mercoledì 21 gennaio 2009

Propositi e ringraziamenti.....


Allora.....
Innanzitutto ringrazio di cuore Fantasilandia, Sabrina e Laura, che mi hanno donato questo bellissimo premio....premio che giro a tutti voi, amiche e amici blogger che, anche in questi giorni di iper-super-mega influenza ,mi avete fatto tanta compagnia ,e siete stati come un raggio di sole !

Mara, ovvero la nostra carissima Panna, mi ha poi passato questo meme....



A quanto ho capito dovrei passarlo ad altri 8 blog, ma....perdonatemi se non lo faccio, anche perchè sono davvero in molti, ora, ad averlo...!
Quindi esprimo i miei 8 buoni propositi ed auguro a tutti voi ....che cosa? Di fare sempre tanti buoni propositi, che sono sintomo di un cuore positivo, e che guarda con fiducia al futuro....

Per quanto riguarda i miei propositi, vorrei....

1) Stare meglio di salute: e non sto parlando di questa influenza, che è una stupidaggine, ma dei problemi alla tiroide a soprattutto di quelli all'esofago e allo stomaco.... ( ma questo è un desiderio, più che un proposito, perchè io non ci posso fare più di tanto...)
2) Perdere un po' di peso
3) ricominciare a ricamare
4) cercare di essere sempre positiva
5) mettere da parte i soldi per vedere Londra
6) fare un po' più di movimento
7) risistemare il giardino, e farlo ritornare bello come una volta
8) dare sempre sostegno, gioia, comprensione, calore a chi mi sta accanto ( e questa è la cosa più importante, in cui mi impegnerò con tutta me stessa...)

martedì 20 gennaio 2009

Fondue al caramello salato....


Continua la settimana della dolcezza...so che siamo in molti ad amare il mou, il dulce de leche: il gusto toffee, insomma....
Si aggiunga pure a questa giostra di dolcezze il caramello salato: zucchero, burro e sale della miglior qualità si incontrano in un capolavoro assoluto.
Come ho già raccontato qui, la scoperta del gelato al caramello salato è stata fulminante: dopo questa esperienza, la gelatiera, ormai entrata di diritto a far parte della famiglia, si è guadagnata un posto di riguardo nel baulone dei piccoli elettrodomestici, passando dal freddo del garage ad una sistemazione più consona ad una tale beneffattrice....

Ma perchè declinare il caramello salato soltanto nella variante fredda, anzi...gelata? Sempre aiutata dal meraviglioso libriccino di Trish Deseine, ho sperimentato la crema di caramello salato: spalmabile e scioglievole, arrendevolissima sotto il coltello, nobilita fette biscottate e biscotti;.
Se messa nel latte caldo, si fonde a creare una bevanda profumata di zucchero filato e color dell'avorio, dolce quel tanto che basta.
Se lasciata cadere lascivamente nel caffè, lo dolcificherà donandogli quel gusto newyorkese che fa tanto Starbucks ( o non sarà, piuttosto, un sapore parigino...quello di Pierre Hermè? ).

Altro utilizzo da non sottovalutare è come farcia per torte e bignè: splendida se mescolata a panna, crema o semplice ricotta morbida, impreziosirà ogni vostra preparazione.

Ma....
se riscaldata dolcemente, sino a farle riprendere le gentili sembianze di una crema burrosa e vellutata....
quale fonduta più stuzzicante?
Potrete intingervi biscotti secchi, o pezzettini di frutta ( perfette pere e banane ), o dadolini di pan brioché tostato...

Velocissima a farsi, di una semplicità disarmante, potrete prepararla in buone quantità e conservarla in frigo per tre o quattro giorni: così come potrete metterla in barattolini sterilizzati, facendo fare il sottovuoto, e regalarla alla vicina che vi ha fatto una cortesia, alla zia che andrete a trovare, alla vostra mamma per farle una "carezza"...

E' davvero semplice: procuratevi il solito tegamino a fondo spesso, un fuoco moderato, e un mestolo in legno ( vale anche qui la regola di NON ASSAGGIARE il caramello: mi raccomando...). Poi prendete:

200 g di zucchero
4 cucchiai di acqua
100 g di burro salato ( o di burro+ un cucchiaino di sale di qualità, come quello di Guérande, o di Cervia.....io lo preferisco! )
2 cucchiai colmi di mascarpone

