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martedì 2 febbraio 2010

Bocconcini di Brisée, mela renetta e marmellata di mirtilli rossi




Un'altra chicca, sempre dallo splendido libriccino di cui ho parlato qui ( grazie ancora Onde! )...

Caldi o appena tepidi, ben riempiti di frutta sugosa ,o tali che la croccante, friabile brisée la faccia da padrona....questi bocconcini sono sempre squisiti, perfetti per accogliere amici imprevisti, per la merenda sfiziosa dei bambini, per chiudere un pasto semplice ma raffinato, per chiacchierare con le amiche del più e del meno, davanti ad una tazza fumante....

Si tratta soltanto di avere l'accortezza di avere sempre in casa....

1 rotolo di brisée già pronta
1 grossa mela renetta
marmellata di frutti di bosco
burro
zucchero di canna
zucchero a velo

Con una brisée a cerchio, ad esempio, si possono fare più o meno otto spicchi, quindi otto bocconcini.
La mela , vedrete, non servirà neanche tutta....
Le marmellate da preferire sono senz'altro quella di lamponi o quella di ribes: io ho utilizzato però questa qui, di mirtilli rossi, che è a bassissimo tenore di zucchero, e che nella mia dispenza non manca mai, anche per la preparazione delle mie ( ormai ) famose pallette simil-Ikea!

Lo zucchero deve essere di canna per profumare ancor di più e per dare una dolcezza più naturale,meno stucchevole...Perfetti la Panela, il Mascobado, assai profumati, dai sentori di miele e tabacco....

Ebbene, non farete altro....

...Che accendere il forno a 200°....
...Che tagliare in spicchi, o quadrotti la brisée.....
...Che porre al centro di ogni porzione di pasta un cucchiaino di zucchero di canna, un piccolo spicchio di mela, un cucchiaio raso di marmellata...( ho diviso la mela in otto spicchi, tanti quanto gli spicchi di brisée, e poi ogni spicchio ancora in due, di modo che ho utilizzato in pratica mezza mela su una brisée sottile rotonda! )....
...Che richiudere il tutto con grande attenzione, bagnando eventualmente con le dita inumidite i lembi di pasta affinchè combacino bene e si sigillino perfettamente....
...Che cospargere abbondantemente con burro fuso il tutto.....
....Che infornare per una ventina di minuti....
...Che socchiudere gli occhi, all'assaggio, rapiti da tanta bontà!

Servirete i bocconcini caldi o tepidi, spolverati di zucchero a velo, meglio se vanigliato.
Aggiungerete a fianco, se lo gradite, un cucchiaio della stessa confettura del ripieno: il contrasto tra il caldo del bocconcino e la freschezza di quest'ultima porterà un tocco delicato!



Vorrete abbinare un tè? Di primo acchito verrebbe da pensare ad un tè ai frutti di bosco....Ma in questo modo si può correre il pericolo di servire una colazione o un Five'O Clock un po' monotematici: peggio ancora, di coprire la delicatezza del ripieno dei bocconcini col profumo ,di certo accattivante, ma a volte anche molto potente, degli aromatizzati....
Io abbinerei, quindi, un nero africano, come un Marynin, dal gusto pieno, corposo, e dalla lieve affumicatura....


venerdì 22 gennaio 2010

Anellini integrali all'olio e miele....


Ancora biscotti?!? ...direte voi....

Che dire a mia discolpa? Se non che la voglia di infarinarmi, di infornare, di strizzare il Sac à Poche è pericolosamente aumentata, in questi giorni....complice il freddo intenso, fare i biscotti è diventato anche un pretesto per riscaldarsi impastando, o per godersi il calore del forno, in cucina!

Questa ricetta è frutto della lettura di un bel libriccino...
Un bel libriccino dalla copertina scarlatta, pieno zeppo di idee dolci per l'ora del tè, che la mia cara amica Onde mi ha spedito per il mio compleanno...grazie mille, Ondina!

