A Firenze c'è ( o c'era? ) un piccolo locale nella zona del mercato di san Lorenzo: si chiama Lobster. L'ho scoperto per caso, un giorno d'estate :ciondolavamo affamati ed accaldati, alla ricerca di un posto dove mettere qualcosa sotto i denti, ma soprattutto dove sedersi e rinfrescarsi. Attirati dall'insegna che richiamava il mare e la frescura dei fondali, siamo entrati, e ci siamo subito rallegrati della scelta. Il locale era piccolo, ma molto ben arredato, in uno stile che mi ha ricordato i luoghi costieri della mia adorata Provenza. Persino il bagno era in tema: al posto della carta, per asciugarsi le mani facevano bella mostra di sè, in un tenero mobilino, decine di minisalviette color lavanda: mi sono sentita definitivamente conquistata.
Non sono più tornata in quel ristorantino, non so neanche se esista più; ma un ricordo tangibile e reale me lo sono portato a casa: la ricetta che ora vi girerò, che ho ricavato dall' assaggio di questo piatto. Mio marito mi prende sempre in giro . " Dai, su, fai l'analisi organolettica! " mi sprona, quando sono al primo boccone di una pietanza che non conosco: ma io impassibile, tiro fuori penna e taccuino dalla borsa ( ma in mancanza di questo va bene tutto: tovaglioli di carta, biglietti da visita, scontrini vecchi...) e butto giù impressioni e spunti, per poter poi ripetere a casa la magia di quel sapore, o l'alchimia di quel profumo. Mi è sempre piaciuto carpire i segreti dei ristoranti in cui ho mangiato andando in giro: mettere in bocca e mandar giù con un semplice " MMM, buono! ", non mi basta: perchè se vado al cuore di quel piatto, e ne colgo l'essenza e l'ingrediente speciale, potrò far rivivere quel momento felice e vacanziero tutte le volte che voglio!
Perciò, vi bisbiglio in un orecchio questa ricetta: la dedico a chi ama il mare, a chi ma le spezie, a chi ama la pasta e a chi ama le mele , insomma...a tutti voi!
Una mela stark grande
una cipolla rossa media
una trentina di gamberi scottati, di media grandezza
mezzo dado vegetale
cognac
curry
olio, burro
sale, pepe di macina
tagliatelline fini
Le dosi sono per due/tre persone: potrete aumentarle in proporzione.
In una padella capiente mettete un cucchiaio di olio EVO e la cipolla, che farete subito stufare aggiungendo qualche cucchiaio di acqua. Quando sarà tenera, aggiungerete la mela tagliata a dadolini piccolini , ed il mezzo dado. L'acidità della cipolla e del liquore faranno sì che la mela non scurisca.
Intanto prendete i gamberi, togliete la testa, il carapace, il filo sulla schiena con uno stecchino e lasciate solo le codine. Quando la mela sarà quasi cotta ( cercate se possibile di non farla disfare troppo ) aggiungete i gamberi, un pizzichino di sale e sfumate con uno spruzzo di cognac, alzando il fuoco per farlo evaporare subito. Fate insaporire per qualche istante: quindi aggiungete un cucchiaino di curry, facendolo ben sciogliere nel fondo di cottura. Spegnete il fuoco e mettete a disfare dolcemente nel composto due noci di burro. Scolate al dente le tagliatelle e mantecatele nel sugo: impiattate subito e cospargete con un po' di pepe di macina. Sentirete che profumo!

Non sono più tornata in quel ristorantino, non so neanche se esista più; ma un ricordo tangibile e reale me lo sono portato a casa: la ricetta che ora vi girerò, che ho ricavato dall' assaggio di questo piatto. Mio marito mi prende sempre in giro . " Dai, su, fai l'analisi organolettica! " mi sprona, quando sono al primo boccone di una pietanza che non conosco: ma io impassibile, tiro fuori penna e taccuino dalla borsa ( ma in mancanza di questo va bene tutto: tovaglioli di carta, biglietti da visita, scontrini vecchi...) e butto giù impressioni e spunti, per poter poi ripetere a casa la magia di quel sapore, o l'alchimia di quel profumo. Mi è sempre piaciuto carpire i segreti dei ristoranti in cui ho mangiato andando in giro: mettere in bocca e mandar giù con un semplice " MMM, buono! ", non mi basta: perchè se vado al cuore di quel piatto, e ne colgo l'essenza e l'ingrediente speciale, potrò far rivivere quel momento felice e vacanziero tutte le volte che voglio!
Perciò, vi bisbiglio in un orecchio questa ricetta: la dedico a chi ama il mare, a chi ma le spezie, a chi ama la pasta e a chi ama le mele , insomma...a tutti voi!
Una mela stark grande
una cipolla rossa media
una trentina di gamberi scottati, di media grandezza
mezzo dado vegetale
cognac
curry
olio, burro
sale, pepe di macina
tagliatelline fini
Le dosi sono per due/tre persone: potrete aumentarle in proporzione.
In una padella capiente mettete un cucchiaio di olio EVO e la cipolla, che farete subito stufare aggiungendo qualche cucchiaio di acqua. Quando sarà tenera, aggiungerete la mela tagliata a dadolini piccolini , ed il mezzo dado. L'acidità della cipolla e del liquore faranno sì che la mela non scurisca.
Intanto prendete i gamberi, togliete la testa, il carapace, il filo sulla schiena con uno stecchino e lasciate solo le codine. Quando la mela sarà quasi cotta ( cercate se possibile di non farla disfare troppo ) aggiungete i gamberi, un pizzichino di sale e sfumate con uno spruzzo di cognac, alzando il fuoco per farlo evaporare subito. Fate insaporire per qualche istante: quindi aggiungete un cucchiaino di curry, facendolo ben sciogliere nel fondo di cottura. Spegnete il fuoco e mettete a disfare dolcemente nel composto due noci di burro. Scolate al dente le tagliatelle e mantecatele nel sugo: impiattate subito e cospargete con un po' di pepe di macina. Sentirete che profumo!



