene, è stata operata da qualche giorno e la voglia di scrivere è davvero pochina!

...E tanto per farvi vedere che qui a casa mia mangiamo anche a pranzo e a cena, e non soltanto a colazione... :-)

Questa ricetta l'ho scovata nel bel libro di cui ho parlato qui, un libro a cui mi sono particolarmente affezionata ...e questo affetto è tangibile, evidente, nelle decine di "frittelle", di impronte e di schizzi che disseminano ormai le sue belle pagine, meno patinate, ma sicuramente più vissute!

Perchè non so voi...ma io ,quando cucino, non riesco ad avere l'aplombe di Nigella, sofisticata, sexy diva culinaria che imperversa ormai nel web, regina incontrastata, lei, coi suoi occhi vivi, con le sue morbide curve ed i capelli corvini sempre perfettamente acconciati, del jet-set mangereccio!...
E non mi ritrovo neanche in Martha, sempre impeccabile, linda e luminosa anche quando ritorna da zappar via due chili di patate dall'orto, o dopo aver lavato i suoi due bulldogues...

Io quando cucino , spesso e volentieri, mi impasticcio, mi attrigo e mi impapocchio, e, nonostante la cura con cui tengo i miei libri, a cui ho dedicato un vero altare ( uno scaffale intero del mobile di cucina ) a volte...ahimè...qualche ditatina burrosa ci scappa! Che devo farci ? Anche questo è amore!

Gli gnocchi alla romana sono ciò che di più gustoso, succulento, vellutato e burroso possa esistere sulla faccia della terra...e possono essere spacciati per un "mangiare in bianco"! Ma vi rendete conto, che bellezza? che magnifico, birbante escamotage?
Questa la ricetta salata, che poi è quella che vedete in foto... un classico intramontabile, ma che regala sempre sensazioni straordinarie al palato....

Gnocchi di semolino

600 ml di latte
175 g di semolino
sale
pepe nero macinato fresco
noce moscata grattugiata fresca
2 uova
parmigiano ( circa 90 g )
burro fuso ( che io ho sostituito per metà con burro a basso tenore di colesterolo, e per metà da olio extravergine )

Mettete a bollire il latte: quando sarà a temperatura ,spegnetelo e versate a pioggia , sempre mescolando, il semolino...Cuocete per circa cinque minuti il composto, che risulterà molto molto denso...
Trascorsi i cinque minuti, togliete la pentola dal fuoco, unite sale, pepe, il parmigiano, le uova leggermente sbattute... gradatamente, mescolando con molta cura....
Aiutandovi con un cucchiaio oliato, o con una spatola, o con la lama di un coltello, spandete il composto in una teglia ( io ho usato una di quelle rotonde da pizza, del diametro di una trentina di cm ), all'altezza di un cm circa.
Fate raffreddare bene. Una volta che il composto sarà raffreddato, tagliatelo a quadretti, che spennellerete singolarmente di burro fuso, e passerete nel parmigiano...Preparate una pirofila imburrata o, meglio, rivestita di carta forno...o come ho fatto io, delle pirofiline singole, e passate gli gnocchi in forno a 200 ° per una decina di minuti. Servite ben caldi!

Ma insomma, 'sti gnocchi alla Romina? Che sono?
Non sono che.... l'alternativa dolce a quelli tradizionali! Un dolcetto spiritoso, che richiama il gemello più noto come una piccola burla, un divertissement culinario, dotato però di una propria dignità, che gli deriva dal fatto di richiamare, negli ingredienti, nelle consistenze e nei profumi, terre lontanissime come l'India, terre meno lontane come il Marocco!

Vorrete cimentarvi in questo dolcino? Non dovrete fare altro che avere sotto mano, precisa, la ricetta originaria, sostituendo però il formaggio con altrettanto cocco grattugiato.....facendo sobbollire precedentemente nel latte, tenendovele in infusione e filtrando poi il tutto, spezie come cannella e cardamomo....aggiungendo poco o tanto zucchero al composto, dipende dai gusti personali...e spolverando infine il tutto, a passaggio nel forno ultimato, con una generosa manciata di cioccolato bianco grattugiato, a richiamare il parmigiano!



