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giovedì 25 giugno 2009

Gelato alla banana...




Cosa succede se, alzando il tovagliolo a quadri che copre il cestino della frutta, scopri tre banane ormai troppo mature, che ti guardano con rancore, che ti dicono :" Ma non impari mai? Ma che ci compri a fare, a noi banane, in confezioni da dieci, se poi, dopo un frullato ed una macedonia, ci abbandoni così?"
Questo almeno è quanto ho letto io, in preda ai sensi di colpa per non saper calcolare quasi mai la quantità di frutta da comprare, su quei visetti lunghi lunghi, punteggiati di marrone....

Ma non mi piace veder soffrire nessuno, mi conoscete, che siano uomini ,o animali ,o piante, o povere banane abbandonate....
Quindi , commossa, ho spremuto le meningi : non troppo, a dir la verità....male male ne avrei fatto una maschera di bellezza a buon mercato!
Ma i desideri della gola hanno avuto la meglio su quelli del viso: macchè maschera e maschera! Facciamoci un bel gelato...e la bellezza verrà da sè!

Mi scuso per le foto, che non sono proprio come avrei voluto....ma qui in casa mia sta succedendo il finimondo, in questi giorni!....e con Dacia in preda ad una crisi di diarrea che sto curando, come sapete, da più di una settimana ( ormai vi faccio il bollettino di tutti i suoi malanni! ), con Totti in piena crisi d'identità ( ha realizzato per la prima volta di non essere l'unico cane sulla faccia della terra ! ) e Tilly che ha perso il suo giocattolo adorato, il topino Caccamo (...che c'entri qualcosa con la diarrea di Dacia? ;-P) , mi capite :mettere in posa il gelato era l'ultima delle mie preoccupazioni, e ho preferito papparmelo in santa pace, in uno dei rari momenti di bonaccia....

GELATO ALLA BANANA (ricetta tratta dal libretto di istruzioni della gelatiera Gelatissima Krups)

500 ml di latte
4 tuorli d'uovo
1 cucchiaio ( 8 granmmi ) di farina di granturco
100 g di zucchero
tre banane maturissime


Portate ad ebollizione il latte: sbattete i tuorli, lo zucchero e la farina in una ciotola , con la frusta, fino a quando non avrete un composto bianco. Unite a questo il latte caldo a filo, mescolando bene...Rimettete tutto sul fuoco e portate quasi ad ebollizione, senza lasciar bollire, però.
A questo punto sbucciate le banane e frullatele in purea: come sapete le banane tendono a scurirsi molto velocemente: e questo non è molto simpatico, sia per l'estetica del gelato che per la bontà e la qualità ( è sintomo di una ossidazione! ). Quindi per non farle annerire o metterete qualche goccia di succo di limone o, come faccio io, unirete la punta di un cucchiaino di acido ascorbico: è Vitamina C, si compra in farmacia ad un prezzo irrisorio, fa benissimo ed è un antiossidante favoloso anche, ad esempio, per il pesto alla genovese, quando lo si debba preparare, ma non lo si possa consumare subito. E' anche un ottimo additivo per il pane fatto in casa, e anche per i dolci ( tutto cum grano salis, chiaramente...) perchè li lascia più morbidi più a lungo!

Lasciate raffreddare fuori dal frigo, e poi mettete in frigo: utilizzate poi la vostra gelatiera a seconda delle istruzioni del costruttore.




giovedì 4 giugno 2009

Gelato al cocco...e triste storia di una gelatiera!



" Gling...glong.....fiiiiiiiiiiiiiiii.......( silenzio ....).....FIIIIIIIIIIIIIII.......

FIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!

FIUUUUUUUUUIIIIIIIIUUUUUUUIIIIIII!!!!!!!!!!

...che nella lingua della mia ormai pensionabile gelatiera vorrebbe dire " Ma quando ti deciderai a lasciarmi in pace? Non lo vedi che sto per tirare il calzino? Non senti che gemiti, che stridìi, che borbottìi? Forse avrei bisogno anche io, dopo tanto lavoro, di un'oasi di pace.... sì, l'oasi ecologica! "


Ma io non ce la faccio : è più forte di me! Come posso anche soltanto pensare di privarmi di lei, della mia ormai ingiallita gelatiera, dell'amato, adorato, venerato The Icecream Boy, anzi ...." Th...icec..eam...b...y ", come recita la scritta ormai consunta?

