martedì 17 marzo 2009

Gelato allo zafferano....



Ogni volta che aggiungo lo zafferano ai miei piatti, mi sento felice...è come compiere una piccola magia: metto un minuscolo pizzico di polvere o di pistilli nel mio risotto, nella Soupe de Poisson, in una crema......ed ecco che l'impercettibile gesto viene amplificato, e ingigantito... al lento movimento del mestolo, prima si allungano lingue vermiglie, e poi....poi il giallo si espande, prende campo, grida di sole e di luce, si innalza in volute di vapore profumato...!

E' già da un po' che immaginavo questo gelato....un gelato che brillasse della calda luce dei quadri di Van Gogh...un gelato dall'anima fiorita, che i delicati pistilli del Crocus Sativus tingessero di un giallo pastello, e profumassero di bella stagione....

Ho messo mano alla mia gelatiera ...ed eccolo qua!




GELATO ALLO ZAFFERANO


500 ml di latte intero
150 g di zucchero
3 uova intere
200 g di panna da montare
zafferano a piacere ( indicativamente tre bustine, o un cucchiaino scarso di pistilli....)


Fate bollire un dito di latte ( preso dai 500 ml ): spegnete la fiamma e scioglietevi lo zafferano con cura...
Nel frattempo sbattete molto bene con una frusta le uova con lo zucchero. Aggiungete poi, sempre mescolando con cura, il latte freddo, a cui avrete aggiunto anche quello in cui avete fatto sciogliere lo zafferano.
Mettete il composto in un pentolino e riscaldare a fuoco dolce, sempre mescolando, ma senza arrivare al bollore. Spegnete la fiamma, e fate raffreddare a temperatura ambiente. Unite quindi la panna, e ponete il tutto nel frigo.
Mettete poi in gelatiera, secondo le istruzioni del costruttore.



Con questa ricetta vorrei partecipare alla raccolta "Qualcosa di Giallo: Raccolta di Ricette Solari" del blog Gialla tra i Fornelli...Gialla ci ha chiesto di lasciare un'immagine della solarità: e io voglio citare a questo proposito un verso di Baudelaire, che coglie a mio parere il miracolo del sole, che porta con sè, ovunque giunga, vita e speranza....

" Quando, simile a un poeta, scende nelle città, nobilita le

cose più vili, e s'introduce da re senza rumore, senza paggi,

entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi..."





P.S. Con questa ricetta vorrei partecipare alla simpatica raccolta che ha per protagonisti Sorbetti e Gelati di "Blog di Cucina", e che potrete trovare qui....

venerdì 13 marzo 2009

Prugne, cioccolato, gelatina al gelsomino...la coppa Turandot!




Questo dolcino l'ho ideato su due piedi, basandomi anche su ciò che avevo in casa, ma soprattutto sulla consapevolezza di quanto buono sia il connubio cioccolato/tè al gelsomino...e di quanto saporite siano le prugne sciroppate!
La fragranza del vino di prugna e quella del tè al gelsomino mi hanno portato i profumi della Cina...mentre il fondente e la panna mi hanno ricordato proprio quel golosone di Puccini!
Sarò forse ambiziosa...ma mi piace così tanto dedicare al compositore che più amo al mondo dei piccoli omaggi golosi, e sognare che forse li avrebbe anche apprezzati!
Quale miglior nome, quindi, per questa coppa che...Coppa Turandot ? Ho voluto quindi giocare con sapori e consistenze....ed ho preso:


Coppa Turandot...


mezzo litro di tè forte al gelsomino, leggermente dolcificato ( ma poco poco...)

una confezione di Gelatina in Fogli PaneAngeli ( o comunque un gelificante che basti per mezzo litro di liquido: va be e qualsiasi colla di pesce, o anche l'agar-agar, da utilizzare secondo le indicazioni fornite sulla confezione...)

vino di prugna cinese

un barattolo di prugne sciroppate ( si trova in qualsiasi supermercato...)

una busta ( anzi, mezza busta avanzata ) di Dolceneve PaneAngeli ( ma va bene anche della panna da montare al momento, magari con un pizzico di Pannafix che la renda più compatta...)

qualche biscotto

cioccolato fondente al 70%

( P.S...Non ho fatto un contratto, purtroppo, con la PaneAngeli...è che avevo in casa proprio questi prodotti! )


La coppa va composta al momento, poco prima di mangiarla...ma con grande anticipo dobbiamo preparare la gelatina, visti i tempi che occorrono a farla solidificare e freddare...ecco come ho fatto...