Eccoli , in versione salata, subito dopo la spennellatura col burro,e un attimo prima del passaggio in forno!





lunedì 22 febbraio 2010

Crostone di cavolo viola e mele fuji...




Inizio la settimana.... con un tocco di colore!

Ero da tempo alla ricerca di una ricetta che mi permettesse di utilizzare questo magnifico ortaggio dal gusto vellutato, dolce e sapido...

Ho pensato ad un crostone, semplice, ricco e saporito, in cui la morbida consistenza della verdura si sposase al pane spesso e croccante....Ma avendo notato, in varie ricette ( ad esempio qui ) l'accostamento del cavolo rosso, o viola, con le mele, ho creduto bene di sperimentarlo anch' io...

Non ho fatto che prendere ( dosi per tre grandi crostoni )....

Tre fette di pane pugliese, grandi e spesse
tre fette di prosciutto cotto magro ( o una fettina spessa )
mezzo cavolo viola piccolo
una generosa spruzzata di Vodka
una cipolla piccola
uno spicchio di aglio
una mela fuji
mezzo dado vegetale
olio EVO, sale, pepe

Ho messo a tostare il pane nel forno, ad alta temperatura (200°)....
Ho quindi irrorato il fondo di un tegame ,dal bordo spesso e dalle sponde alte, con pochi cucchiai di olio extravergine.
Ho affettato la cipolla finissima, e l'ho fatta stufare a fuoco lento, con pochissima acqua; quindi ho alzato la fiamma, ho aggiunto il prosciutto cotto tritato ed ho tostato un poco.
Ho unito a questo punto il cavolo tagliato a liste sottili e, dopo averlo leggermente rosolato, l'ho irrorato con la Vodka, facendola evaporare velocemente...
Ho poi aggiunto dell'acqua ( una quantità non eccessiva, ma tale da poter poi inzuppare leggermente il crostone ), ed il dado sbriciolato: ho coperto la pentola ed ho lasciato cuocere per qualche minuto il cavolo.
Nel frattempo ho sbucciato la mela, che ho tagliato sottilmente: l'ho aggiunta al cavolo a circa metà cottura, continuando poi sino a che non sono entrambi cotti ( circa venti minuti, ma bisogna saggiare via via con la forchetta...i tempi di cottura potrebbero variare di qualche minuto!

Ho inagliato abbondantemente il pane: ho quindi versato le verdure con un po' di liquido di cottura sui crostoni, ho irrorato di ottimo olio, spolverato con pepe e sale di macina ed ho portato in tavola: il crostone sarà ancora più buono dopo qualche istante, il tempo giusto di inzupparsi a dovere del violaceo, gustoso sughetto!



P.S. Girellando in rete, ho notato un meme , che già tempo impazza tra i foodbloggers ( io l'ho visto da Onde! ) e di cui mi sono letteralmente invaghita!
Si tratta di descriversi attraverso alcuni titoli di libri...carino, vero?
Se siete anche soltanto un po' curiosi.... continuate a leggere!

SEI UN UOMO O UNA DONNA? "Piccole donne" ( Louise May Alcott )

DESCRIVITI:

COME TI SENTI? " Le Metamorfosi " ( Apuleio )

DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO: " Beautiful Tuscany " ( F.Meyes )

SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI? " Va' dove ti porta il cuore " ( S. Tamaro )

COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE: " I giorni del tè e delle rose " ( J. Donnelly )

LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE: " I cani della peste " ( A. Richard )

UNA COSA CHE NON FARAI MAI: " Amare, tradire " ( A. Carotenuto )

TU E IL/LA TUO/A MIGLIOR AMICO/A SIETE..? " Cane e padrone e altri racconti " ( T. Mann )

COSA TI MANCA: "Kitchen" (B. Yoshimoto )

LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIU’ VIVO: "L'autunno del patriarca" (G.G.Marquez )

MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA: "Colazione da Tiffany " ( T. Capote )

SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE? " Stranalandia " ( S. Benni )

CHE COS’È LA VITA PER TE? " Innamorarsi dell'amore " ( Osho )