Presa di seconda, terza, quarta mano...non lo so neanche io...pagata quanto una colazione al bar, viveva nei miei sogni prima ancora che la incontrassi, triste e impolverata ( lei, non io...) sullo scaffale di un mercatino dell'usato ( ma va? )




La comprai con l'idea che, se anche fossi riuscita a farci tre volte il gelato, ne avrei già ripreso il costo....Pulita con amorevoli carezze di candeggina e gomma magica, era tornata quasi nuova...dico "quasi" perchè era come una vecchietta di novantacinque anni appena tornata da un soggiorno in beauty farm...non è che si possa fare più di tanto...

Ma l'anima...il cuore....quelli di una ragazzina di vent'anni! Grintosa , volenterosa, piena di energia!
E che piacere sottile, dopo anni trascorsi con la gelatiera non autorefrigerante, quello di poterla attaccare alla spina e di poter avere, mezz'ora dopo, senza ingombi nel freezer, il gelato fatto in casa, quello fresco, cremoso....Grom a casuccia mia, insomma!

Ma dopo due estati, il crollo...
A niente sono valse le cure speciali, lo "smonta-rimonta-ungi-sgrassa-allenta-stringi "...miei, di mio marito, del tecnico....

Fischi, sibili, singhiozzi....

Eppur si move! Continua imperterrita nel suo compito, incurante degli acciacchi....come Dorando Pietri duri alla mèta!

Io la chiudo da sola in una stanza, dalla confusione che fa....e aspetto, col cuore colmo di trepidazione....un orecchio alla porta per sentire se è sempre viva, se non abbia esalato l'ultimo, freddo respiro!

Ma poi, gelatierina mia....come faccio a privarmi di te?... con che coraggio, finchè mi vizi con tali cremose, vellutate, nivee meraviglie tropicali?

GELATO AL COCCO:

250 ml di latte intero ( io uso quello parzialmente scremato, aggiungendo mezzo cucchiaino di olio extravergine...)
150 g di zucchero
2 uova medie
450 g di panna da montare (non spaventatevi....ne viene tantissimo!)
60 g di cocco essiccato in scaglie
essenza di vaniglia

Mischiate il latte, le uova e lo zucchero in un pentolino a sponde alte....Mettetelo sul fuoco e, mescolando, fate addensare, senza però lasciar bollire il composto.
Lasciate raffreddare, quindi unite il cocco, la panna e l'essenza di vaniglia.
Mettete in frigo, se avete la gelatiera non autorefrigerante, altrimenti mettete pure nel cestello e procedete secondo le istruzioni.




Con questa ricetta vorrei partecipare alla bellissima iniziativa di Stefania di Buoni e Veloci, la raccolta "Al gelato non rinuncio mai!".





mercoledì 29 aprile 2009

Gelato cacio e pere....



Come vi avevo già svelato qui, l'accostamento cacio e pere risulta al mio palato particolarmente...convincente! Per questo ho voluto farne un gelato, complice la mia vecchia, cigolante ma sempre aitante ( almeno sino ad ora....) gelatiera Simac... ed un bel ricordo, quello della festa Volterra Anno Domini 1398 , a cui ho assistito due anni or sono....
Si tratta di una splendida rievocazione che vede protagonista questa bellissima cittadina toscana...( a proposito...in MammaDegliAlieni' Blog potrete ammirare qualche foto scattata dalla nostra amica! )
Per qualche giorno è come tornare indietro nel tempo...
Cambiano i colori... si fanno più morbidi e terrosi negli abiti rozzi dei contadini e dei mercanti, che affollano le viuzze gremite di gente....
Mutano i profumi: focaccine di farro, carne arrostita e, appunto, gelati artigianali, dai colori pastello e meravigliosamente "veri", visto che sono fatti con ingredienti totalmente naturali....tra i gusti più particolari che ho avuto il piacere di assaggiare, quello al Vino Rosso, quello ai Fichi e , appunto, l'insuperabile Cacio e Pere!...
Girellando è possibile imbattersi in giocolieri... uomini nerboruti che bollono acqua marina per ricavarne, con l'aiuto di una grossa padella e di una rozza paletta, il sale....oche e galline... il vecchio gioco del Maialino d'India ( che mi ha fruttato una bella e buona bottiglia di Morellino! )...artigiani del legno e del ferro battuto, scultori, fiorai, norcini....E poi lo spettacolo degli sbandieratori, sempre emozionante....
Mi ricordo che mi fermai incantata davanti alla maestria di un tarchiato signore, che rimestava il ravaggiolo nel pentolone, per poi scolarlo, caldo e morbido, nelle cestine foderate di felci e di erbe selvatiche...