Fondete a fuoco dolce lo zucchero con l'acqua: se si formeranno cristalli, continuate a mescolare finchè non si saranno fusi, con pazienza.
Una volta che si sarà formato il caramello (potrete anche farlo senz'acqua, se ve la sentite...), toglietelo dal fuoco : aggiungete quindi il burro salato a dadolini, ed il mascarpone. Mescolate con vigore: se vi sembrerà che la preparazione si scomponga, non preoccupatevi: continuando a mescolare, ponete di nuovo tutto sul fuoco.... la crema, in breve, ritornerà liscia e omogenea!
Fate raffreddare e conservate in frigo, avendo l'accortezza di lasciarla per un po' a temperatura ambiente , o di passarla nel microonde al minimo per pochissimi secondi (OPS!...si può dire? ) prima di utilizzarla: così riprenderà la consistenza cremosa che le è propria...
Altrimenti, potrete come ho accennato riscaldarla nelle apposite ciotoline da fonduta, affiancandola a biscottini, frutta secca e fresca, dolcetti, creando così, per voi o per i vostri ospiti, un dessert fantasioso e inaspettato!


Premio " Una Marcia in Più "....Grazie mille!


La simpatica autrice del blog Fantasilandia mi ha girato questo premio, dal bellissimo significato, e che accetto molto volentieri....se non sbaglio la regola prevede che a mia volta io regali questo bel riconoscimento ad altri quattro blog....Vediamo un po'....scelgo, tra i tantissimi che mi piacciono :

L'Aiuola Odorosa per la creatività e la fantasia che traspaiono da ogni post
Rossa di Sera per l'estro culinario che Giulia dimostra ogni volta
Le Ricette di Carolina per il taglio carino, giovane e originale
Pan di Panna per la scrittura gradevolissima, e la tenerezza che caratterizzano Mara.

Grazie ancora, Stellabianca....Un bacione!

lunedì 19 gennaio 2009

Gelato al Caramello al burro salato...ancora un po' di dolcezza!


Lo so, lo so...è inverno...fa freddo....il gelato è cosa da estate....Ma chi ha letto questo post sa che per me, ormai, è ormai iniziata la bella stagione! Per festeggiare, ho deciso di mettere ancora mano alla mia gelatiera, e di farla lavorare un altro po'. E poi....devo farvi una confessione....

E' stata tutta colpa sua....Io non volevo...cercavo di resistere....mi tappavo le orecchie con la cera, legata all'albero maestro della mia cucina, per non sentire quel canto di sirene....ma poi...come rimanere insensibili di fronte a tutto ciò ?
Un colpo basso alla mia forza di volontà è venuto, infine, dal libriccino ,all'apparenza innocuo, a cui ho già fatto cenno qui: esso si è rivelato, fin da subito, dotato di una potenza indiscussa: sfiancata dall' impari lotta,ebbene.... ho ceduto....ho miseramente capitolato!
Il libretto in questione si chiama "Dolci al Caramello", di Trish Deseine, corredato delle meravigliose ( ed eloquenti....) foto di Marie-Pierre Morel: il caramello è sviscerato, liquefatto, indurito, sbriciolato, sorbito e declinato in tutte le sue possibili varianti: tutte scenografiche, lussuosissime e ....sfacciatamente dolci!

Il Caramello al Burro Salato ( e lo scrivo maiuscolo, come il titolo di un film o di un libro, dato che ha rivoluzionato la mia percezione dell'idea di "dolce" ), mi ha totalmente conquistata alla sua causa....Dolcissimo, ma senza essere stucchevole, burroso, ma non untuoso, è un'armonia consolante di accodi perfettamente equilibrati.

E' per questo che l'ho amato da subito, nonostante la mia preferenza sia sempre andata a sapori più semplici, più smorzati...
L'avevo già assaggiato nei macarons: ma in questa veste era risultato alle mie papille eccessivamente dolce; era stata colpa, però, dell'insieme: i macarons sanno essere di una dolcezza spietata....molto dipende anche da chi li ha confezionati, e dal tipo scelto: consiglio infatti, a chi non ama questo tipo di sapori, di iniziare con la nota amarognola ed erbacea del macaron al tè Matcha, o, almeno , di provarne di diverse marche, se non di farseli in casa....

Il gelato al Caramello al Burro Salato , però, proprio perchè freddo, attenua l'eccessiva dolcezza: la nota salata fa il resto. L'insieme è davvero eccezionale, e riesce , con la sua cremosità, col suo colore discreto, col suo profumo di zucchero filato, a toccare le corde più intime dei ricordi infantili...Se volete anche voi provare questa piacevolissima regressione, potrete:

1) Seguire l'ottima ricetta di Kja ( che non ne sbaglia una....mi sembra carino , però, rimandarvi al suo post di Soffi di Sale per la ricetta, che è un adattamento riuscitissimo di una del foodblogger- scrittore David Lebovitz )

2) Seguire quella , altrettanto buona, che ho scovato sul magico libriccino, e che ora vi svelerò:
( le dosi sono molto abbondanti...)