UN ANNO CHE NON SI PUO’ DIMENTICARE: " 2001 Odissea nello spazio " ( A. C. Clarke )

LA TUA RELAZIONE: " Un ponte sull'eternità " ( R. Bach )

HAI PAURA DI..? "Morte a Venezia " ( T. Mann )

IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI… " L'imperatore del profumo " ( C.Burr )

UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO: " I segreti di Londra " ( C. Augias )

MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO: " La corriera stravagante " ( J. Steinbeck )

QUAL È IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE? " Ama il prossimo tuo " (E.M.Rèmarque )

UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:) " La vita è sogno" ( P.Calderòn de la Barca )

OGNI TANTO PENSI CHE… " Italiani si diventa " ( B.Severgnini )

DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO: " Lo zen e la cerimonia del tè " ( O. Kakuzo )

OGNI TANTO TI DOMANDI… " L'anima " ( Platone )

PENSIERO DELLA GIORNATA: " L'importanza di essere onesto " ( O.Wilde )

SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI? " Padre mio" ( A.Merini )

IL TUO MOTTO: " La strategia dell'orso: la forza è nella calma " ( Lothar Seiwert )



venerdì 19 febbraio 2010

Carpaccio di polipo...il segreto rivelato!






...In attesa di tempi migliori....

quelli in cui cucinerò di nuovo quel che avevo fotografato e miseramente ho perduto....sigh! ( o sgrunt? ).....

vi lascio con una ricetta che a dire la verità non è proprio una ricetta ma, come dire..un consiglio, uno spunto, un suggerimento!

Uno di quelli che si trovano nelle Agende di Suor Germana, nei Manuali di Nonna Papera, nei libriccini per principianti e persino sul calendario di Frate Indovino e in Televideo!...ma io, ragazzi, sappiatelo, arrivo spesso dopo la musica!....

Sono sicura , infatti, che sia cosa risaputa, che moltissimi di voi abbiano già carpito il segreto che si cela sotto le gustose, appetitose, rosee fettine di carpaccio di polipo che vendono al supermercato a prezzi esorbitanti, tali da scoraggiare anche un' accanita amante del pesce come me!

Ma se qualcuno non è stato ancora iniziato al mistero del Polipo a fettine, ecco qui svelato l'arcano! Si tratta solo di procurarsi:

Un polipo ( eh, per forza... ) della grandezza desiderata ( non troppo piccolo però! )

aromi ( una carota, un gambo di sedano, prezzemolo, alloro, poco vino, grani di pepe ....)

una bottiglia di plastica ( non preoccupatevi, non va mangiata! )

Lesserete con gli aromi il vostro polipo. Intanto bucherellate il fondo della bottiglia con la punta di un coltello ( se la riscalderete l'operazione sarà facilitata! ).
Una volta che il polipo sarà cotto, dopo averlo, magari, lasciato nell'acqua calda, e a fuoco spento, per un quarto d'ora , a rendere più tenere le carni, lo farete leggermente raffreddare, ma non troppo...ancora caldo dovrà, infatti, essere infilato a forza, premendo molto bene, dentro la bottiglia, opportunamente tagliata ad una certa altezza, diciamo a metà. Per compiere questa operazione vi consiglio di munirvi di guanti in plastica, per non scottarvi e per poter "stipare" comodamente, con forza e con i dovuti aggiustamenti il polipo nello stampo, assai rudimentale ma...efficace!
Una volta che l'avrete premuto con cura, taglierete ulteriormente la bottiglia, se ce ne sarà bisogno, in corrispondenza del polipo stesso: coprirete quindi l'apertura con carta forno o con pellicola e, ponendo sopra un peso ( io ho usato un piattino con su una busta di latte! ), mettere a " scolare " lo stampo per un bel po', sin quando, almeno, il polipo sarà a una temperatura tale da poter essere messo, sempre ben stipato e premuto, in frigo.
Qui dovrà rimanere per una notte ( o un giorno ! ) almeno....lo libererete quindi da tutti gli orpelli e, ancora ben freddo, lo taglierete a fettine sottili, cospargendolo poi di prezzemolo, aglio, limone, sale, pepe di macina ed un buon giro di olio di oliva extravergine.