Assolutamente bandite le borsine in plastica: si usano sporte di paglia, o stoffa, o sacchi robusti di carta, per gli acquisti...

Ma la cosa più simpatica è che, all'entrata, è possibile scambiare gli euro in "grossi", la moneta del luogo e dell'epoca, e con quella pagare qualsiasi cosa! Un grosso, la moneta in rame, corrisponde a cinquanta centesimi; cinque grossi a due euro e mezzo ( moneta argentata ), mentre il grosso dorato vale cinque euro...i bambini possono anche mascherarsi con vestiti semplici fatti con vecchi lenzuoli e stoffe colorate, ed impugnare spade di legno, maneggiare trottole: loro sono sempre i più entusiasti!

Il gelato pere e cacio quindi è giunto sulla nostra tavola ancor più gradito per il valore aggiunto di questo bel ricordo....
Forse qualche cosa è da aggiustare, ma il gusto era quello, e mi è piaciuto soprattutto il contrasto tra la cremosità scioglievole e vellutata del fondo ed i granellini di pera, che solleticavano piacevolmente il palato....
Le dosi sono per una gelatiera grande...

GELATO CACIO E PERE

2 uova freschissime
robiola 200 g
180 g di zucchero
250 ml di latte
150 ml di panna fresca
4 pere williams medie, molto sode
a piacere: un cucchiaino raso di fleur de sel ( rende assai più verosimile e stuzzicante il gusto, ma mantiene il gelato moltomorbido: solo per chi ama il gelato cremosissimo, servito in coppetta...)
e una fetta di caciottina molto dolce, da sbriciolare grossolanamente poco prima di servire il gelato, mescolandola allo stesso brevemente....un delirio di bontà!

Mescolare con le fruste zucchero ed uova, unire sempre frullando a media velocità la robiola , il latte, la panna ed eventualmente il sale...
Pulite le pere e frullatele: per non farle annerire utilizzate qualche goccia di limone o, come faccio io, anche una piccolissima punta di acido ascorbico.
L'acido ascorbico non è altro che vitamina C, e si acquista ad un prezzo irrisorio in farmacia, mantenendolo poi ben chiuso in frigorifero ( se dovesse presentare qualche piccolo pallino scuro, non preoccupatevi: non è compromessa nè la bontà nè l'efficienza del prodotto....)
E' un antiosidante: quindi lo uso a volte ed in quantità minime per non far annerire, ad esempio, il pesto, o i frullati di mela, banana, pera....è vitamina C quindi un uso moderato è consentito, se non incoraggiato. E' utile inoltre per migliorare la durata di biscotti e pane fatto in casa.

Torniamo al gelato: unite la purea al resto del composto.
Mettete nel cestello della gelatiera seguendo le istruzioni del costruttore....

( e mi raccomando...sempre acqua in bocca col contadino! :-P )

Con questa ricetta vorrei partecipare alla bella raccolta che ha per protagonisti sorbetti e gelati, e che troverete qui...



martedì 31 marzo 2009

Gelato al torrone e caffè


Eccolo , il colpevole....


Me l'hanno regalato a Natale....

Ero stata brava, tanto brava...e avevo resistito...L'avevo messo nell'angolo più nascosto della casa, infilato in uno scaffale tra scatole e libri, sperando di dimenticarmene....

Ma stamattina c'era ancora....

Nessuna fatina era passata la notte a rubarlo, per farne dolcetti....nessuno gnomo se l'era sgranocchiato...e non si era neanche volatilizzato...Stava lì, trionfante nella sua squadrata beltà, proprio dove l'avevo lasciato.... la carta patinata color avorio, la scritta che sapeva d'antico...che sembrava tracciata dalla mano di un anziano pasticcere, che l'avesse confezionato con amorevole cura...
Me lo sono immaginato, l'anziano pasticcere, con la sua testa canuta e gli occhi miopi chini su un pesante volume ,depositario di fantastiche ricette...l'ho visto con la mente, mentre stendeva l'impasto morbido e profumato di miele con mano esperta sul marmo del bancone...e per chi? MA PER ME, E' CHIARO!!!!
Come fare uno sgarbo all'attempato pasticcere, che tanto per me si era speso? E allo gnomo che aveva rinunciato a sgranocchiarlo?...e alla fatina che si era privata dei suoi dolcetti? Il senso di colpa mi ha sopraffatto.....E ho deciso di mangiarlo....