Credo che attingerò a piene mani a questo piccolo scrigno colmo di veri tesori: la prima gemma che ho scovato è stata questa ricetta, gustosa ma davvero leggera e salutare. Nessun grasso, se non quello dell'olio extravergine...La farina? Quella integrale...E a dolcificare? Soltanto qualche cucchiaio di miele, che ho scelto nella varietà millefiori, dato che non volevo sovrastare, con la potenza del castagno o le note amarognole del cardo, la rustica semplicità della farina integrale.

Ho gustato questi biscotti in giardino, seduta sui gradini di casa, complice un sole dolce, assonnato, che faceva capolino da dietro le nuvole....Un anziano, malandato ( eppure arzillo! ) lavorante si è unito allo spuntino!



BISCOTTI ALL'OLIO EXTRAVERGINE E MIELE ( da "Biscotti e Dolcetti", Maria Pacini Fazzi Editore in Lucca"

200 g di farina integrale
1 uovo
3 cucchiai di miele
8 cucchiai di olio EVO
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di lievito in polvere
burro e farina per la teglia ( o carta forno! )

Lavorate insieme il miele e l'uovo: setacciate la farina col lievito e con la vanillina, unite quindi al composto di miele ed uovo, ed aggiungete anche l'olio a cucchiaiate....Io mi sono aiutata col robot, che ha lavorato in maniera impeccabile!
Otterrete un composto liscio, morbidissimo: prendetelo col cucchiaio, o utilizzate un Sac à Poche, per distribuirlo sulla placca. Il forno dovrà essere a 200° ( ma anche qualcosa in meno se si tratta di forno ventilato...tendono a colorirsi molto! ). Cuocete per circa 15 minuti.


Compagna inseparabile, la mia tazza di tè: un kukicha, dal gusto rotondo, morbido, rasserenante...dalla semplicità e dal rigore quasi monacale!

Il kukicha è un tè verde di produzione giapponese, un tè composto da rametti: in quanto tale, possiede un tenore di caffeina, praticamente inesistente!




Il sapore è ben lontano dagli erbacei bancha, dagli iodati sencha ,o dal Gyokuro...diversissimo è poi da quello dei tè neri, dagli indiani così come da quelli cinesi!
Soave, simile a quello delle castagne, con un retrogusto lievemente terroso: è complemento ideale di cibi semplici, naturali, sia dolci che salati.....
Ma è, per me, anche il tè da regalarmi nei momenti di stanchezza: quello della distensione e della riflessione lucida e pacata....del raccoglimento e della lettura!
Mi sono regalata un attimo luminoso, con questo tè e con questi biscotti...
Vi dono la ricetta, con l'augurio che possiate anche voi ritagliarvi un momento così.... un momento di pura serenità!




mercoledì 20 gennaio 2010

Biscotti morbidi ai datteri



A volte capita...
Capita che si abbia voglia di qualcosa di etereo, di croccante e delicato....
E poi capita che ci assalga , subito dopo, il desiderio di qualcosa di soffice e di dolcissimo, di un dolce intensamente profumato, dalla consistenza fondente e burrosa.....
Un biscotto, questo ai datteri, che niente ha a che vedere con questi , pur deliziosi...l'ho sfornato praticamente il giorno successivo, in preda ad una viscerale voglia di dolcezza!

Eburnei quelli, deliziosamente bruniti questi....friabilissimi quelli, voluttuosamente teneri questi, tanto che i denti affondano subito, senza incontrare alcuna resistenza...

Ne ho scovata la ricetta, al solito, nel Libro d'Oro.....volevo qualche cosa che accompagnasse degnamente ( senza smania di protagonismo, ma senza farsi mettere i piedi in testa...! ) un tè alla marocchina....un fragrante, zuccheratissimo Gunpowder impreziosito da un bel ciuffo di menta nana essiccata, ricordo dell'estate del mio giardino .