Gelato al Caramello e Burro Salato

500 ml di panna fresca da montare
30 g di zucchero per la crema
5 tuorli
100 g di zucchero per il caramello
50 g di burro salato ( o 50 g di burro+un cucchiaino scarso di ottimo sale, come il Fleur de Sel de Guérande, o il sale di cervia, o quello rosa dellHimalaya, o quello di cipro.... )

Sbattete i tuorli con i 30 g di zucchero, con l'aiuto di una frusta: dovranno formare una spuma gonfia e bianca.
Scaldate 300 ml di panna sino quasi a farla bollire: versatela poi a filo sul composto di tuorli, mescolando continuamente. Rimettete tutto sul fuoco e cuocete, sempre mescolando, sino a che la crema non si addenserà: non fatela, però, bollire!
Togliete la casseruola dal fuoco e mettete a raffreddare, magari immergendola in una bacinella con acqua e ghiaccio: ogni tanto mescolate per far sì che non si formino grumi, e per accelerare il raffreddamento....
Intanto, in un'altra casseruola dal fondo spesso, fate il caramello: se ve la sentite, fatelo senza acqua, stando molto attenti a tenere il fuoco alla giusta temperatura, a mescolare bene e a mantenere il livello dello zucchero uguale in ogni punto della pentola, a non farlo bruciare....altrimenti, per facilitare l'operazione, potrete unire pochissima acqua.
Quando il caramello sarà bruno e ben sciolto, togliete dal fuoco ed unite subito, e mescolando bene , il burro ( e, eventualmente , il sale) e i 200 ml di panna rimasti; attenzione agli schizzi e....a non assaggiare: il caramello raggiunge temperature altissime! Se si formassero grumi, o il composto si solidificasse troppo, potrete rimettere sul fuoco dolce ad ammorbidire di nuovo.
Mescolate, quindi, con l'altro composto, ormai raffreddato, e fare riposare il tutto in frigo per diverse ore, prima di metterlo nella gelatiera: seguite, a quel punto, le istruzioni della gelatiera stessa.

Assaggiatelo e...la vostra anima bambina avrà un sussulto!

domenica 18 gennaio 2009

Basta un poco di zucchero....esperimenti al saccarosio!


Sono venuta in possesso di un libriccino, che mi ha aperto gli occhi sui mille usi del caramello: questo qui.
Ho cominciato quindi a fantasticare sullo zucchero, in tutte le sue forme: e a voler inventare qualcosa che rendesse ancora più graziosa l'apparecchiatura di colazioni o spuntini, che rallegrasse il mio tè pomeridiano, che desse una nota personale ad un invito....
Quindi, accanto a sperimentazioni basate sul succitato libro, mi sono lanciata nel mio personale Sugar Day; ero decisa inoltre ad utilizzare diverse bustine di zucchero a velo giacenti da Natale in dispensa, e i coloranti alimentari che avevo comperato tempo fa con l'intenzione di fare un capolavoro di MarshMallow Fondent, capolavoro che non ha mai visto la luce.
Quindi mi sono divertita a creare questi cucchiaini dalla punta di caramello.


Intinti nel caffè o nel cappuccino, danno quell'effetto "Starbucks" che tanto va di moda: l'aroma del caffè, smorzato dal velluto del caramello, domato dalla dolcezza dello zucchero, dà il meglio di sè, infatti, in alcuni prodotti della famosa Catena...

Avrete bisogno di tanta attenzione e pazienza, di un tegame a fondo molto spesso e di un fuoco medio-basso, se vorrete realizzarli...sono, infatti, creati caramellando solo zucchero, in totale assenza di acqua....Dovrete distribuire un dito di zucchero, con spessore regolare, nel tegamino, e, via via che si scioglie, portarlo verso il centro della pentola con delicatezza ( mi raccomando...NON ASSAGGIATE -MAI-PER NESSUN MOTIVO...le temperature sono davvero altissime! ): lo zucchero si scioglierà pian piano, colorandosi....Spegnete quindi il fuoco non appena si sarà sciolto: il calore del fondo del tegame continuerà a mantenerlo fluido, senza correre il rischio che si bruci! Se comincerà a solidificare di nuovo, basterà accendere il fuoco, moderato, per una manciata di secondi....
Preparate un foglio di carta da forno, meglio se anche leggermente imburrata, su di un piatto, o comunque su una superficie resistente al calore: immergete i cucchiaini nel caramello diverse volte, lasciando passare tra un "tuffo" e l'altro un mezzo minuto, per permettere al caramello sotto di aggrapparsi, e di fare spessore. Conservate avvolti in alluminio imburrato in una scatola di latta, al riparo dall'umidità. Comunque, sono talmente veloci...che potrete farli mezz'ora prima di presentarli a tavola!

