venerdì 10 aprile 2009

Gone gardening...auguri a tutti!


Come vi sarete accorti, la Romy in questi giorni è stata un pochettino assente....Questo perchè, complice la bella stagione, mi sono rimboccata le maniche nel tentativo di dare una rassettata al mio giardino, o, meglio, a ciò che è rimasto di esso...Dovreste vedermi: ho le mani e gli avambracci tutti graffiati dall'immane lotta che ho dovuto sostenere con un rovo....Molte delle mie rose non hanno resistito all'inverno, ovunque ci sono vasi ammassati ed erbacce ammucchiate....un macello! Ma ho tutta l'intenzione di far risorgere il mio giardino, che era la mia grande soddisfazione e che ho dovuto, giocoforza, trascurare per i problemi di salute che mi hanno assillato in questi mesi...
Vi scrivo quindi per scusarmi di non aver ricambiato le vostre visite, e vi abbraccio tutti, augurandovi una Pasqua stupenda, sperando che il tempo sia anch'esso clemente....Auguri! :-D

giovedì 9 aprile 2009

Risotto cacio e pere....


Un risotto, insomma, da non far sapere al contadino....
Il cacio con le pere mi piace tantissimo...
Trovo che certi accostamenti , anche se collaudatissimi, portino sempre con sè il brivido dell'azzardo: fichi e prosciutto, pecorino e miele, carne e frutta, speck e prugne.... questi constrastanti ma riusciti matrimoni stimolano ed accarezzano tutti i nostri sensi , e nella loro completezza, con mille sfumature di sapore...sono una sinfonia di profumi e di colori: ma, soprattutto, creano di sè, nella nostra mente, un quadro che ha profondità...sono sapori a tutto tondo, insomma, che hanno il dono della multidimensione.

Ho voluto un risotto cremoso, in cui il dolce ed il salato si fondessero in un'alchimia non forzata, naturale...sullo sfondo però ho pensato a dei sentori che "asciugassero" un po' il piatto, affinchè non risultasse troppo morbido, candido ed "infantile"....Il vino bianco e l'anice stellato mi sono sembrati perfetti....

RISOTTO CACIO E PERE...dosi per tre persone

riso ( ho utilizzato il vialone ) la dose che siete soliti usare per tre persone nei risotti ( circa 230 g, direi )
tre belle pere ruggine ( se sono piccole quattro ) non troppo mature
un bel porro
vino bianco
100 g di robiola
tre cucchiai di grana grattugiato+ quello da portare in tavola+ quello eventuale per la cialdina della foto
margarina ed olio EVO
sale, pepe
dado da brodo
un chiodo di garofano
cannella in polvere
due anici stellati

Sbucciate le pere...Ricavatene qualche fettina sottile, che servirà per decorazione e che metterete in acqua fredda acidulata, perchè non annerisca. Fatele a dadolini.

Preparate un brodo leggero col dado.

Mettete una pera ( a dadolini, appunto ), a cuocere brevemente a fuoco vivo in un padellino, con un po' di margarina: cospargetela di pepe nero abbondante, poca cannella in polvere...mettete un chiodo di garofano...Dovrà diventare ben dorata. Spegnete e mettete da parte.

Intanto fate rosolare la cima bianca e tenera del porro, tagliata a fettine sottilissime, in due cucchiai di olio e in uno di margarina....Cuocetela finchè non sarà cotta, eventualmente aggiungendo poca acqua e stufando, in modo che resti chiara e morbida.

A questo punto unite il riso, e sfumate con vino bianco: tostatelo bene facendolo evaporare ed insaporire, poi cominciate ad allungare col brodo, unendo anche i due anici stellati.

Dopo qualche minuto unite i restanti dadolini di pera, portando la cottura sino al termine. Poco prima di terminare la cottura togliete gli anici stellati .

A questo punto mantecate con la robiola e con i cucchiai di parmigiano...

Portate in tavola mettendo le fettine scolate ed asciugate a lato del riso, ed i dadolini saltati con le spezie, riscaldati brevemente a fuoco vivo, sopra il riso.
Portate in tavola altro grana....