Si conservano molto al lungo in scatole di latta.

BISCOTTI MORBIDI AI DATTERI ( DA IL LIBRO D'ORO DEI BISCOTTI )

125 g di burro ( ho utilizzato quello a basso tenore di colesterolo )
50 g di zucchero
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
60 g di datteri già snocciolati, e tritati finemente
125 g di farina bianca

Riscaldate il forno a 190°.
Con una frusta elettrica ad alta velocità lavorate il burro con lo zucchero e la vaniglia, sino ad ottenere una crema...Unite poi i datteri e la farina.
Aiutandovi con un cucchiaino inumidito ( io ho inumidito anche le dita ) distribuite i biscotti sulla piastra resa antiaderente da burro o carta forno, distanziandoli bene, ed appiattendoli leggermente.
Fateli cuocere per circa 15-20 minuti ( nota per chi ha il forno ventilato: diminuite leggermente sia la temperatura sia i tempi di cottura! )
Fate raffreddare i biscotti prima sulla placca, poi su una griglia.




domenica 17 gennaio 2010

Biscotti di Luna: frolle al riso e olio di oliva!





" Luna ti ho visto

ieri notte

nuotare nella mia tazza.


Eri tu

tonda lente di latte

nel mio tè Keemun

.... ti ho riconosciuta! "



Un tè scurissimo, raro, vellutato...
Un Keemun Supérieur....
Ma non uno di quei Keemun dalle note profonde e burrose, dai sentori sensuali di affumicatura...Non uno di quelli che si sposano per la loro natura alle frolle più tradizionali, agli Shortbread dal sapore così pieno, ricco, fondente....

Un Keemun, questo, dalla trama sottile, dalla foglia piccolissima, setosa e delicata.... dal respiro ampio come una grande notte, in cui scie di profumi fugaci si avvicendano.

Si tratta di un Keemun Thousand Bud ( Qi Men Hong Hao Ya ), ricco di tips argentati....




Ho scelto, ad accompagnarlo, dei biscotti semplici, dal gusto sottile al primo assaggio, ma anche pieno ed aromatico, ad una degustazione più lenta, più attenta....

La ricetta è tratta dall'onnipresente ,e salvifico, Libro d'Oro dei Biscotti, in cui è raccolta sotto la dicitura "Biscotti di Riso"...

Io invece li ho ribattezzati "Biscotti di luna", per il pallore sfumato di avorio, e per l'incantevole delicatezza....


...dolce allunaggio....


BISCOTTI DI LUNA...

250 g di farina di riso
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
70 g di zucchero
quattro ( ma meglio cinque ) cucchiai di olio EVO
acqua q.b.


Scegliete un olio non troppo piccante, non troppo aromatico....un olio fruttato, mandorlato, sarà perfetto.

Mescolate, setacciandoli, farina, lievito, bicarbonato e sale in una ciotola capiente. Unite quindi lo zucchero, l'olio e tanta acqua ( dagli 80 ai 150 g circa ) che serva ad ottenere una pasta molto sostenuta, quasi dura....
Intanto riscaldate il forno ad una temperatura di 180° ( 170° se ventilato ). Con le mani leggermente inumidite create con la pasta delle palline ( dovranno venirne una ventina circa ...), grandi quanto una noce. Ponetele ben distanziate su una placca imburrata o rivestita di carta forno, ed appiattitele leggermente con le dita.

Infornate a forno ben caldo, e cuocete per venti , venticinque minuti circa: all'occorrenza , se noterete che i biscotti s'indorano troppo, coprite con un foglio di alluminio.






P.S. Con questa ricetta vorrei partecipare alla raccolta "In Forma con Gusto", di cui vedete a lato il bannerino, indetta da Gaijna


giovedì 14 gennaio 2010

Biscotti allo sciroppo d'acero e noci....


Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

( Emily Dickinson )

Bere in una tazza che risale al 1830 è sempre un'emozione fantastica....