GELATO AL TORRONE E CAFFE':

500 ml di latte
4 tuorli
70 g di zucchero
un cucchiaio di farina di mais
2 cucchiai di panna da montare o da cucina
un cucchiaio di caffè liofilizzato
80 g di torrone

Sbriciolate il torrone a coltello, eventualmente aiutandovi anche con un batticarne....Dovrà risultare ben tritato: mettetelo da parte.




Montate con la frusta i tuorli con lo zucchero e la farina, sino ad ottenere un composto spumoso e chiaro.
Nel frattempo mettere a scaldare il latte e portatelo quasi al punto di ebollizione, ma senza farlo propriamente bollire. Unite metà del torrone sbriciolato...

Continuando a mescolare, versate il latte a filo nel composto di uova, farina e zucchero, rimettete poi il tutto sul fuoco. Di nuovo portate, mescolando in continuazione, il composto quasi a bollire...si addenserà!
Spegnete, ed unite la panna ed il caffè, miscelando bene il tutto...
Fate raffreddare prima a temperatura ambiente, poi in frigo...

Ponete nella gelatiera, ed azionate secondo le istruzioni...quando il gelato sarà quasi del tutto addensato, unite pian piano il resto del torrone tritato.

Potrete decorare, se volete, con granella di torrone o magari con qualche nocciola, che sarà ancor più buona se leggermente tostata!





martedì 17 marzo 2009

Gelato allo zafferano....



Ogni volta che aggiungo lo zafferano ai miei piatti, mi sento felice...è come compiere una piccola magia: metto un minuscolo pizzico di polvere o di pistilli nel mio risotto, nella Soupe de Poisson, in una crema......ed ecco che l'impercettibile gesto viene amplificato, e ingigantito... al lento movimento del mestolo, prima si allungano lingue vermiglie, e poi....poi il giallo si espande, prende campo, grida di sole e di luce, si innalza in volute di vapore profumato...!

E' già da un po' che immaginavo questo gelato....un gelato che brillasse della calda luce dei quadri di Van Gogh...un gelato dall'anima fiorita, che i delicati pistilli del Crocus Sativus tingessero di un giallo pastello, e profumassero di bella stagione....

Ho messo mano alla mia gelatiera ...ed eccolo qua!




GELATO ALLO ZAFFERANO


500 ml di latte intero
150 g di zucchero
3 uova intere
200 g di panna da montare
zafferano a piacere ( indicativamente tre bustine, o un cucchiaino scarso di pistilli....)


Fate bollire un dito di latte ( preso dai 500 ml ): spegnete la fiamma e scioglietevi lo zafferano con cura...
Nel frattempo sbattete molto bene con una frusta le uova con lo zucchero. Aggiungete poi, sempre mescolando con cura, il latte freddo, a cui avrete aggiunto anche quello in cui avete fatto sciogliere lo zafferano.
Mettete il composto in un pentolino e riscaldare a fuoco dolce, sempre mescolando, ma senza arrivare al bollore. Spegnete la fiamma, e fate raffreddare a temperatura ambiente. Unite quindi la panna, e ponete il tutto nel frigo.
Mettete poi in gelatiera, secondo le istruzioni del costruttore.



Con questa ricetta vorrei partecipare alla raccolta "Qualcosa di Giallo: Raccolta di Ricette Solari" del blog Gialla tra i Fornelli...Gialla ci ha chiesto di lasciare un'immagine della solarità: e io voglio citare a questo proposito un verso di Baudelaire, che coglie a mio parere il miracolo del sole, che porta con sè, ovunque giunga, vita e speranza....

" Quando, simile a un poeta, scende nelle città, nobilita le

cose più vili, e s'introduce da re senza rumore, senza paggi,

entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi..."