Ho messo ad ammollare in acqua fredda la gelatina per dieci minuti...Nel frattempo ho preparato mezzo litro, forse meno, di tè al gelsomino ( ho usato il Damman Frères che vedete fotografato in questo post...), e l'ho dolcificato poco, anzi, pochissimo ( la gelatina al tè dovrà quasi pulire il palato con la sua freschezza, il suo profumo e la sua natura non-dolce...). Ho unito, dopo averla ben strizzata, la gelatina al liquido ancora molto caldo: ho mescolato bene sino a che non si è sciolta, e ho messo a solidificare il tutto in un piccolo recipiente, di modo che lo spessore fosse circa di un centimetro e mezzo. Ho lasciato raffreddare prima a temperatura ambiente: poi ho messo in frigo per diverse ore...

Siamo quasi in dirittura di arrivo...

A questo punto ho montato la panna con le fruste: questa potrà essere zuccherata o no, a seconda di quanto dolce vogliamo che sia il risultato finale...io ho usato, come vi dicevo, il DolceNeve Paneangeli, e devo dire che ha dato ottimi risultati, sia in termini di sapore, che di consistenza...Oltretutto questo tipo di panna può essere preparato con largo anticipo, per poi essere conservato in frigorifero: ma al momento di servirlo non dovrà comunque, essere freddissimo, dato che la nota di freschezza è affidata alla gelatina di tè...

Ho tagliato grossolanamente a coltello il cioccolato...

Ho snocciolat0 le prugne, e le ho divise a metà...

Ho ricavato dei dadolini abbastanza consistenti dalla gelatina, mantenendoli in fresco....

Ho preso lo sciroppo dal barattolo, l'ho messo in un pentolino, ho aggiunto uno/due cucchiaini di zucchero e l'ho portato ad ebollizione, facendolo ridurre per qualche minuto a fuoco alto, mescolando spesso...

A questo punto ho preso la coppa...


Ho sbriciolato grossolanamente dei biscotti tipo Pètit sul fondo, ed ho bagnato col vino di prugna, mescolando velocemente perchè si distribuisse bene...


ho messo due grosse cucchiaiate di panna...


ho sistemato qualche pezzetto di prugna sulla superficie...


e poi qualche dadolino di gelatina al tè di gelsomino, fresco...


come vedete avevo lasciato anche qualche fiore, a decorare...


Ho quindi versato sul tutto qualche cucchiaio di riduzione di sciroppo molto calda...


ho completato col cioccolato...


Quindi...subito in tavola!

Devo dire che questo dolcetto, più semplice a farsi che a dirsi ( può essere preparato tutto con largo anticipo, anche lo sciroppo, che potrà essere riscaldato al momento...) mi è piaciuto davvero molto: che il cioccolato e il gelsomino si sposino bene, lo si vede del resto anche dalla miscela di tè che l'Hotel Sacher ha ideato ad accompagnare la sua famosa torta...un Earl Grey al gelsomino, appunto....
La nota croccante è data dai biscotti sul fondo, leggermente liquorosi, e dal cioccolato fondente della copertura....La consistenza vellutata della panna lega ed ammorbidisce il tutto, le prugne danno una nota dolcissima e fragrante, così come lo sciroppo caldo...: nota fin da subito smorzata, ed equilibrata dalla fresca, fiorita gelatina al tè di gelsomino...





giovedì 12 marzo 2009

Le cinque cose di cui non posso fare a meno...e premio!



Innanzitutto voglio ringraziare Simo di Pensieri e Pasticci e Manu e Silvia di Spizzichi e Bocconi per aver pensato a me, dedicandomi questo premio, rispettivamente per la ricetta del Croccante di Pop-Corn e Lecca Lecca alla Camomilla , e per quella del Maiale con Pere e Funghi Porcini...Grazie mille!

Un simpatico Meme mi giunge poi da Pippi di Io, così Come Sono...
Si tratta di elencare cinque cose di cui proprio non possiamo fare a meno: è un modo per conoscerci meglio, e anche per rivelare vizi e virtù...Allora...