Ohhhhhhhhhh! Sarà l'esclamazione che accompagnerà l'arrivo del vassoio in tavola!
Mmmmmmm! Sarà quella che verrà di seguito all'assaggio! Accompagnate, magari, con una julienne di verdutine croccanti e freschissime, con un po' di bollicine fredde, e con panini al cumino o al finocchio, perfetti ad esaltare il polipo....Buon appetito e buon fine settimana!






martedì 16 febbraio 2010

Spaghetti con cavolini, pistacchi e zafferano




San Giorgio e il Drago.....
Davide e Golia....
Achab e Moby Dick....
Ettore e Achille....
....Romy e il computer nuovo!

Il mio approccio a questo oggetto nero, lucido e levigato è stato simile a...simile a...ecco, avete presente le scimmie di "2001 Odissea nello spazio", col monolito? Se non ve lo ricordate, ve la rinfresco io, la memoria...





Il mio vecchio PC è tornato a casa sua: voci di corridoio lo vogliono intento a giocare a Bookworm e a scrivere novelle nello studiolo della mia mamma che, dopo averlo comprato per sè anni fa, senza però mai mettere internet, ad un certo punto me lo aveva dato ..."in comodato d'uso" ;-P ...
Ma ora la mia mamma, venendo a casa mia, ha fatto la conoscenza di una certa Alice-adsl...e HA CAPITO!!
....ha capito che su internet c'è U-Tube, dove vedere i passi del merengue , quelli che la maestra di ballo non svela mai a nessuno!
...Ha capito che c'è Casa Cenina, per comprare gli schemi del punto croce, che si può mettere Skype e chiacchierare con le amiche ( e con me )" aggratis "!!

E allora che fa? Se lo riprende! Ma siccome la mama è sempre la mama....me ne compra uno nuovo!

Dopo i primi attimi di gioia ( posso vedere gli altri blog per intero, e non tagliati a metà!! ), smarrimento...panico....dove sono tutti i miei preferiti!?! Raccolti in anni di dura navigazione, minuziosamente ordinati, classificati per argomento, ben stipati nelle mie adorate cartelline gialle...PUF! Spariti nel buco nero cibernetico...E poi Vista, questo sconosciuto, così diverso dal caro, vecchio XP che tenevo a guinzaglio come un vecchio cane , di quelli che non tirano, di quelli a cui basta un'occhiata per capirti!
Ma soprattutto il TTT...il Temutissimo Travaso Totale!...quello di tutte le foto, migliaia...quello dei files musicali...quello dei documenti....

Ed è normale, è chiaro che nel copia-incolla generale, tra dischetti, USB e prese varie, qualcosa vada perduto....ma NON la trecentocinquantesima foto della chitarra di mio marito...nooooooo! NON la foto scattata a Lucca dove, con tanto di berretta, cappottone e pacchi, sembro R2-D2...noooo!
Ecco che si volatilizzano silenziosamente le mie ultime fotine per Chez Moi! Mi rimane soltanto qualche scialba e poco invitante foto-relitto strappata alla tempesta: le foto di questo piatto che, a dir la verità, era proprio buono....ma so che non lo si direbbe, dall'immagine... Ma se soltanto vi fiderete un po' di me, vi procurerete:


Ingredienti per 3 persone:

Una vaschetta piccola di cavolini di bruxelles
qualche cucchiaio di olio EVO
1 spicchio di aglio
mezza cipolla piccola
mezzo dado vegetale
una bella manciata di pistacchi sgusciati
una bustina di zafferano
qualche cucchiaio di panna, meglio se vegetale
parmigiano o pecorino romano
sale, pepe q.b.