P.S. Con questa ricetta vorrei partecipare alla simpatica raccolta che ha per protagonisti Sorbetti e Gelati di "Blog di Cucina", e che potrete trovare qui....

lunedì 19 gennaio 2009

Gelato al Caramello al burro salato...ancora un po' di dolcezza!


Lo so, lo so...è inverno...fa freddo....il gelato è cosa da estate....Ma chi ha letto questo post sa che per me, ormai, è ormai iniziata la bella stagione! Per festeggiare, ho deciso di mettere ancora mano alla mia gelatiera, e di farla lavorare un altro po'. E poi....devo farvi una confessione....

E' stata tutta colpa sua....Io non volevo...cercavo di resistere....mi tappavo le orecchie con la cera, legata all'albero maestro della mia cucina, per non sentire quel canto di sirene....ma poi...come rimanere insensibili di fronte a tutto ciò ?
Un colpo basso alla mia forza di volontà è venuto, infine, dal libriccino ,all'apparenza innocuo, a cui ho già fatto cenno qui: esso si è rivelato, fin da subito, dotato di una potenza indiscussa: sfiancata dall' impari lotta,ebbene.... ho ceduto....ho miseramente capitolato!
Il libretto in questione si chiama "Dolci al Caramello", di Trish Deseine, corredato delle meravigliose ( ed eloquenti....) foto di Marie-Pierre Morel: il caramello è sviscerato, liquefatto, indurito, sbriciolato, sorbito e declinato in tutte le sue possibili varianti: tutte scenografiche, lussuosissime e ....sfacciatamente dolci!

Il Caramello al Burro Salato ( e lo scrivo maiuscolo, come il titolo di un film o di un libro, dato che ha rivoluzionato la mia percezione dell'idea di "dolce" ), mi ha totalmente conquistata alla sua causa....Dolcissimo, ma senza essere stucchevole, burroso, ma non untuoso, è un'armonia consolante di accodi perfettamente equilibrati.

E' per questo che l'ho amato da subito, nonostante la mia preferenza sia sempre andata a sapori più semplici, più smorzati...
L'avevo già assaggiato nei macarons: ma in questa veste era risultato alle mie papille eccessivamente dolce; era stata colpa, però, dell'insieme: i macarons sanno essere di una dolcezza spietata....molto dipende anche da chi li ha confezionati, e dal tipo scelto: consiglio infatti, a chi non ama questo tipo di sapori, di iniziare con la nota amarognola ed erbacea del macaron al tè Matcha, o, almeno , di provarne di diverse marche, se non di farseli in casa....

Il gelato al Caramello al Burro Salato , però, proprio perchè freddo, attenua l'eccessiva dolcezza: la nota salata fa il resto. L'insieme è davvero eccezionale, e riesce , con la sua cremosità, col suo colore discreto, col suo profumo di zucchero filato, a toccare le corde più intime dei ricordi infantili...Se volete anche voi provare questa piacevolissima regressione, potrete:

1) Seguire l'ottima ricetta di Kja ( che non ne sbaglia una....mi sembra carino , però, rimandarvi al suo post di Soffi di Sale per la ricetta, che è un adattamento riuscitissimo di una del foodblogger- scrittore David Lebovitz )

2) Seguire quella , altrettanto buona, che ho scovato sul magico libriccino, e che ora vi svelerò:
( le dosi sono molto abbondanti...)

Gelato al Caramello e Burro Salato

500 ml di panna fresca da montare
30 g di zucchero per la crema
5 tuorli
100 g di zucchero per il caramello
50 g di burro salato ( o 50 g di burro+un cucchiaino scarso di ottimo sale, come il Fleur de Sel de Guérande, o il sale di cervia, o quello rosa dellHimalaya, o quello di cipro.... )