1) La mia / le mie tazze di tè quotidiane....credo che la teina si sia furtivamente insinuata dentro di me sino a rendermi dipendente...la scusa è quella di degustare: la realtà è che sniffo tutti i barattoli con avidità, e sorbisco l'amato infuso sino all'ultima goccia...Sarà grave? Ah...l'abitudine del tè mi ha poi trascinato sull'insidiosa via dei dolcetti da tè, piccoli e traditori tripudi di burrini e zuccherini, di marmellatuzze e mandorline....E io che ho sempre sostenuto che i dolci non mi piacevano un granchè!!! :-/

2) La tazza di latte prima della nanna...Sorbita alla temperatura ESATTA di 37 gradi...scherzo, mi piace tiepida e leggermente zuccherata!..La bevo a sorsini a letto, mentre guardo la TV, con le mie bimbe pelose accucciate di fianco...mi rilassa tantissimo, e dormo praticamente trenta secondi dopo... non è raro che mio marito mi tolga la tazza di mano, mentre dormo seduta coi cuscini dietro, praticamente in stile babbiona ricoglionita! :-/

3) La giratina annuale in Provenza...Di questi tempi già comincio a smaniare...ad incantarmi davanti al colore viola....a inebetirmi di fronte al profumo della lavanda....a sognare le ostriche di Brun et Astoux a Cannes, prima tappa, immancabile ,della gita...a pensare in verde, il verde delle Pepinières Botanic, il verde delle acque magiche di Fontaine de Vaucluse, il verde del parco del Luberon...a sentire profumo di rose e di tiglio, che mi hanno accolto nella mia prima visita a L'Occitane, e quello delle spezie di Marsiglia, coi suoi ristoranti Libanesi, e col suo Souk...

4) La musica di Puccini....la ascolto con cadenza settimanale, come una vera cura! Mi riconcilia con il mondo, rende i miei pensieri più sciolti e più chiari, e soprattutto fa uscire da me, come un catartico esercizio, rabbia e tenerezza, riso e pianto, dolcezza e dolore....Comunque adoro la musica, tutta la musica, e ne ascolto tantissima, dei generi più diversi e disparati

5) Le mie rose...anche se sono tanti mesi che non posso curarle, perchè ho avuto un sacco di problemi di salute, le guardo sempre con amore infinito....Ai tempi d'oro, quando il mio giardino era bello e ben curato, erano davvero una bella collezione: ne avevo di quasi tutte le famiglie ( Thea, Alba, Bourbon, Inglesi...) .Ora purtroppo molte sono parecchio sciupate, o indebolite...avrebbero bisogno di una bella potata, e di una concimata! Questo mi fa molto soffrire...speriamo che con l'arrivo della bella stagione io possa dare una risistemata generale, e magari recuperare il tempo perduto, anche se per potare siamo al limite, e per concimare ...pure!

Scusatemi se non giro questo Meme, dato che mi sembra che più o meno l'abbiano già svolto tutti quanti...Un abbraccio a tutti voi! :-)



martedì 10 marzo 2009

Taleggio e prosciutto di Praga...pasta Garofalo...Vernaccia riserva...




Quando voglio preparare un piatto speciale, utilizzo sempre la pasta Garofalo: la trovo squisita, non disdegno il rapporto qualità-prezzo e mi diverte la confezione, che strizza l'occhio alla smorfia napoletana: ad ogni formato di pasta corrisponde infatti un numero preciso, con tutti...gli annessi e i connessi!


Pasta Garofalo....la mia prediletta!

Questo piatto è davvero semplice e veloce, ma di sicuro effetto...Non lo faccio spessissimo perchè, da me, è un po' difficile trovare il prosciutto di Praga...questa volta, oltretutto, ho dovuto accontentarmi di uno già confezionato a fette sottili, mentre la ricetta richiederebbe una sola , succulenta, rosea fetta, da ridurre in dadolini piccolissimi...

Quindi, dovendo fare di necessità virtù, ho ridotto in straccetti sottili il mio prosciutto, ad esaltarne la morbidezza....


Morbide, rosse, saporite onde di Praga...