Con lo stesso zucchero, si potranno fare:
Decori a spirale:



Tracciate sulla carta forno una riga di caramello e , quando sarà morbido, ma maneggiabile, avvolgetelo velocemente ( altrienti c'è il rischio che si spezzi ) intorno al manico di un mestolo leggermente imburrato, e fatelo scivolare via non appena avrà preso la forma.

Fili dorati:


Bellissimi per decorare gelati, o frutta, sono delicatissimi e, preda dell'umidità, durano davvero poco: quindi vanno fatti al momento di servirli.
Mettete un cucchiaio di caramello sulla carta forno: con una forchetta, dopo averne immerso i rebbi nella "macchia" di caramello, tirate verso l'alto, piano piano: continuando con questo movimento, si formeranno questi meravigliosi e dolcissimi fili d'oro! ( è semplice: basta prendere il ritmo, e farci la mano....comunque, per ogni errore....basterà rimettere il tutto nel tegame, e riscaldare sino ad ammorbidire di nuovo il tutto: dopodichè...si ricomincia! )

Queste invece sono una mia creazione: le zollette personalizzate!


Basta procurarsi qualche cucchiaio di zucchero a velo, unire pochissimo colorante alimentare ( nell'ordine di una goccia.. ) e acqua tanto da avere una glassa molto, ma molto densa. Utilizzando una siriga senza ago, si potranno tracciare lettere ( io ho messo la R...la mia, anzi, la nostra iniziale, mia e del mio amore! ), cuoricini, ciliegine, motivetti geometrici...tutto ciò che la fantasia ci suggerisce.....Poi si metteranno subito ad asciugare nel forno ventilato rigorosamente FREDDO: non conservatele a lungo, perchè i colori, nei giorni, tendono a sbaffare e ad allargarsi alla zolletta sottostante...quindi fatele qualche ora prima di presentarle!


Mi raccomando...che le decorazioni siano piccole e sobrie, per non rischiare di colorare anche il latte, o il tè in cui la zolletta verrà disciolta...Io, comunque, ma quasi per gioco, ho utilizzato anche della granella colorata....

Veniamo poi allo zucchero alle rose...


Il tè alla rosa è una mia debolezza: mi piace tantissimo quello di Harrods, che ho conosciuto la prima volta perchè me lo ha portato mio marito da uno dei suoi viaggi di lavoro....Io , che pure amo il tè non zuccherato, non posso resistere dal rendere dolcissimo l'adorato tè alla rosa...e ho pensato di crearmi uno zucchero ad hoc, che esaltasse non soltanto dal punto di vista dell'olfatto e del gusto, ma anche da quello della vista l'esperienza di sorseggiare il mio tè alla rosa.
In erboristeria, e nei negozi specializzati, vendono piccoli boccioli di rosa disseccati, senza che alcun olio essenziale, aroma, profumo venga loro aggiunto: rimane, sovrano,soltanto il fresco e dolce profumo naturale del mio fiore prediletto. Questi boccioli , delicati e bellissimi, sono perfetti per tisane ed infusi: una volta nell'acqua, cedono, arrendevoli, il soave profumo che il loro cuore delicato ha tenuto in serbo con tanta minuta caparbietà.
Inoltre l'acqua, penetrando nei tessuti, fà sì che si aprano, riproducendo, per un attimo fuggevole, l'incanto dei fiori freschi: e maggio farà capolino nelle nostre tazze!

Dovrete Mescolare del colorante rosso al vostro zucchero: non posso dare dosi precise, perchè la concentrazione dei vari colori in commercio è assai variabile: comunque siamo nell'ordine di circa tre gocce per mezzo chilo di zucchero! Mescolerete con pazienza certosina, facendo sì che non ci siano grumi, e che il colore delle rose si espanda delicato in tutto il vostro zucchero.
Se vorrete dare un tocco ancor più veritiero, mescolare alo zucchero poche gocce di acqua di rose: se il tutto risulterà troppo "umido, non farete che passare lo zucchero, ben disteso su una teglia, nel forno ventilato FREDDO per una mezz'oretta: sarà come una brezza primaverile, uno zefiro che asciugherà il vostro zucchero rosato, spandendo profumo per tutta la cucina!
Una volta ben asciutto, mettetelo in un barattolino, alternando uno strato di zucchero ad uno di roselline: cederanno anch'esse un po' del loro profumo allo zucchero!
Quando arriverete a gustare il vostro tè, mettere uno o due cucchiaini di primavera nelle vostre tazze: zucchero e roselline renderanno la vostra tazza un'esperienza unica! Usate un tè alla rosa, se avrete fatto uno zucchero dal profumo più leggero: se invece sarà ricco di profumo e di boccioli, utilizzate pure un tè nero, magari un Keemun.