Sbattete i tuorli con i 30 g di zucchero, con l'aiuto di una frusta: dovranno formare una spuma gonfia e bianca.
Scaldate 300 ml di panna sino quasi a farla bollire: versatela poi a filo sul composto di tuorli, mescolando continuamente. Rimettete tutto sul fuoco e cuocete, sempre mescolando, sino a che la crema non si addenserà: non fatela, però, bollire!
Togliete la casseruola dal fuoco e mettete a raffreddare, magari immergendola in una bacinella con acqua e ghiaccio: ogni tanto mescolate per far sì che non si formino grumi, e per accelerare il raffreddamento....
Intanto, in un'altra casseruola dal fondo spesso, fate il caramello: se ve la sentite, fatelo senza acqua, stando molto attenti a tenere il fuoco alla giusta temperatura, a mescolare bene e a mantenere il livello dello zucchero uguale in ogni punto della pentola, a non farlo bruciare....altrimenti, per facilitare l'operazione, potrete unire pochissima acqua.
Quando il caramello sarà bruno e ben sciolto, togliete dal fuoco ed unite subito, e mescolando bene , il burro ( e, eventualmente , il sale) e i 200 ml di panna rimasti; attenzione agli schizzi e....a non assaggiare: il caramello raggiunge temperature altissime! Se si formassero grumi, o il composto si solidificasse troppo, potrete rimettere sul fuoco dolce ad ammorbidire di nuovo.
Mescolate, quindi, con l'altro composto, ormai raffreddato, e fare riposare il tutto in frigo per diverse ore, prima di metterlo nella gelatiera: seguite, a quel punto, le istruzioni della gelatiera stessa.

Assaggiatelo e...la vostra anima bambina avrà un sussulto!

martedì 13 gennaio 2009

Le avventure di un gelato alla cannella....



Ieri, all'ora di pranzo, l'aria era tersa, il cielo azzurro, il sole tiepido: per cui, secondo la mia personalissima concezione delle stagioni, alla barba del calendario, e alla faccia di sciarpe, cappotti e papaline, ho deciso che l'inverno era finito: e che quello era il primo giorno di primavera.
Tutti gli anni è così.
Non so se ho troppa fantasia, o se mi manchi una rotella: arriva un giorno in cui sento che qualcosa, nell'aria è cambiato: potranno venire piogge, potrà accanirsi il freddo, potrà tornare il vento....embè? Sono gli ultimi strascichi della brutta stagione! Ormai....

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole. G .Pascoli, L'Aquilone

Inseguendo il mio personale aquilone, sono uscita fuori casa, a mangiarmi il gelato sulle scale....anzi....è stato lui, il gelato stesso, gnomo birbante, a trascinarmi fuori al sole....aveva voglia di farsi un giretto....

...sotto il nespolo....


...davanti all'albicocco...


...Ah....che bello stare al sole! ( ma non sarà un po' pericoloso?....)


...A trovare un amichetto a cui, in un orecchio, ha sussurrato tutti i suoi segreti....

Gelato alla cannella

500 ml di latte
150 g di zucchero
3 uova
200 g di panna da montare ( io ho usato quella vegetale )
1 cucchiaio da minestra di ottima cannella in polvere

Con una frusta mischiare bene le uova allo zucchero: aggiungete, quindi, il latte.
Mettete il composto in un tegame, e riscaldate, continuando a mescolare, fino a che non si sarà addensato: non fatelo, però, bollire.
A questo punto togliete dal fuoco e, aiutandovi con un colino, o con un setaccio da farina, mettete la cannella, mescolando bene. fate raffreddare il tutto : unite, quindi, la panna.
Ponete il composto in frigorifero per qualche ora: quindi usate la gelatiera a seconda delle istruzioni.

Come avrete capito, la vita del gelato è stata breve....ma intensa e avventurosa!

mercoledì 7 gennaio 2009

Sorbetto al mandarino " Under the Tuscan Sun " !


" Se fossi nata qui, sono certa che per me il profumo degli agrumi sarebbe indissolubilmente legato al Natale. Per le feste tutti i negozi di Assisi sono addobbati con rami di limoni. A contrasto con la pietra chiara, il fusto brilla, quasi emanasse luce propria, e il suo profumo impregna l'aria. In tutta Cortona, fuori dei negozi di alimentari, cesti pieni di clementini rallegrano le strade. I bar servono spremute di arance rosso sangue, le migliori. La prima sensazione-di gusto un po' asprigno, come di pompelmo- vira subito in una squisita dolcezza...."

(da Sotto il Sole della Toscana di Fraces Mayes)

Come ho già detto in occasione di questo post, amo guardare l'Italia con gli occhi degli stranieri che la amano, e che la vivono come uno stato mentale...Se poi a narrare quello che il cuore detta è la penna di Frances Mayes, e nella traduzione sapiente di Idolina Landolfi, il miracolo si compie. L'Italia si mostra in tutto il suo splendore di antica giovinetta: maestra di cultura e di vita, ogni giorno si svela in un'epifania di bellezza, di armonia, di gusto.