Il Taleggio, poi, è una mia grande passione: è legato indissolubilmente ad una città che amo infinitamente, Brescia, in cui ho vissuto per quasi due anni e che mi ha insegnato molto...
Lo so, lo so...è un formaggio che non si può mangiare tutti i giorni ( come del resto tutti i formaggi, specialmente questi ad alto contenuto di grassi...): ma proprio perchè è un ingrediente da centellinare, questo primo suscita sempre entusiamo, quando lo presento...



La marmorea bellezza di un blocco di Taleggio: con atteggiamento michelangiolesco, lo scruto... alla ricerca del capolavoro che racchiude in sè!

Di solito affianco anche un vino di qualità; in questo caso l'incontro è stato con un bianco toscano: con una Vernaccia Riserva che aspettava il suo turno ormai da un po' di tempo...Ma l'attesa è stata ripagata! Compro la riserva dell'azienda agricola Signano ogni volta che posso: è un vino unico, particolarissimo, dal colore intenso come intenso è il suo sapore: prezioso, quasi liquoroso ma senza leziosità... asciutto quanto basta per accompagnare egregiamente un formaggio maestoso e potente come il Taleggio, che accarezza ed adula sino a tirarne fuori tutta la stagionata dolcezza....


La Vernaccia Riserva Signano...uno dei regali che ci siamo fatti nell'ultima gita a San Gimignano, la splendida città turrita!


PASTA TALEGGIO E PROSCIUTTO DI PRAGA


Pasta corta (perfette le mezze penne...)
una fetta di prosciutto di Praga (ovvero di prosciutto cotto affumicato ), spessa circa 3 mm
200 g di taleggio ( pesato con la crosta )
olio EVO
sale, pepe di macina
peperoncino
2 o tre cucchiai di latte


Mettete in una capiente padella tre o quattro cucchiai di olio extravergine: aggiungete peperoncino a piacere, calcolando che la ricetta dovrà essere abbastanza piccante, ma non troppo...Io, ad esempio, ho l'olio al peperoncino, e ne uso poche gocce!

Fate a tocchetti piccolissimi il prosciutto di Praga, e soffriggetelo velocemente nell'olio ben caldo , di modo che si colorisca, ma senza indurirsi...Spegnete la fiamma e togliete dal fuoco la padella.

Togliete la crosta al taleggio, fatelo a tocchetti e mettetelo nella padella con l'olio ormai tiepido: accendete il fuoco e fatelo andare basso, anzi, bassissimo, sino a che non vedrete che il taleggio si disfa dolcemente...Potrete aggiungere due o tre cucchiai di latte, a rendere più cremosa la preparazione. Aggiungete , al bisogno ( ma non credo ce ne sarà...) del sale, con grande moderazione, data la sapidità degli ingredienti...

Nel frattempo avrete messo a bollire l'acqua, e avrete messo su la pasta.
Continuate a tenere in caldo a fuoco dolcissimo la crema di taleggio: scolate le mezze penne al dente, lasciandole ben umide, e gettatele nella padella, mescolando velocemente e con vigore.
Servite subito, con una bella macinata di pepe , mettendo in tavola anche del parmigiano grattugiato, che ognuno metterà , se vorrà, e nella quantità desiderata....

Accompagnate con un bianco di carattere...buon appetito!



Piccantissimi coralli...

lunedì 9 marzo 2009

Tzatziki....e piatti rotti!


Non ho mai avuto il piacere di andare in Grecia, nonostante gli studi classici e la giovinezza trascorsa tra i libri di Platone e di Euripide...Mentre sto meditando di una toccata e fuga, da compiere furtivamente forse proprio questa primavera, mi anticipo sui tempi, gustando una delizia tipicamente greca ma che tipica è ormai, anche, di casa mia, e da diversi anni...da quando, cioè, l'assaggiai a Parigi, ad un ristorante greco....

Fu una serata indimenticabile: io e mio marito eravamo allora fidanzati, ed entrammo in un ristorante greco di cui non ricordo, sinceramente , il nome....all'entrata un pasciuto signore vestito di bianco e con un piatto in mano ci chiese con gentilezza come ci chiamavamo...una volta pronunciati i nostri due nomi, il garbato signore si trasformò : li ripetè con un urlo degno di un samurai, e scaraventò il piatto a terra con tutta la forza che aveva nel polposo braccetto su una pila di cocci ,tutti evidentemente dello stesso servito...restammo per un attimo a bocca aperta, e poi...non la finivamo più di ridere!
Fu un'esperienza bellissima: il locale era allegro ed ospitale, e il cibo greco mi affascinò immediatamente con in suoi sapori netti, i colori decisi e i profumi solari e mediterranei: l'estate nel piatto, mentre fuori piovigginava, in una Parigi in pieno inverno...