Se vorrete aggiungere una cialdina di grana come quella della foto, potrete farla al forno tradizionale, ma anche nel microonde....io ho fatto così!
Ho mescolato a due/tre cucchiai da minestra di grana grattugiato un mezzo cucchiaino scarso di farina, miscelando bene...Poi ho messo un po' di composto in un ciottolino adatto al microonde, largo circa 10 cm, in modo che il fondo ne fosse coperto, e l'ho passato alla massima potenza per pochissimi secondi ( bisogna controllare che non prenda colore ).
Ho staccato dal ciottolino la cialda e l'ho fatta ben raffreddare...con queste dosi ne vengono tre o quattro.




martedì 7 aprile 2009

Insalata tiepida Icaro, con crostini alla salsiccia....



Ho battezzato scherzosamente così questa insalata, perchè la prima volta che l'ho assaggiata, o, meglio, che ho assaggiato qualcosa di simile è stato su un volo dell'Alitalia...

Se vi trovate su un aereo... se, all'arrivo dei vassioetti con lo spuntino, mentre gli altri aprono le loro confezioni con espressione un po' allarmata, vedete una persona che scarta tutto con gran curiosità....se quella persona assaggia ogni cosa con gusto ed appetito, e con espressione beata e soddisfatta...avvicinatevi pure e salutatela, perchè ci sono forti possibilità che si tratti di me!

Io assaggio tutto ovunque...non sono una gran mangiona, e non potrei neanche definirmi una golosa...ma la mia curiosità per il cibo è sempre e da sempre fortissima, tanto che qualcuno mi porgesse una cavalletta fritta, un pezzetto di serpente alla brace o di orso in salmì, probabilmente risponderei "Sì, grazie", e ficcherei in bocca, senza star troppo a pensare....

Faccio la felicità dei promoter, che vedono i loro assaggini non solo assaggiati, ma degustati, commentati e studiati...
Rassicuro che ha paura di aver bruciato una torta, o di aver messo troppo sale nel sugo...tanto c'è Romina che assaggia!
Do soddisfazione ai genitori degli sposi durante i matrimoni, perchè, regolandomi chiaramente con le dosi, non c'è portata a cui dica di no...e quindi sono una testimone attendibilissima sulla più o meno azzeccata scelta del Menu...

Quel giorno insomma, complice la felicità per la mia prima incursione parigina, assaggiai un'insalatina simile: certo, modestamente io l'ho cucinata meglio ;-P...
Ma alcuni ingredienti e accostamenti c'erano di già...era una prelibatezza "in fieri"...che, appena tornata a casa, ho riveduto, facendone un cavallo di battaglia!


INSALATA TIEPIDA ICARO...

Un piccolo petto di pollo
due manciate di pomodori secchi
una scatola di fagioli rossi Kidney
400 g di fagiolini (anche surgelati vanno benissimo )
due piccole cipolle rosse
olio, sale, aceto balsamico
semi di finocchio

Mettete poco olio in una padella antiaderente: cuocetevi il petto di pollo a fuoco vivace. Una volta cotto e leggermente freddato, tagliatelo a listarelle non troppo sottili.
Affettate finissime, magari con l'aiuto di una mandolina, le cipolle, e mettetele per una decina di minuti in acqua e sale, a perdere un po' di acidità...Scolatele bene.
Mettete sul fuoco un tegame con quattro dita di acqua e tre cucchiai di aceto balsamico: portate ad ebollizione e fatevi ammorbidire i pomodori. Il fuoco andrà spento, oppure la bollitura prolungata di uno o due minuti, a seconda della durezza dei pomodori stessi. Alla fine dovranno risultare sodi, intatti e morbidi...Andranno scolati e ben asciugati con carta da cucina. Tagliateli a questo punto a listarelle.




Lessate in acqua salata i fagiolini, e scolate anch'essi.
Unite fagiolini, pollo, cipolla, pomodori....Aggiungete i fagioli rossi ben scolati ed eventualmente sciacquati velocemente per togliere l'amido dell'acqua in cui sono conservati.
Mescolate in tutto condendo con sale ed olio, e con abbondanti semi di finocchio...
Servite tiepida o a temperatura ambiente....