Un barlume di poesia, un tuffo nell'infinito che mi regalo da quando ho la fortuna di possedere questa bella tazza in porcellana inglese...
Le ho dato il nome -Emily-, dalla poetessa i cui grandi, tristi occhi scuri hanno visto la luce proprio in quell'anno....

A completare la magia, delle frolle burrose e friabili profumate di noci e caffè: Il Libro d'Oro dei Biscotti me ne ha sussurrato la ricetta in un orecchio!
E pensare che quando l'ho comprato, irrimediabilmente conquistata dalla copertina lucida, dalle bordure dorate e dalle grandissime, ammiccanti, sognanti illustrazioni, non avrei mai creduto di fare un acquisto così proficuo!

E invece persino mio marito, da sempre amante della frolla più tradizionale e meno audace, quella col burro buono, con la scorzetta di limone grattugiata, nessun orpello, nessun fronzolo aggiunto...ha capitolato più e più volte di fronte a tante bontà!

Biscotti allo sciroppo d'acero e noci...

125 g di burro
100 g di zucchero
2 cucchiaini di zucchero di canna chiaro ( io ho usato il panela )
2 cucchiaini di sciroppo d'acero
200 g di farina bianca
1 cucchiaino di caffè liofilizzato
60 g di noci tritate finemente
sale


Lavorate i due tipi di zucchero e lo sciroppo d'acero con il burro, sino ad ottenere una crema. Unite poi la farina, il caffè liofilizzato, le noci tritate finemente e poco sale. La pasta sarà dapprima granulosa, se la lavorerete con la frusta....Continuate quindi a mano, e si trasformerà in una pasta morbida. A questo punto spianatela leggermente col mattarello, mettetela tra due fogli di carta forno, o di alluminio o di plastica per alimenti, e mettetela a riposare in frigo, su un piatto, per una mezz'oretta.

Tiratela fuori e terminate di stenderla, su un ripiano ben infarinato, ad un'altezza di 3mm circa. Ponete i biscotti su una placca foderata di carta forno, ad una distanza di uno, due centimetri, ed infornate in forno be caldo a 190° (180° se ventilato ) per 8-10 minuti circa, o comunque sino a che non saranno appena dorati.



( Immagine tratta da questo sito )


martedì 29 dicembre 2009

Tè Nuwara e ...COCCO-le!




Sì sì, proprio nel senso di ....cocco! Questi dolcetti teneri e piccolissimi , che spariscono nel palmo di una mano , ma che hanno il potere di trascinare in un sol morso verso paradisi tropicali, mi sono stati insegnati dalla simpatica Silvia dell'agriturismo Pianizzoli, in cui ho trascorso il Natale...

Le ho ribattezzate Coccole, ed ho trascritto nel mio librone verde la semplicissima ricetta di appena tre righe a caratteri cubitali, tanto l'ho trovata facile, immediata... geniale!

Comunque, se mi conoscete anche solo un pochino, saprete già che non potevo resistere a progettare qualche tocco personale, seppur minimo....

E che non avrei indugiato nell' accostare a queste bontà mignon un tè speciale: un tè aromatizzato al cocco... dal cuore morbido, caldo ed assolato come una spiaggia esotica .... ma che ci sfiorasse anche con la carezza esperidata dell'inverno e del Natale, con un effetto assai particolare....