Lo tzatziki da allora è diventato il cibo fresco delle prime giornate di sole, la coccola da gustare in punta di dita, usando mani e pane, accompagnata magari da della buona feta e, d'estate, da rossi pomodori maturi...quelli mitici della mia vicina, che me ne fa dono! ( P.S. Grazie Vanna! Sei troppo carina! :-D )


TZATZIKI

3oo g di yoguth greco
1 cetriolo e mezzo se grandi, 2 se piccoli
2 spicchi di aglio
olio evo
sale q.b.
aneto fresco o essiccato

Sbucciare i cetrioli, tagliarli in quattro lunghi spicchi nel senso della lunghezza ed eliminare per quanto possibile la parte interna, ricca di semi ed indigesta. Tritarli abbastanza fini, ma non troppo, con la mezzaluna, e metterli in un tovagliolo, che chiuderete e strizzerete, a far uscire gran parte dell'acqua di vegetazione...
Intanto sbucciate l'aglio e privatelo della parte interna verde, se presente...anche questa operazione serve a rendere il tutto più digeribile. Tritatelo fine o, meglio passatelo allo spremiaglio...
Unite lo yogurth all'aglio ed al cetriolo, mescolare bene aggiustando di sale , e trasferite il tutto nella terrina dove servirete lo tzatziki in tavola: aggiungere quindi diversi cucchiai di olio evo, che farete penetrare dolcemente nel composto, con delicati giri di forchetta, ma in maniera che rimanga visibile e "scorporato". Spolverizate di abbondante aneto e mettete a riposare in frigo per diverse ore. Toglietelo mezz'ora, un'ora prima di servirlo, in modo che sia molo fresco, ma non gelido....
Servitelo accompagnato da feta, pomodorini, olive greche e con del buon pane: perfetto il pane arabo caldo, ma ottima anche una buona piada sfogliata, anch'essa calda ,a fare da piacevole contasto col fresco della bianca crema di yoguth...




venerdì 6 marzo 2009

Cinema e cucina....I french toasts di Kramer contro Kramer ( 1979 )


( L'immagine è stata tratta da questo sito:
http://www.eurodeon.it/ )


...un connubio da sempre vincente! Ricette che ci fanno sognare, che ci fanno pensare e ricordare...legate ad una scena che ci ha colpito, al volto di un attore che amiamo in particolar modo, ad un film di cui abbiamo assaporato intensità e dolcezza, o ad uno che ci ha disgustato...

Bellissimi volumi sono stati dedicati al volto culinario della decima musa: sicuramente da ricordare i due libri di Laura delli Colli, da leggere tutto di un fiato, anzi...in un sol boccone! Parlo de "Il gusto del cinema Italiano" e "Il gusto del cinema internazionale": sulle copertine occhieggiano la bella tavolata di "La Finestra di Fronte" nel primo, e il volto intento e intenso di Catherine Zeta-Jones in "Sapori e Dissapori" ( io, comunque, ho di gran lunga preferito la storia nella versione di Ricette d'Amore, Bella Martha in lingua originale, della regista tedesca Sandra Nettelbeck, con il grande Castellitto... )

Ma la cucina fa capolino non solanto nei grandi film, ma anche in quelli formato "mignon"...ha saputo coglierlo l'Accademia Barilla, che ha indetto un concorso "Storie di Cucina", per promuovere la gastronomia italiana nelle sue peculiarità regionali e nelle sue tipicità attraverso il cortometraggio, il documentario, la fiction...
Ne faccio cenno perchè proprio pochissimi giorni fa, il quattro marzo, la giuria ha premiato La Variante Sultano di Vincenzo Cascone, un documentario sulla valorizzazione culinaria del territorio siculo operata con passione ed impegno dallo chef Ciccio Sultano, e del ristorante Duomo, a Ragusa Ibla....