Pulite e lessate i cavolini di bruxelles, tagliando a metà quelli più grandi, sino a quando non saranno cotti, ma ancora ben compatti....
Nel tempo in cui l'acqua bollirà, soffriggerete, o meglio, stuferete l'aglio e la cipolla tritati finissimi nell'olio extravergine, in una padella capiente
A cottura ultimata, farete saltare nella padella i cavolini, unendo dopo qualche istante un cucchiaio di acqua calda in cui avrete disciolto il dado ( o potrete anche sbriciolarlo! ) e lo zafferano.
Spegnete il fuoco, unite qualche cucchiaio di panna per legare, ed aggiustate di sale e di pepe. Saltate gli spaghetti, ben al dente, nella padella con il sughetto, e, una volta impiattati, cospargerete di pistacchi, meglio se leggermente tostati in un padellino per esaltarne croccantezza ed aroma.
Alla prossima!






martedì 2 febbraio 2010

Bocconcini di Brisée, mela renetta e marmellata di mirtilli rossi




Un'altra chicca, sempre dallo splendido libriccino di cui ho parlato qui ( grazie ancora Onde! )...

Caldi o appena tepidi, ben riempiti di frutta sugosa ,o tali che la croccante, friabile brisée la faccia da padrona....questi bocconcini sono sempre squisiti, perfetti per accogliere amici imprevisti, per la merenda sfiziosa dei bambini, per chiudere un pasto semplice ma raffinato, per chiacchierare con le amiche del più e del meno, davanti ad una tazza fumante....

Si tratta soltanto di avere l'accortezza di avere sempre in casa....

1 rotolo di brisée già pronta
1 grossa mela renetta
marmellata di frutti di bosco
burro
zucchero di canna
zucchero a velo

Con una brisée a cerchio, ad esempio, si possono fare più o meno otto spicchi, quindi otto bocconcini.
La mela , vedrete, non servirà neanche tutta....
Le marmellate da preferire sono senz'altro quella di lamponi o quella di ribes: io ho utilizzato però questa qui, di mirtilli rossi, che è a bassissimo tenore di zucchero, e che nella mia dispenza non manca mai, anche per la preparazione delle mie ( ormai ) famose pallette simil-Ikea!

Lo zucchero deve essere di canna per profumare ancor di più e per dare una dolcezza più naturale,meno stucchevole...Perfetti la Panela, il Mascobado, assai profumati, dai sentori di miele e tabacco....

Ebbene, non farete altro....

...Che accendere il forno a 200°....
...Che tagliare in spicchi, o quadrotti la brisée.....
...Che porre al centro di ogni porzione di pasta un cucchiaino di zucchero di canna, un piccolo spicchio di mela, un cucchiaio raso di marmellata...( ho diviso la mela in otto spicchi, tanti quanto gli spicchi di brisée, e poi ogni spicchio ancora in due, di modo che ho utilizzato in pratica mezza mela su una brisée sottile rotonda! )....
...Che richiudere il tutto con grande attenzione, bagnando eventualmente con le dita inumidite i lembi di pasta affinchè combacino bene e si sigillino perfettamente....
...Che cospargere abbondantemente con burro fuso il tutto.....
....Che infornare per una ventina di minuti....
...Che socchiudere gli occhi, all'assaggio, rapiti da tanta bontà!

Servirete i bocconcini caldi o tepidi, spolverati di zucchero a velo, meglio se vanigliato.
Aggiungerete a fianco, se lo gradite, un cucchiaio della stessa confettura del ripieno: il contrasto tra il caldo del bocconcino e la freschezza di quest'ultima porterà un tocco delicato!



Vorrete abbinare un tè? Di primo acchito verrebbe da pensare ad un tè ai frutti di bosco....Ma in questo modo si può correre il pericolo di servire una colazione o un Five'O Clock un po' monotematici: peggio ancora, di coprire la delicatezza del ripieno dei bocconcini col profumo ,di certo accattivante, ma a volte anche molto potente, degli aromatizzati....
Io abbinerei, quindi, un nero africano, come un Marynin, dal gusto pieno, corposo, e dalla lieve affumicatura....


venerdì 29 gennaio 2010

Torta morbida di savoiardi e canditi....


Dolcetto velocissimo, economicissimo, buono da non dire....