Preparazione del TE' AL COCCO E AGLI AGRUMI ( ricetta tratta da " Il Grande Libro del Tè", ed De Agostini )

1 litro di acqua ( meglio se filtrata o oligominerale )
6 cucchiaini di tè OP ( Orange Pekoe - vedi nota*)
3 cucchiaini di cocco secco a fettine, o qualche fettina sottile di cocco fresco, a piacere
1 arancia bio tagliata a fettine
1 limone bio tagliato a fettine
zucchero

Riscaldate bene una grande teiera, e intanto mettete a bollire l'acqua. Quando l'acqua bollirà, spegnetela ed aspettate qualche secondo: non è bene utilizzare l'acqua troppo "vecchia", dice il Maestro del tè Lu Yu nel suo Canone, così come, del resto, acqua troppo fredda, l'acqua "bambina"...la temperatura perfetta per i neri è leggermente inferiore ai 100 gradi! ...
Utilizzate questo brevissimo lasso di tempo per mettere sul fondo della teiera le fettine di agrumi e di cocco.
Nel caso utilizziate, come ho fatto io, il cocco secco in polvere ( nella foto non si vede, è rimasto sotto gli agrumi... ), abbiate cura di filtrare il tutto!
Servite dopo quattro, cinque minuti, accompagnando con zucchero, che ognuno metterà a piacere.
Io metto in tavola sempre diversi tipi di dolcificante: Panela, Mascobado, miele, zollette di zucchero raffinato, Rapadura...per questo tè credo che sia perfetto, oltre al semplice semolato, lo zucchero candito: renderà "liscio" il vostro tè, domàndone i tannini e donandogli una dolcezza vellutata e discreta, oltre che una limpidezza cristallina....


rotondità.....


...." Nel limone divisero
i coltelli
una piccola
cattedrale,
l'abside nascosta
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura..." ( P.Neruda )


MINI-COCCOLE

Niente di più semplice... Il segreto sta soltanto nei tempi di cottura, che devono essere brevissimi, e nella temperatura del forno, abbastanza bassa da cuocere ed asciugare i dolcetti senza brunirli....dovranno rimanere teneri, quasi "fondenti"!

per ogni uovo intero
100 g di farina di cocco
100 g di zucchero semolato ( ma anche un po' di meno.... )

Per le dosi vi regolerete in base agli invitati o alla...gola! Comunque ricordate che questi dolcetti si conservano benissimo anche in frigo, chiusi in un contenitore ermetico, per quindici giorni almeno...basta toglierli da freddo prima di consumarli...Hop-là!

Montate bene con una frusta zucchero ed uova....quindi, dopo che il composto sarà spumoso, unite poco a poco la farina di cocco: è probabile che il composto si assodi molto...se le fruste cominciassero a lavorare male, passate al cucchiaio di legno.
Riscaldate il forno a 160 gradi ( ma anche a 150°, se si tratta di un forno ventilato o di un forno particolarmente ...veemente! )
Mettere con l'aiuto di un cucchiaino l'impasto nei pirottini di carta forno, ed infornare sulla placca per 10/15 minuti ( anche qui, basta dare un'occhiata...non devono scurirsi! )




...Ma...dov'è il tocco personale? direte voi...
Ve lo dico ora, shhhh! avvicinate l' orecchio....

Ho messo nell'impasto anche una puntina di semi di vaniglia, per accentuare le note calde ed i profumi dell'impasto, per abbellire coi semini neri l'impasto chiarissimo, e per eliminare qualsiasi traccia di "uovo" potesse rovinare questa delicata preparazione...

Poi, per dare un tocco magico, potrei suggerire di aggiungere una piccolissima "zeste" candita su ogni dolcetto, anche per riprendere gli aromi del tè...oppure...fatemi pensare... anche una goccia di cioccolato, magari di cioccolato bianco! una soltanto, dolce corona di quelle testoline bionde!

* Importante! Con Orange Pekoe non si intende un tè aromatizzato all'arancia, bensì un semplice tè nero in foglia intera, anzi, in particolare, un tè che sia il risultato della raccolta delle ultime due foglie e del germoglio-tip centrale....in pratica, quindi, si tratta un tè nero in foglia di buona qualità! La denominazione deriva probabilmente dal nome dei reali olandesi, destinatari di questo pregiato raccolto.
Io ho utilizzato un Nuwara Elyia ( pronuncia Nurèlia ), un tè che adoro: si tratta di un tè di altura, prodotto in Sri Lanka ( Ceylon ), che cresce a più di 9000 metri di altezza sul livello del mare,"al di là delle nuvole ".... : ed è proprio questo il significato del suo nome! Il liquore splendidamente aranciato, tipico dei ceylon, il profumo intenso, i tannini sapidi e delicati, mai insistenti, la foglia elegantemente allungata...tutto queste caratteristiche hanno fatto del Nuwara Eliya, fin da subito, uno dei tè che preferisco.