Il Keemun è un eccellente tè nero cinese, molto utilizzato per i tè aromatizzati, perchè capace di carpire i profumi di fiori e frutta, accompagnandoli dolcemente e senza coprirli, come nessun altro.
La storia racconta che nacque dalla forza di volontà di un giovane che, avendo raggiunto le più alte cariche dello stato, ed avendo poi perso onori e gloria, avrebbe riversato sulla terra, unico bene che non tradisce, tutti i suoi sforzi: col vecchio padre, che sempre l'aveva redarguito e ben consigliato, cominciò la coltivazione di questo tè, pregiato ed ottimo; non troppo ricco di caffeina, ha un aroma fruttato e delicatamente fiorito, e costituisce il magico ingrediente di tante miscele famose, quali l'English Breakfast.


giovedì 15 gennaio 2009

Pisellini al Gomasio.


Ho scoperto il Gomasio per caso, circa tre anni fa. Come ormai sapete sono attirata ed incuriosita da ogni scatolina, barattolo, sacchetto e pacchettino che non conosco: devo leggere le etichette, annusare, scuotere, guardare in controluce...e se possibile assaggiare, per fare l'"analisi organolettica" ( così la chiama mio marito ) di ogni cosa edibile ( un giorno mi convocheranno i RIS, sono sicura...).
E' così che ci siamo incontrati.
Ero in un negozietto di alimenti naturali, e c'erano i famigerati "assaggini"....
Lui, distratto, come se niente fosse , giaceva spolverato su una fettina di pane abbrustolito, senza coscienza del proprio irresistibile fascino: il suo profumo mi attirò come calamita....e fu amore al primo assaggio! Ma...che cosa è il Gomasio?
E' l'uovo di colombo, l'insieme semplice di ingredienti facili, che crea il capolavolo assoluto:

sale marino integrale
sesamo tritato
a piacere, un pizzico impercettibile di alghe ( Nori e Kombu ), che danno un tocco di colore, ma ,soprattutto, profondità di gusto.....nient'altro!

Lo dice il nome stesso: Goma ( semi di sesamo )+ Shio ( sale )....un 'unione perfetta di energie Yin e Yang, una fonte preziosa di grassi insaturi, di calcio e vitamine del gruppo B....un insaporitore naturalissimo!



Lo si può fare da soli, avendo gli ingredienti, un pestello, e tanta pazienza: le percentuali sono una parte di sale marino (grosso e integro) per ogni dodici di sesamo, con un 4% di alghe per chi preferisce, come me, la versione al gusto "iodato": comunque lo si trova per pochi euro in moltissimi negozi di alimentazione naturale, oltre che sulla rete....Sembra che costi molto, ma non è affatto caro, considerando che lo si usa a pizzichi e a cucchiaini!
Questa polvere granulosa e all'apparenza scialba, riesce a trasformarsi e a dare il meglio di sè , ad esempio, nell'incontro col pane caldo e l'olio buono: ho in casa quello di Massa marittima, e devo dire che l'asse Toscana-Giappone ha prodotto risultati insperati....
E' squisito sulla focaccia, sugli spaghetti conditi con poco olio e peperoncino, nelle insalate, sulle uova....impreziosisce col suo caldo profumo tostato ed erbaceo ogni piatto, anche un sushi un po' diverso!
I pisellini,sentendomene parlare tanto bene, mi hanno chiesto di vestirli della magica polverina: il risultato è stato sorprendente: sempre gli stessi, verdi, tondi, piccinetti, i pisellini: ma ammantati di un fascino diverso, che ha decretato la loro fine subitanea!

Fate un trito con mezza cipolla e un aglio: mettetelo a soffriggere in due cucchiai di olio e in una noce di burro, aggiungendo, al bisogno, qualche cucchiaino di acqua. Aggiungete, quindi, 350 g circa di pisellini con mezzo dado vegetale di quello ottimo ( senza glutammato: o quello fatto in casa, come lo fanno tante nostre amiche blogger...), poca acqua e portate a cottura, mescolando di tanto in tanto.
Mettete in scodelline monoporzione i pisellini, cospargendoli di gomasio e...lasciatevi tentare!