Voi tutti conoscete la mia passione per i mercatini dell'usato, e per le bancarelle di libri vecchi....E' come fare un tuffo nel passato, il sostituto delle vecchie soffitte polverose, dei solai dalla luce fioca ed incantata, delle cantine umide e piene di mistero in cui ci avventuravamo da bambini....
Si possono scovare dei veri gioielli: oggetti legati alla nostra infanzia o adolescenza, evocativi di momenti gioiosi, o di persone care....Piccoli cimeli di un mondo che è stato, che è ancora: incarnato nei nostri genitori o nei nostri nonni, fissato nelle nostre foto in bianco e nero, nei toni caldi delle Polaroid, nelle immagini tremolanti del Super 8....

Questo libro, ancora nuovissimo, pagato 1 euro sissignori, e vecchio di quasi quarant'anni, ha subito attirato la mia attenzione, anzi, quella di mio marito che me lo ha portato tutto trionfante, come un pirata che avesse strappato al mare in tempesta il baule del tesoro....



Ho trovato all'interno ricettine interessanti, pensate da e per casalinghe risparmiose, che amavano far bella figura, con un occhio sempre, però, al borsello....

Ma anche pagine di arredamento, di una modernità avveniristica per allora, ed assolutamente attuale anche per oggi....



E che dire dell'abbigliamento? Via libera alla minigonna ( ma sopra il ginocchio... )!
Si affaccia poi con grinta il nuovo stile a grandi fiori, e a motivi geometrici tipico degli a nni '70, che allora era il futuro, e che oggi è richiamato con tanta nostalgia....



Tra le ricette questa mi ha colpito in particolar modo, un po' per l'illustrazione così allegra e naif ( ben lontana dalle foto sognanti e patinate delle riviste odierne, o anche di tanti blog! ), ma anche e soprattutto per la facilità di esecuzione e...perchè avevo gli ingredienti!




Si tratta di un cake morbido ed umido, da servire tepido, se non addirittura caldo , con una generosa spolverata di zucchero a velo vanigliato.

Torta morbida di savoiardi e canditi.

200 g di savoiardi
50 g di canditi assortiti ( io ho messo 70 )
4 uova
2 dl di latte
la buccia di un'arancia grattugiata ( io ho messo mezza fialetta di aroma di arancia! )
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci
zucchero a velo vanigliato

Sbriciolate i savoiardi. Fate bollire il latte e versatelo sopra, lasciate riposare e mescolate poi con un mescolo per alcuni minuti con grande cura finchè non avrete un composto liscio ( io ho usato il robot, ed è venuto un lavoro eccellente e velocissimo! Ma non diciamolo alla casalinga del '71...potrebbe rimanerci male! ;-P )
Aggiungete quindi lo zucchero, i canditi, la buccia di arancia ( o l'aroma ), il lievito stemperato in altri due o tre cucchiai di latte freddo ed i tuorli, uno alla volta. Montate le chiare a neve non troppo ferma, ed unitele delicatamente con un movimento dal basso verso l'alto.

Infornate in forno moderato ( 180° circa ) per una ventina di minuti.
Servite ben caldo spolverato di zucchero a velo ( o glassato con poca marmellata di albicocche, e cosparso di lamelle di mandorle tostate!

Se vorrete abbinare un tè agrumato, come un Earl Grey, o un Goute Russe....
Io ho goduto questo dolcetto in splendida compagnia: un tè di Holy Mountain, ed una tazza edoardiana: ormai mi conoscete .... mi capirete quindi se vi dirò che le ho dato un nome: Maria Josè, perchè è indiscutibilmente "regale", ed ha anch'essa visto la luce...nel 1906!




martedì 26 gennaio 2010

Insalata tiepida di radicchio,arance e finocchi con dressing al caffè



Un altro piatto ingiustamente sottovalatutato, in corso d'opera.....
E per questo fotografato in grande fretta...
Avessi immaginato quando ci sarebbe piaciuto, certamente avrei messo più cura nella presentazione, così come negli scatti...

Avrei scelto un piatto diverso, ed una luce diversa, per far risaltare i bellissimi colori, che spaziano dai toni dell'arancio a quelli bruniti, all'avorio....

Avrei messo in risalto il dressing, e la golosa forchettata che accompagna l'assaggio!

Ma non l'ho fatto....spazio all'immaginazione, dunque, amici!