" Un film sulla cucina siciliana ma non solo. Un documentario dal taglio antropologico che vede protagonisti gli chef, gli artigiani, gli artisti, gli scrittori, i prodotti della terra coinvolti tutti in una vera e propria opera d'arte a più mani." ( dal bell'articolo di Sicily-News )




Appena ho letto della bella iniziativa del simpatico blog di Vegolosa, Ricette da Film, ho pensato subito al film Kramer contro Kramer, film del 1979, magistralmente diretto da Robert Benton, e vincitore di ben cinque Oscar, quattro Golden Globe e due David di Donatello.

La protagonista femminile è un'intensa Meryl Streep: ma io ho in mente un impacciato, giovanissimo Dustin Hoffmann che, davanti agli occhi sconcertati del figlioletto ,si improvvisa "mammo", e cerca di preparare per la colazione i French Toast...

E' una scena che mi colpì molto, quando la vidi per la prima volta...Ero poco più che una bambina, ma ebbi la consapevolezza chiara e la percezione fortissima di quale valore il cibo abbia nella vita familiare: certe ricette, certi gesti, certi profumi ci rassicurano....ci fanno sentire viva la presenza di chi amiamo, ci cullano sussurrandoci che niente è cambiato, che c'è un filo che ci lega a chi non c'è ,o non c'è più...Certi piatti sono indissolubilmente legati alla nostra casa, e al nostro vivere quotidiano ,insieme ai nostri cari...
Ted Kramer ( Dustin Hoffmann, appunto ), separato dalla moglie in un'epoca in cui tanti padri erano sicuramente più spaesati ed impreparati di adesso ,rispetto a questa condizione (e forse anche alla condizione stessa di genitori...) cerca di ricreare un'atmosfera familiare al suo bambino, che è rimasto a dormire da lui...Prova quindi a preparargli dei French Toasts, ma....con risultati a dir poco disastrosi!

Ted sente puntati su di sè gli occhi di suo figlio, innocenti e giudici al tempo stesso : il bambino intuisce le sue difficoltà, ma non è in grado di aiutarlo, in quanto si aspetta dal padre quelle risposte che il padre stesso, invece, non è in grado di dargli, e forse neanche di dare a se stesso. Il French Toast, allora, diventa "la mamma": diventa il simbolo stesso della famiglia, delle sue consuetudini, spezzate dal divorzio...

Dustin Hoffmann dà prova di grandissima bravura in questa sequenza: la bocca sorride, il tono è spavaldo e giocoso...ma gli occhi parlano chiaro: sono spaventati e confusi, e scrutano il viso adorato del bambino per rassicurarsi che niente lo turbi...

La scena, se non fosse così dolorosa, sarebbe quasi comica....Dustin Hoffman, nella versione italiana, è doppiato dal mitico Ferruccio Amendola: ma potete gustarvela anche nello splendore della lingua originale:



Di ricette di french toasts se ne trovano tantissime, in rete, con mille , raffinate varianti: con pan briochè, con salse ai mirtilli, con noce moscata e le spezie più disparate...
Ma io voglio qui mettere una ricetta semplicissima, basilare, veloce e "familiare": quella che, probabilmente, il povero Ted Kramer avrebbe voluto cucinare al suo bambino, senza però che sia riuscito a portare a termine l'impresa...

French Toasts di Ted Kramer ( o, meglio, come lui avrebbe voluto prepararli.... )

2 fette di pan carrè ( o pane bianco tipo "bauletto"...)
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
cannella
poco latte
zucchero semolato o a velo da spolverare
burro

Sbattete velocemente l'uovo, con poco latte e lo zucchero: la cannella potrà essere messa anche adesso, direttamente nella pastella: io, però, personalmente, amo metterne una punta qui ed una punta a cottura avvenuta, sulla fetta ben calda: l'aroma si spande con maggior dolcezza!
Inzuppate velocemente le fette di pane nella pastella: intanto preparate un padellino antiaderente e con il fondo spesso, dove par fondere una, due noci di burro...Friggete le fette, prima bene da un lato, poi dall'altro, fino a che non saranno ben gonfie e dorate: mettetele su carta da cucina, e spolveratele con poca cannella, e con zucchero ( a me piace quello a velo, meglio se vanigliato !) Mangiatele ben calde....sono ottime col caffè lungo! Buona visione...