Potrà servire da piatto unico...io l'ho accompagnata con questi semplicissimi, piccoli crostini...
Ho tostato delle fettine di filoncino all'olio. Ho mescolato stracchino a salsiccia, in quantità che variano a seconda dei gusti. Ho spalmato col composto il pane caldo, ed ho spolverato con parmigiano grattugiato fresco, pepe, semi di finocchio...sublimi!





lunedì 6 aprile 2009

Grazie, Mara e Valina!



La dolce Mara di Pan di Panna e la simpatica Valina di Cuochetta in Punta di Piedi mi hanno fatto dono di questo bellissimo premio...

Io a mia volta , indipendentemente dal fatto che l'abbiano o meno ricevuto, lo giro a:

Onde99
Mike
Francesca
Susina
Twostella
Alessandra
FiOrdivanilla
Elisabetta


E poi passo ad elencare i miei otto propositi...

1) Fare un po' più di attività fisica
2) Perdere qualche chilo
3) Dare una rassettata al giardino, che fa pietà... :-/
4) Riuscire a mettere da parte i soldi per comperare al maritozzo la chitarra che desidera così tanto
5) Fare un po' di volontariato, ad esempio al canile
6) Risistemare il garage che mi fa da stanzina da lavoro,perchè va ritinteggiato, ripulito, risanato ...un macello!
7) Portare la mia mamma a fare un bel giro fuori città, perchè con suo marito non vanno mai da nessuna parte...Mamy, quando ci vieni con me a Roma, per esempio, dalla mattina alla sera?
8) Organizzare una bella festa di compleanno per il mio amore...l'ho già in mente!


giovedì 2 aprile 2009

Frittelle Stracchino e noci...



Un di' uno stracchino
sul banco del frigo
coi suoi lamentava
"Perchè non son figo?"

Son pallido e moscio
non ho addominali
son lattiginosi
anche i miei pettorali!

Vorrei darmi un tono
apparire croccante
assai fascinoso
e anche un po' conturbante!

Ed esser polpetta,
rotonda e perfetta
di fuori dorata
e ben abbronzata!

Sarò un fusto aitante
dal cuore filante!

E quando nell'olio mi si tufferà
verrà da esclamare " Che grande bontà! "




Aiutate anche voi il vostro stracco stracchino a trasformarsi in dorate e calde polpette! Fate così...

Frittelle di stracchino e noci....

( Ricetta tratta da un vecchio numero di Nuovo Consumo, della Coop...ma non chiedetemi di quando! La pagina, ormai sbiadita, sta nel mio mitico librone da tempo immemorabile...)


400 g di stracchino
150 g di farina
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 uova
1 cucchiaio di noci tritate
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di bicarbonato
pan grattato
olio per friggere
noce moscata
sale / pepe

Le dosi sono per un quantitativo molto abbondante di frittelle...io poi metto sempre un po' di più di parmigiano ed anche di noci, perchè non guasta...

Setacciate farina e bicarbonato. Schiacciate con la forchetta lo stracchino in modo da ammorbidirlo, unire poi il parmigiano grattugiato e le noci tritate, sale, pepe, prezzemolo, uova, una bella grattata di noce moscata....Mescolate bene e poi unite pian piano la farina col bicarbonato...L'impasto dovra essere morbido ma non troppo, più o meno di questa consistenza...




Nel frattampo mettete su una padella con olio ben alto...Subito formate con l'impasto delle palline grandi come noci, rotolatele bene nel pangrattato e friggetele velocemente, poche alla volta, e a fuoco vivace, rigirando spesso le frittelle affinchè si gonfino in maniera uniforme e non si aprano, rimanendo ben sferiche e compatte....
Asciugate su carta da cucina e servite ben calde.





mercoledì 1 aprile 2009

Biscotti al Macis



Il Libro d'Oro dei Biscotti sta continuando a mietere vittime....Non esiste libro che invogli di più all'arte biscottiera...che più di questo spinga alla ricerca di nuove forme e consistenze, alla sperimentazione di audaci glassature e di perfette dorature, all'impasto selvaggio praticato con mezzi specifici o di fortuna: robottini, planetarie, fruste a gancio ....e tanto olio di gomiti!
Si richiamano all'ordine gli stampini: si passano in rassegna le formine esistenti, e se ne sognano altre...decine...centinaia..un esercito di formine, scintillante ed ambizioso, pronto a soddisfare ogni nostro capriccio...
E i confettini, le pralinette, li zuccherini che così sfacciatamente adescano dalle pagine patinate di quel volume tentatore...vogliamo parlarne?