Mai film fu meno azzeccato e più lontano dal libro da cui ha preso spunto. Grazioso, ma pieno di luoghi comuni, di rigidi stereotipi, di personaggi ridotti quasi a maschere ( il complesso e delizioso personaggio del marito di Frances, Ed, non è che accennato alla fine! ), il film non rende assolutamente giustizia al libro. Comunque, le meravigliose musiche di Christophe Beck colmano ampiamente ogni possibile lacuna....

Sono rimasta da subito incantata da questo libro, e dal suo seguito: in un momento in cui anche io stavo lottando con una casa vecchia e malmessa, alle prese con fosse biologiche, concimazioni di piante agonizzanti, bomboloni del gas irriducibili, il sogno di Bramasole, la casa tanto amata da Frances e dal marito, rovinosa e bellissima, mi ha dato la forza per proseguire i lavori!
Certo: casa mia non è esattamente Bramasole....non si affaccia su un lago, non è immersa tra i ruderi inverditi di Cortona: non ho trovato affreschi, nel rifare l'intonaco e nel disfare i muri, ma solo tracce di vernici dai colori improbabili, e una macchinina di ferro: e poi tanti, tanti lavori sarebbero ancora da fare: ci vorrebbero soldi, forze, tempo....

Però.... io ,il mio percorso , dentro di me l'ho fatto comunque: ristrutturare una casa in rovina è come rinascere noi stessi, valorizzare tutto il bello, il buono, il saggio, il forte che giace, sepolto, dentro di noi....Piantare delle rose in un giardino disseccato, vederle fiorire l'anno dopo....è un'emozione che non si può descrivere!
Quindi, nella mia casetta "stortignaccola", ma adorata, brindo a Francis col suo solare e profumato sorbetto, che racchiude tutto il sole dell'Italia!

SORBETTO DI MANDARINO rivisto da me

Fate uno sciroppo con una tazza (240 ml circa ) di zucchero e una tazza di acqua: portate ad ebollizione e fare sobbollire per cinque minuti. Unite poi una tazza di acqua e una tazza e 1/4 di succo di mandarino spremuto e filtrato. Aggiungete inoltre un cucchiaio di succo di limone e, dopo averla ben lavata, la buccia di cinque o sei mandarini che si siano usati per il succo ( per Francis Mayes, dovrebbe essere la buccia di TUTTI i mandarini utilizzati per la spremuta, ma secondo me il risultato darebbe un'acidità troppo marcata! ) tritata finissima in un robot ;eliminate eventuali pellicine che non si fossero disfatte...
Mettete il tutto in frigo e lavoratelo poi in gelatiera secondo le istruzioni del vostro apparecchio.

Se volete potete servire insieme dei biscottini al cioccolato ( come consiglia Francis ), o ( come consiglio io ) alla vaniglia: il cioccolato infatti rende troppo forte l'insieme, mentra la vaniglia esalta il profumo del mandarino in maniera più discreta.

sabato 9 agosto 2008

Un'idea freschissima....



Questo succedeva qualche giorno fa...quindi ho sentito il bisogno di condividere con voi la mia ultima, piccola prodezza culinaria! Ormai io e la mia gelatiera siamo una cosa sola: come una strega con il suo calderone, improvviso nuovi accostamenti, pregustando in cuor mio invitanti, morbide, fresche creme che mi rincuoreranno nei lunghi pomeriggi estivi. La fantasia si scatena e riaffiorano alla mente lontani ricordi: come il gelato al pecorino e fichi o quello al vino Chianti, squisitamente artigianali, che ho assaggiato l'anno scorso a Volterra, in occasione della festa Anno Domini 1398... perchè non tentare? Ma non avendo gli ingredienti mi sono arrangiata con quello che avevo in casa, in particolare quattro belle fettone di melone che erano avanzate dalla cena. La mia piantina di basilico mi ha fatto l'occhiolino dal mobile di cucina...e se...?Ho ideato quindi questa ricettina freschissima, semplice a farsi più che a dirsi, adatta secondo me anche come fine pasto leggero e digestivo: le virtù del basilico, infatti, sono risapute, e ,come noterete, nella ricetta non c'è traccia di panna: il che non guasta, specie se di questi esperimenti si ha intenzione di farne parecchi!