Immaginate un gioco di consistenze delicatamente croccanti....
Dei profumi ben amalgamati, vellutati....
Un sapore pieno, complesso, dove le note agrumate si sposino a quelle tostate, in grande armonia...

Se poi si aggiunge il fatto che questo piatto si prepara sì e no in dieci minuti ( poco prima di servirlo ) e che il costo è assai contenuto, direi che valga davvero la pena di provarlo!

INSALATA TEPIDA DI ARANCE, FINOCCHI E RADICCHIO IGP ,DRESSING ALL'ESPRESSO....


Occorrono ( dosi per due persone )

Un finocchio freschissimo
un cespo non troppo grande di radicchio di Treviso tardivo IGP
due belle arance non troppo mature
una manciata di pinoli
olio evo, qualche cucchiaiata
sale q.b.
2 cucchiai di caffè ( ottimo l'espresso appena fatto... )

Pelate al vivo le arance, tagliatele a fette sottili e disponetele sul fondo del piatto di portata. Salatele leggermente.
Intanto tagliate il finocchio a pezzetti piccoli.
Fatelo saltare in una padella profonda, tipo wok, per qualche minuto in qualche cucchiaio di olio extravergine...poi raccoglietelo con una schiumarola e ponetelo ben steso sulle arance.
Lo stesso farete col radicchio, creando un terzo strato....
Salate le verdure sempre dopo la cottura , e con mano parca, per far sì che i succhi rimangano all'interno ( resteranno così ben croccanti ...) e anche per non creare dissonanze eccessive di sapori.
Cospargete le verdure con un po' dell'olio caldo e dei succhi di cottura , delicatamente, con un cucchiaio.
Nel frattempo farete tostare in un padellino i pinoli....li metterete sopra, e completerete con un giro di olio a crudo, e coi due cucchiai di caffè nero bollente.

Servite subito. Buon appetito!

Con questa ricetta vorrei partecipare alla pregevole iniziativa di Nero Nero, di cui vedete a lato il Banner.




venerdì 22 gennaio 2010

Anellini integrali all'olio e miele....


Ancora biscotti?!? ...direte voi....

Che dire a mia discolpa? Se non che la voglia di infarinarmi, di infornare, di strizzare il Sac à Poche è pericolosamente aumentata, in questi giorni....complice il freddo intenso, fare i biscotti è diventato anche un pretesto per riscaldarsi impastando, o per godersi il calore del forno, in cucina!

Questa ricetta è frutto della lettura di un bel libriccino...
Un bel libriccino dalla copertina scarlatta, pieno zeppo di idee dolci per l'ora del tè, che la mia cara amica Onde mi ha spedito per il mio compleanno...grazie mille, Ondina!

Credo che attingerò a piene mani a questo piccolo scrigno colmo di veri tesori: la prima gemma che ho scovato è stata questa ricetta, gustosa ma davvero leggera e salutare. Nessun grasso, se non quello dell'olio extravergine...La farina? Quella integrale...E a dolcificare? Soltanto qualche cucchiaio di miele, che ho scelto nella varietà millefiori, dato che non volevo sovrastare, con la potenza del castagno o le note amarognole del cardo, la rustica semplicità della farina integrale.

Ho gustato questi biscotti in giardino, seduta sui gradini di casa, complice un sole dolce, assonnato, che faceva capolino da dietro le nuvole....Un anziano, malandato ( eppure arzillo! ) lavorante si è unito allo spuntino!



BISCOTTI ALL'OLIO EXTRAVERGINE E MIELE ( da "Biscotti e Dolcetti", Maria Pacini Fazzi Editore in Lucca"

200 g di farina integrale
1 uovo
3 cucchiai di miele
8 cucchiai di olio EVO
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di lievito in polvere
burro e farina per la teglia ( o carta forno! )

Lavorate insieme il miele e l'uovo: setacciate la farina col lievito e con la vanillina, unite quindi al composto di miele ed uovo, ed aggiungete anche l'olio a cucchiaiate....Io mi sono aiutata col robot, che ha lavorato in maniera impeccabile!
Otterrete un composto liscio, morbidissimo: prendetelo col cucchiaio, o utilizzate un Sac à Poche, per distribuirlo sulla placca. Il forno dovrà essere a 200° ( ma anche qualcosa in meno se si tratta di forno ventilato...tendono a colorirsi molto! ). Cuocete per circa 15 minuti.