Il pregiato, freschissimo Nuwara Eliya O.P., dal sapore schietto e vivace....


P.S. Con questa ricettina vorrei partecipare alla simpatica raccolta del blog "L'Agenda di Nico" !


lunedì 22 giugno 2009

Frittelle di Pasta Madre con burro, miele e lavanda, Tè alla violetta....


La pasticceria Gemmi è un vero paradiso: un angolo incantato scoperto per caso a Sarzana, il mese scorso....In occasione dell'Acoustic Guitar Meeting, manifestazione stupenda, in cui ho avuto occasione di fare il pieno di ottima musica , non ho mancato di scuriosare con mio marito per la città.... e per combinazione mi sono ritrovata in questo luogo fatato....



Silvano Gemmi nel 1943 rilevò "Il Loggiato", fondato in epoca napoleonica da pasticceri svizzeri, su quella che in antichità era la Via Francigena, e ne fece un vero e proprio gioiello di famiglia, e della sua città....Famosissima la sua "Spungata", una sfoglia azzima ripiena di canditi, mandorle e mele, friabilissima, profumata e leggera....ma anche i suoi buccellati, le cioccolate in tazza, e i meravigliosi cheescakes declinati nelle varianti più preziose, a cui, come vedete, non ho saputo restistere....



Ma oltre alla qualità altissima dei prodotti, è l'atmosfera elegante, gioiosa, brillante, quella che colpisce...il servizio impeccabile, la bellezza delle sale tutte diverse, alcune al chiuso, altre all'aperto...alcune luminose altre più soffuse....alcune che occhieggiano alla toscana, altre che paiono un angolo di Francia....E il tutto ad un prezzo davvero abbordabile, credetemi....




Ma al Gemmi si possono anche fare piccoli acquisti: ho acquistato un tè alla Violetta, della Compagnie du Kinkiliba....




Si tratta di un ceylon profumatissimo, ma , come è giusto che sia, più al naso che al palato. Ho pensato bene di accompagnarlo con qualcosa di altrettanto fiorito, e che chiudesse il cerchio di un sogno colorato di violetto..... il mio colore preferito!



Frittelle di Pasta Madre con burro, miele, fiori di Lavanda....

Quando rinfrescate la vostra Pasta Madre, quante volte non sapete come utilizzare quei pochi etti che magari sono di troppo....alle amiche l'avete già regalata....una piccola scorta nel freezer c'è già...non avete tempo e voglia di impastare e di aspettare lunghe, lentissime lievitazioni....

FrancescaV, che di Lievito Madre se ne intende, eccome! in questo post ci insegna che è facile e possibile preparare in tempi record delle ottime frittelle, da spalmare di burro, marmellata....da aprire e farcire con morbide creme...
Dolci quanto basta, croccantissime fuori e tenere all'interno, mantengono il retrogusto lievemente acido della pasta madre, che le rende assai interessanti e versatili, oltre che molto molto appetitose!
Rispetto alla ricetta che ho citato, però, ho utilizzato due cucchiai di zucchero e, anzichè il bicarbonato, che non avevo in casa, questo lievito, di cui ho sempre una generosa scorta nello stipetto....

Ho completato con un tenero fiocco di burro di malga, da lasciar sciogliere dolcemente sulla frittella ancora calda, con poco miele millefiori e con qualche fiore fresco di lavanda....delizioso!
Grazie mille, dunque, Francesca, per averci proposto questa ricetta!