Fatto sta che ho voluto azzardare l'ennesima ricetta: ma non ero da sola...avevo anch'io i miei complici...

1) Un tè Nuwara Eliya Orange Pekoe...tè di altura ( 2ooo m! ), chiamato anche "champagne di Ceylon", è uno dei tè neri che preferisco...è ottimo da bere caldo ma anche freddo, ed ha un retrogusto cristallino e fresco, che ricorda un po' il limone... ma anche l'eucalipto, che cresce in grandissime quantità accanto alle piantagioni. Dà luogo ad un infuso ramato, limpido, profumatissimo....Ho pensato che potesse essere il compagno ideale di questi aromatici biscotti...

2) Questa bustina di spezie che ho comperato in Francia....mi ha sempre incuriosito il Macis, ingrediente essenziale anche di grandi capolavori profumieri, come La Marescialla dell'Officina di Santa Maria Novella...




Si tratta della capsula esterna, rossasta e legnosa, della più nota noce moscata...E quest'ultima non è che il seme della cosiddetta Myristica Fragrans, alta sino a venti metri...
Il Macis può essere utilizzato in piatti dolci o salati, o anche nei liquori ( è uno dei componenti dei migliori Alchermes...), nei Punch, nel Vin Brulé: il sapore ricorda quello, appunto, della noce moscata, ma è più delicato ed al contempo più balsamico, perfetto anche, quindi, col pesce e con i crostacei....come anche coi formaggi, specialmente se la spezia è grattugiata fresca ( il che rappresenta una vera rarità!)

Il risultato sono stati dei biscotti dall'aroma unico...dalla consistenza tenera, spugnosa e leggera , ma, al contempo, friabile....Un biscotto dal sapore antico, ma anche modernissimo: adatto ad essere gustato da solo, col latte freddo, col tè... e pure, cosa interessante, con gli infusi più profumati, che arricchisce di una nota soave senza snaturarli...

Così ruvido da essere inzuppato con gioia: ma con un velo di dolcissima glassa ( che potrà anche non essere messo, ma che consiglio...), a inpreziosirne un lato di un velo opalescente e croccantissimo.

BISCOTTI AL MACIS ( Da Il Libro d'Oro dei Biscotti, ed Mondadori Electa )


275 g di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
mezzo cucchiaino di macis in polvere ( io ne ho messo un cucchiaino intero, e sono venuti buonissimi...ho macinato il macis in un vecchio macinacaffè che uso per le spezie...)
125 g di burro ( io ho usato quello a basso contenuto di colesterolo )
200 g di zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
2 uova

Setacciate farina, Macis e lievito in una terrina.
Armatevi di sbattitore, e lavorate ad altissima velocità il burro a tocchetti con lo zucchero e la vaniglia, fino ad ottenerne una crema.
Unite le uova uno alla volta, lentamente, abbassando un poco la velocità.
Diminuitela ancora ed aggiungete ,a cucchiaiate ,la miscela di lievito, Macis e farina.
Lavorate bene: avrete un impasto molto morbido, che raccoglierete con le mani umide e metterete in frigo avvolto in pellicola, per due ore circa.

A questo punto infarinate molto bene una spianatoia e, usando sempre abbondante farina, stendete la pasta all'altezza di 3 mm circa.
Ritagliatela con le formine : mettete a cuocere i biscotti in forno ben caldo a 170/180° per 10-12 minuti, su una placca rivestita di carta forno o ben imburrata ed infarinata.
Fate ben raffreddare i biscotti su una gratella.
Una volta freddi, spennellateli su una faccia, se vorrete, con una glassa, ottenuta mescolando zucchero a velo a pochissima acqua calda, sino ad avere una crema liscia e morbidissima. Lasciate asciugare bene.