Gelato al melone e basilico very refreshing!!
500 ml di latte
4 tuorli d'uovo
un cucchiaio di farina di granoturco ( c.ca 8 grammi )
100 grammi di zucchero
quattro belle fette di melone ben maturo ( slurp! )
un bel po' di foglie di basilico fresco

Sbattere i tuorli, lo zucchero e la farina in una ciotola, fino a che il composto non sarà spumoso. Nel frattempo mettere a bollire il latte.

Unire a filo il latte al composto, mescolando ben bene.
Rimettere tutto sul fuoco e, sempre mescolando, attendere che il tutto si addensi, ma senza farlo bollire.

Spegnere il fuoco e nel composto ancora caldo far " annegare " tre o quattro foglie di basilico.
Portare il composto a temperatura ambiente e togliere le foglie.

Intanto frullate in un robot le fette di melone: unitele al resto, insieme a quattro foglie di basilico che sminuzzerete delicatamente nel composto e che, non essendoci più calore forte, sprigioneranno tutto il loro profumo.

Mettete tutto in frigorifero alcune ore, meglio se per tutta la notte.
Procedete poi con le istruzioni della vostra gelatiera ( mi raccomando ancora, e questo vale per tutte le marche, almeno per quelle NON autorefrigeranti...l'apparecchio deve essere IN FUNZIONE quando vi viene versato il composto, altrimenti le pale si inceppano! )
Le rimanenti foglie servono per decorare.
Mangiate pure con ingordigia.
Buon appetito!

P.S. se non avete il melone, o se volete sbizzarrirvi, potete sostituirlo con due grosse pesche ben mature, o con tre piccole banane, aggiungendo magari a quest'ultima variante ( e qui la libidine tocca punte ignobili ) gocce di cioccolato fondente e nocciole sminuzzate...che ne dite?

mercoledì 6 agosto 2008

Che afa fa!



Complice il caldo torrido che non mi dà tregua, ho tirato fuori dal mobile della cucina la mia anziana gelatiera krups, che avevo mandato in pensione ormai da due o tre anni. Ma la voglia di farmi un gelato al tè matcha era troppo grande...Il solo pensiero del verde chiaro e freschissimo del mio gelato mi dava un po' di sollievo dall'arsura! Un po' con l'aiuto del vecchio libriccino di istruzioni allegato alla gelatiera, rimasto miracolosamente illeso,e un po' con l'aiuto della fantasia, ho compiuto il miracolo color della giada, che, come ogni vero miracolo, è durato assai poco: lo abbiamo "spolverato" in quattro e quattr'otto, e ho fatto appena in tempo a fare questa foto... Questa è la ricetta:


Gelato al tè matcha:

250 ml di latte intero ( 3,5 % di grassi )

100 grammi di zucchero

due uova medie

450 grammi di panna da montare al 30 % di grassi
essenza di vaniglia ( anzichè la vanillina, io preferisco usare la crema di vaniglia Sivanil, che ho comprato da Peter's Tea House...ne basta pochissima per sprigionare tutto il suo profumo così goloso e naturale, come naturali sono i semini neri con cui impreziosisce le nostre preparazioni! )

3 cucchiaini di tè matcha


Sbattete con una frusta le uova e lo zucchero in una ciotola. Nel frattempo riscaldate bene il latte:toglietene però due o tre cucchiai non appena comincerà ad essere tiepido, prima, insomma, che si scaldi troppo (il tè matcha non ama le alte temperature, che lo rendono amaro! ). Mettere questi due o tre cucchiai in una tazzina, a cui aggiungerete il matcha, mescolando bene fino al raggiungimento della densità di una crema verdissima.
Mescolando spesso, versate a filo il latte nel composto di uova e zucchero,poi mettete il tutto di nuovo in un pentolino, riscaldandolo fino a quando non comincerà ad addensarsi ( mi raccomando, continuate a mescolare...), ma senza farlo bollire.
Spegnete il fuoco e quando la preparazione sarà a temperatura ambiente, unire la panna, la vaniglia e la crema di matcha.
Mettere in frigo, meglio se per diverse ore. Versate poi nella vostra gelatiera seguendo le istruzioni d'uso ( comunque, meglio riempirla a poco a poco mentre è già in funzione, per evitare che le pale , per il troppo freddo, si blocchino ! )