Compagna inseparabile, la mia tazza di tè: un kukicha, dal gusto rotondo, morbido, rasserenante...dalla semplicità e dal rigore quasi monacale!

Il kukicha è un tè verde di produzione giapponese, un tè composto da rametti: in quanto tale, possiede un tenore di caffeina, praticamente inesistente!




Il sapore è ben lontano dagli erbacei bancha, dagli iodati sencha ,o dal Gyokuro...diversissimo è poi da quello dei tè neri, dagli indiani così come da quelli cinesi!
Soave, simile a quello delle castagne, con un retrogusto lievemente terroso: è complemento ideale di cibi semplici, naturali, sia dolci che salati.....
Ma è, per me, anche il tè da regalarmi nei momenti di stanchezza: quello della distensione e della riflessione lucida e pacata....del raccoglimento e della lettura!
Mi sono regalata un attimo luminoso, con questo tè e con questi biscotti...
Vi dono la ricetta, con l'augurio che possiate anche voi ritagliarvi un momento così.... un momento di pura serenità!




martedì 22 dicembre 2009

Pasta Giovane Italia....rivisitata!


In anteprima, alcuni dei saporiti ingredienti...




Piano piano, abbiamo detto....un passo alla volta....
E ricomincio in punta di piedi, come promesso, con una ricetta timida e semplicissima....

E quale, se non una rivisitazione di una mia ricetta passata?

Mi sto riferendo a questa , che così spesso , in casa mia , fa spuntare il sorriso, anche dopo una giornata faticosa!



Pasta "Alla Giovane Italia"....rivisitata!

Ingredienti:

Tagliatelle verdi profumate al basilico
venti pomodorini ben sodi
una decina di foglie di basilico freschissimo
una manciata di pinoli
abbondante ricotta stagionata
qualche cucchiaio di olio EVO
uno spicchio d'aglio
mezzo dado vegetale
un cucchiaio di zucchero
sale all'occorrenza /pepe di macina q.b.

In breve , il gioco è fatto.

Le tagliatelle verdi agli spinaci, profumate al basilico, le potrete trovare, se avete fretta, a casa di un amico....




Altrimenti, se avete tempo e vi va di pasticciare, ma anche di inebriarvi di sentori freschi e mediterranei, potrete farvele per conto vostro, aggiungendo alle normali tagliatelle verdi, che io personalmente faccio secondo queste dosi ,qualche goccia di olio profumato al basilico...

Tostate una manciata di pinoli in un padellino, per esaltarne croccantezza ed aroma....
Grattugiate ben fine della ricotta stagionata ( se lo gradite, potrete mescolarla anche a poco parmigiano!... )

Tagliate a metà una ventina di pomodorini ben sodi, cospargeteli con un bel pizzico di sale fino e lasciateli per venti minuti circa in uno scolapasta, ad insaporirsi e a perdere l'eccesso di acqua e di acidi....

Mentre l'acqua bolle, scaldate appena qualche cucchiaio di olio EVO in una padella profonda, poi aggiungete i pomodorini , lo spicchio d'aglio schiacciato con l'apposito attrezzino ( il che lo renderà molto più digeribile, oltre a spremerne i preziosi oli essenziali ) , le foglie di basilico, abbiamo detto più o meno una decina, intere... il mezzo dado sbriciolato ed un generoso cucchiaio di zucchero.... fate saltare il tutto velocemente, aggiungete le tagliatelle cotte al dente, qualche cucchiaio di ricotta grattugiata ( ne metterete una ciotolina in tavola, affinchè ognuno si serva come vuole ), un'aggiustata di sale ed una generosa macinata di pepe.

Una pasta decisamente patriottica, nei colori e nei profumi....Buon appetito!



....Aaaaaah.....la marmorea ricotta....che bontà! Per me, un'autentica passione.....